NARDO' - Qualcuno ha voluto dimostrare la propria solidarietà al popolo palestinese. Nella notte è stata issata una bandiera rosso-nero-bianco-verde, i colori dello Stato palestinese (riconosciuto da una importante parte dei membri ONU), su uno dei pennoni davanti al palazzo del Comune.


(foto di Pippi Mellone)
Non è il caso di sbilanciarsi in giudizi di valore. Il conflitto arabo-israeliano (per)dura da secoli, se non millenni. Senza mettersi ad elencare tutti i momenti di tensione che coinvolgono e hanno coinvolto la regione fin dai tempi dei contrasti tra faraoni e Ittiti, basterà ricordare ai lettori quali siano la posta in palio e le parti in causa: israeliani e palestinesi, oggi, combattono una guerra di identità e territorio.
Forti di una risoluzione delle Nazioni Unite i primi e dell'appoggio del mondo arabo anti-israeliano i secondi, le truppe del premier Netanyahu e le forze di Hamas hanno ripreso a scontrarsi duramente dopo che nelle ultime due settimane sono stati rapiti e uccisi tre ragazzi ebrei di 16 e 19 anni da (probabilmente) un gruppo indipendente affiliato ad Hamas. Come rappresaglia, il popolo d'Israele si è riversato nelle strade per protestare e cercare vendetta; una vendetta che è stata trovata, con l'uccisione di un ragazzino palestinese, e che continua ad animare i raid israeliani sulla striscia di Gaza.
Il riacutizzarsi del conflitto muove le coscienze dei popoli di tutto il mondo in favore dei palestinesi, considerati il popolo oppresso e la parte lesa della situazione. Preferiamo rimanere cauti e attenerci ai fatti, considerato che si tratta di una questione a dir poco controversa e che dalla costituzione del moderno Stato di Israele (1947-48) fino alle speranze di pace suscitate dagli Accordi di Oslo (tra l'OLP di Yasser Arafat e il premier israeliano Shimon Peres) del 1993, praticamente nulla è stato risolto, considerato che i conflitti di epoca contemporanea nell'area continuano dalla fine della II guerra mondiale: crisi di Suez, guerra dei sei giorni, guerra del Kippur, per non parlare delle guerre del Libano.
Il dato di fatto a livello locale, comunque, è che la comunità neritina in questo caso si dimostra sensibile alle questioni di politica internazionale. Ne va dato atto.