LECCE/NARDO'/GALATONE/GALLIPOLI - Quattro consiglieri provinciali dell'Udc in rivolta: Pendinelli (Scorrano), Tundo (Galatone), Quintana (Gallipoli) e Siciliano (Nardò). In tutto sono quindicimila e più voti che l'Udc rischia di perdere. Tre dei quattro sono impegnati nelle elezioni amministrative del proprio paese e si sentono abbandonati dal capo regionale del partito, l'onorevole Totò Ruggeri, che ha deciso di portare il partito alla sfida in solitaria a Lecce. Una scelta che non porterà acqua al mulino delle alleanze. Intanto a Galatone appare la civica "Città Nuova" e anche Siciliano ipotizza l'abbandono del partito centrista e il ritorno alla lunga saga delle civiche.
In due interventi vi raccontiamo che cosa sta succedendo nell'Udc di Lecce. Nel primo il capogruppo alla Regione, Totò Negro, spiega i motivi della candidatura a sindaco di Lecce del professore universitario Luigi Melica.
Nel secondo intervento Lucio Inguscio, uomo da seicento voti da poco acquisito dal Pdl, si dice perplesso dalla strategia del suo ormai ex partito e preannuncia l'abbandono.
Intervento del Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro
“La candidatura di Luigi Melica è espressione di un’esigenza di cambiamento per la città di Lecce. Esponente della società civile, autorevole costituzionalista, il professore Melica incarna al meglio quell’idea di Terzo Polo che, come ha sottolineato il nostro leader Casini, vuole uscire dai vecchi schemi e guidare la città nel solco di un impegno civico”.
Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro.
“L’Udc – ha sottolineato Negro – non ha perso nessuna occasione, come ha commentato qualche autorevole esponente del Pdl, ma sta dando a Lecce un’occasione nuova. Ci dispiace che una parte del Terzo Polo si sia fatta ammaliare dalle sirene del potere. I fatti ci daranno ragione, come già è accaduto in passato. Siamo convinti che l’elettorato saprà dimostrare apprezzamento per questa scelta “nuova”, lontana tanto dal centrodestra che dal centrosinistra, come avevamo annunciato da tempo e per la quale abbiamo lavorato fino ad oggi. Al contrario, il centrodestra dovrà dimostrare come si può governare con chi fino a ieri è stato avversato ed è stato oggetto di aspre polemiche. Appare difficile immaginare che tutto si sia rasserenato all’improvviso, come un colpo di fulmine. Il sindaco Perrone, adesso, solo per fare un esempio, dovrà spiegare ai suoi concittadini quale idea di filobus prevarrà: la sua, quella di Adriana Poli Bortone o quella di Paolo Pagliaro? Che fine farà quel filobus che tanto ha avversato in questi anni scaricando le colpe sulla vecchia amministrazione, come se lui fosse estraneo a quel passato”.
“Con Melica soffia aria nuova sulla città di Lecce – ha concluso Salvatore Negro – Noi abbiamo smentito tutte le chiacchiere con i fatti scegliendo una candidatura autonoma, lontana dai vecchi e asfittici poli e dai centri di potere”.
INGUSCIO
L'ufficializzazione della candidatura a sindaco per l'Udc del prof. Luigi Melica, a cui faccio un in bocca al lupo per la nuova avventura, mi porta a fare alcune considerazioni.
Seppur persona competente e preparata, certamente meritevole di guidare il partito, il professor Melica veicola il cammino solitario, e da me non condiviso, intrapreso dai vertici dell'Udc. "Melica rappresenterà la società civile", si è detto. La società civile, replico io, ha da tempo avviato un percorso sul territorio che, attraverso i progetti della Regione Salento e di Io Sud, ha trovato la sua piena realizzazione. Uomini e donne della società civile, oggi in prima linea, che hanno deciso di sostenere lo spirito e i valori del centrodestra.
Sono numerosi i cittadini e gli elettori - e i numeri delle primarie di domenica l'hanno dimostrato - che si riconoscono nella coalizione guidata da Paolo Perrone, composta dalla compagine politica che da anni amministra questa città, da tutte le forze moderate, compresa Fli, e sì, anche da quelle di forte caratterizzazione territoriale, come la Regione Salento e Io Sud, cui lo stesso segretario Ruggeri ha sempre guardato con estrema attenzione. Un quadro completo su tutti i fronti, oggi, quello del centrodestra, avvalorato da una ispirazione politica che, personalmente, sento vicina a me e alle persone che oggi compongono lo scudocrociato leccese. Ma soprattutto, un quadro rafforzato dall'alleanza. Questa parola così inseguita fino a qualche settimana fa, quando sul tavolo c'era la possibile unione di intenti con Fli, Regione Salento e Io Sud, eppure oggi stranamente respinta. Alleanza vuol dire condivisione di progetti, di idee, di valori. E condivisione vuol dire bene comune. Quando a prevalere sono le posizioni personalistiche però, a mio parere, l'obiettivo da perseguire si allontana.
La scelta di Melica come candidato di una Unione di Centro isolata, ad oggi, mi pare soltanto il frutto di una presa di posizione preconcetta, essendoci già in campo tutte le condizioni e l'alleanza con cui poter intraprendere un percorso che porterà dritti alla vittoria delle amministrative. Domenica scorsa questa città ha dimostrato di voler andare avanti nel percorso intrapreso cinque anni fa. Un risultato talmente sorprendente che ha fugato ogni dubbio anche nei più accaniti sostenitori del cambiamento e della discontinuità, lasciando spazio solo ai propositi e ai programmi. L'Udc dovrebbe guardare oltre il suo naso, abbattere le barricate e capire che da soli non si va da nessuna parte se, sull'altro versante, c'è una coalizione (così vicina a noi) che gli elettori hanno già dimostrato di apprezzare.
Ed è questa coalizione che io ho scelto di sostenere, convinto come sono che rappresenti gli ideali di centrodestra cui io mi ispiro e che sia la più indicata a dare risposte alle esigenze della gente, essendo la sintesi perfetta delle forze politiche più importanti, che oggi convivono in una vera alleanza.
Lucio Inguscio