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FITTIANI NELLA BUFERA - Mino Frasca spacca tutto. Gabellone prelude a nuove modalità di coinvolgimento

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NARDO' - Frasca: "Gabellone distruttivo". Gabellone: "Comprendo la delusione di chi immagina di dover recuperare responsabilità".

MINO FRASCA

La delusione è tanta, è inutile negarlo ed è dettata principalmente dal vedere l'opera distruttiva che Antonio Gabellone in 6 anni di Presidenza della Provincia di Lecce e 3 di coordinamento provinciale, è riuscito a mettere a segno. Con il suo operato ha disgregato invece di aggregare, ha creato lacerazioni e rivalità, ha distrutto un partito e la propria classe dirigente. Il dato che per primo andrebbe analizzato è il fallimento di quest'uomo che dietro alle sue mezze parole ha lacerato un intero partito!

ANTONIO GABELLONE

Comprendo la delusione di chi oggi, non essendo stato eletto pur largamente suffragato dal consenso popolare, immagina di dover recuperare altrove responsabilità che non risiedono nei soggetti che esso individua.

Invero è straordinario il risultato raggiunto  dalla lista "Oltre – Con Fitto", nel Salento in particolare e in Puglia in generale. Ciò tenuto conto che il simbolo presentato il 2 maggio scorso è nato con una valenza transitoria limitata a questo momento elettorale, ben sapendo di lasciare il passo a nuove e future decisioni dei "Conservatori e Riformisti" di Raffaele Fitto, e tenuto conto altresì della presenza di simboli nazionali, ben riconoscibili e storici nella mente degli elettori del centrodestra, che ha certamente determinato, nella ristrettezza dei tempi elettorali, la dispersione di ulteriori voti certamente riconducibili alla nostra area politica.

Con la nascita del nuovo soggetto politico è  evidente come si imponga l’esigenza primaria di una rivisitazione delle modalità  di conduzione del partito e del coinvolgimento di simpatizzanti, iscritti e classe dirigente, che chiedono sempre con maggiore forza la partecipazione a tutte le fasi decisionali e alla vita stessa del nuovo soggetto politico.

È poi evidente come sia assolutamente da rivedere questa legge elettorale, concepita per consentire ai partiti più piccoli e non a quelli con  un consenso maggiore di vedersi riconosciuti un numero di consiglieri del tutto fuori da ogni proporzione nel confronto tra le formazioni numericamente maggiori in questo scenario elettorale. Allo stesso tempo è paradossale e inimmaginabile che chi ha voluto e votato in prima persona quella legge elettorale faccia ricorso contro la stessa per il solo fatto di non essere stato eletto.

Antonio Gabellone