NARDO' - "In attesa del confronto politico ed amministrativo con l'assessore e in attesa che riesca a trovare qualcuna delle criticità che sussistono nonostante la sua presenza in Giunta, rendo note, sul problema della condotta sottomarina, tre mie osservazioni".
Premettendo che mi sembra che si stia tentando di costruire una piramide partendo dalla punta della stesse anziché dalla base, rendo note, tre gravi incongruenze, a mio modestissimo parere. Solo un terzo delle abitazioni di Porto Cesareo è dotato di fognatura ed il depuratore è sotto sequestro da parte della Magistratura, per cui la condotta che si vorrebbe realizzare dovrebbe essere messa a servizio di un Comune senza fogna per chissà quanti altri decenni.
Per trasportare i reflui da Porto Cesareo fino al depuratore di Nardò, sempre a mio avviso, sarà necessario un poderoso e gigantesco impianto di sollevamento. A spese di chi funzioneranno le necessarie pompe? Per portare i reflui dalla costa fino ad un chilometro di distanza e trenta metri di profondità, vale a dire quattro (4) atmosfere di pressione, occorrerà un'altra gigantesca pompa. Dove verrà collocata? È stata fatta una valutazione impatto ambientale ricordandosi che Torre Inserraglio è sito SIC? A spese di chi funzionerà tale pompa? Secondo me peserà, ovviamente, sulle tasche dei contribuenti.
Sorge, dunque, il serio dubbio che l'avvio di tale opera, non vedrà mai la fine e servirà soltanto ad evitare le enormi multe previste dalla comunità europea, ai danni di AQP e Regione Puglia. Multe che meglio sarebbe fossero pagate da chi ha responsabilità di tali ritardi. Ad averne degli utili economici, dunque, sarà solo l'azienda che eseguirà i lavori per il famigerato "tubo".
Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale