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DOPPIO GOSSIP - La condotta nei pensieri di due assessori della giunta Risi

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NARDO' - Grosse novità coinvolgono due assessori proprio alla vigilia del Consiglio comunale monotematico di oggi (previsto alle 16) che dovrà sancire la "condotta" da tenere da parte del sindaco Marcello Risi durante la fatidica conferenza di servizi che si terrà a Bari domani. Parliamo di un incontro molto riservato che si è svolto in casa dell'assessore all'Ambiente Flavio Maglio e di una lettera diretta a capigruppo e consiglieri comunali scritta dall'assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Renna.

TUTTI DA MAGLIO IL MERCOLEDI' SERA

La notizia pare singolare e confortante. L'assessore all'Ambiente, guardato da sempre con sospetto dagli ambientalisti, tiene una riunione a casa sua (a causa di una convalescenza) con i vertici indiscussi delle associazioni ambientaliste della zona ionica. Ci sono tutte le sigle più importanti a livello nazionale e anche i rappresentanti dei fieri comitati cittadini.
Di fatto è un pre-Consiglio che lascia buone speranze che Amministrazione e ambientalisti arrivino in Consiglio con una sintesi unitaria da portare a Bari.
Il fronte sarà comune nel dire che non si può più parlare di uno scavo che da Porto Cesareo trasporti i reflui fino a Nardò. Al momento non è possibile comprendere come si possano compenetrare due posizioni apparentemente inconciliabili: l'Amministrazione continuerebbe a sostenere la necessità di realizzare almeno la condotta a mare, anche se più lunga, per recuperare la balneabilità di Torre Inserraglio. Gli ambientalisti più intransigenti ritengono, probabilmente a ragione, che anche quest'opera mastodontica si può evitare a vantaggio di soluzioni più sostenibili.
Come potrebbe finire? Che la condotta a mare verrà costruita comunque per garantire la balneabilità lungo la costa e che immediatamente dopo si valuteranno progetti per realizzare quanto auspicato dagli ambientalisti.
Porto Cesareo lasciato al suo destino: chi rompe paga e i cocci sono suoi.

PRIMA DELLA LETTERA DI VINCENZO RENNA

Beh, la pubblichiamo integralmente e vi invitiamo a leggere con attenzione una parte un po' inquietante: quella sottolineata. Perché questa precisazione - a nostro parere fuori luogo - che potrebbe intimorire i consiglieri che, su questa delicatissima questione, dovranno dare un mandato granitico al sindaco Risi e non possono esserci cedimenti di sorta?
Leggete e valutate con noi se, invece, proprio poiché l'autorità competente è la Regione, il Comune non corre alcun rischio. Infatti la Regione può, a seguito della conferenza di servizi, autorizzare la condotta anche col parere contrario del Comune che non ha potere di veto (lo hanno altri enti ma non il Comune).
Quindi il problema è solo politico, sicuramente non legale. La Regione e l'Aqp sanno che col diniego di Nardò si affronta un problema politico difficilmente superabile ma che non può generare contenzioso.
E allora? Leggete la nota di Renna per farvi un'idea personale e poi, se vi va, commentate.
 

LA LETTERA DI VINCENZO RENNA AI POLITICI

Cari,

faccio seguito ai separati colloqui intercorsi con Riccardo Leuzzi e con Marco Marinaci per inoltrare la documentazione afferente alla questione in oggetto.

Mi devo correggere rispetto ad una indicazione verbale errata circa l'inesistenza di atti deliberativi di giunta, esiste la delibera n. 248/03 del  30.05.2003 che approva il recapito finale di che trattasi inoltre tra i documenti in archivio ad onor del vero esiste anche un'altra delibera di giunta, questa mai adottata, che presenta, tuttavia, una dichiarazione di assoluta contrarietà alla condotta vergata a mano e sottoscritta da tutti gli assessori della Giunta dell'epoca.

Offro alcune considerazioni personali in ordine al carteggio de quo: l'otto aprile 2008 si teneva riunione presso il commissario straordinario all'ambiente Vendola cui partecipava il nostro ing Formoso, all'esito dell'incontro (stante l'indisponibilita' da parte del predetto dirigente di pronunciarsi in merito " si concedeva" al nostro Comune un termine di due settimane per un pronunciamento ufficiale del comune.

Pronunciamento che interviene, a firma del sindaco Vaglio, solo in agosto 2008 a seguito di ulteriori solleciti scritti da parte della Regione.

La nota del Sindaco di allora consenti' successivamente alla Giunta Regionale di approvare una modifica del PTA con delibera n. 1827 del 30 settembre 2008 dove si cita nel deliberato la scelta condivisa dei due comuni Nardo' e Porto Cesareo.
Ciò conferma il timore da me espresso durante la riunione di maggioranza in ordine al rischio di subire in ogni caso le scelte adottate in passato con la formale adesione del Comune di Nardò, per quanto nella sostanza si possa ritenere in passato ci fosse contrarieta' sul progetto.
Credo, altresì, debole evidenziare la modifica del progetto preliminare dell'Aqp rispetto all'accordo di programma siglato tra i comuni e sottoposto all'approvazione della regione, poichè rientra nella discrezionalità dell'ente gestore del PTA individuare le soluzioni progettuali

La normativa vigente, infatti, attribuisce solo alla regione la competenza su questa materia (art. 61 D.Lgs 152/2006) ed il fatto che gli enti territoriali, stante l'infrazione comunitaria 2004/2034 ex art. 226 Trattato CE per cattiva applicazione della direttiva 91/271/CE, abbiano
proceduto in sostituzione ad approntare un progetto da realizzarsi in project financing rileva (strumentalmente) solo ad evidenziare il consenso degli enti al recapito finale, poi recepito dalla Giunta Regionale.

Sussiste quindi il rischio forte che il Comune possa, in ragione di un documento politico da approvare nel corso del prossimo consiglio comunale, esporsi a provvedimenti sanzionatori e/o risarcitori da parte della Regione sulla base di condotte censurabili per contraddittorietà ad atti adottati in passato ed illogicità manifesta.

Come ho avuto modo di accennare nel corso della riunione di maggioranza nelle conferenze di servizi occorre esprimere pareri motivati e nelle ipotesi di contrarietà occorre proporre progettualità alternativa indicando, altresì, i capitoli di spesa cui reperire le risorse per la
realizzazione delle opere alternative.
In più ritengo che la Regione potrebbe rimanere silente rispetto alla trasmissione del documento politico del Consiglio monotematico di Nardò per non esporsi a sua volta ad una censura dinanzi al Tar.

Poche considerazioni scritte di getto attesi i tempi stretti che ci siamo dati, perdonate eventuali refusi, resto a disposizione per chiarimenti.

Buon lavoro
Vincenzo Renna