
Alfredo Ronzino lascia rumorosamente il moVimento 5 Stelle? Evviva Alfredo Ronzino.
La fuoriuscita ai pentastellati di un personaggio che, comunque la si veda, è stato uomo-simbolo dei grillini della prima ora, non ha lasciato indifferente la politica che spera in un "ripescaggio". Il primo a lanciarsi con una "mano tesa" è Giovanni Siciliano. "Voglio tendere una mano ad Alfredo Ronzino e incoraggiarlo a non abbandonare la politica e la sua città – dice il fondatore di Città Nuova – perché le sue idee e proposte, al di là dello schieramento nel quale le ha manifestate, erano valide nei confronti di tutti". Siciliano rivela di aver apprezzato sia l'uomo politico portatore di concetti innovativi che la macchina da guerra in campagna elettorale. Ronzino, nel 2011 quando il grillismo praticato era quello da scrivania, dietro ad un computer, fu capace di battersi la città palmo a palmo, entrando in centinaia di case e uffici e parlando con diverse migliaia di persone. Senza soldi né potentati alle spalle fu capace di catalizzare l'attenzione di oltre 2200 voti. Un risultato che, per la verità, svelò anche la fragilità delle 5 Stelle che cattura il voto d'opinione ma è impresentabile se va al confronto diretto in sedi locali: la sua lista lo affondò prendendo solo 558 voti.
Intanto, però, c'è anche un'altra conferma che riguarda lo strato della realtà sul quale prolifera il grillismo. Non c'è dubbio che sia il web e i social dove Ronzino ha preso, nelle ultime ore, pari razione di solidarietà e di insulti più o meno violenti. A ringraziarlo per la fuoriuscita sono i lettori "generalisti" che vedono il movimento di Grillo al tramonto, a odiarlo con tutte le loro forze sono i pentastellati di tutte le latitudini (anche settentrionali!) che non lo sopportano proprio. E questo è il grande limite di questo movimento: aver creato fazioni e accesi personalismi.