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Spes civium: "Risi è in palese conflitto di interessi". "Rozza caduta di stile, squallide allusioni", reagisce il sindaco

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NARDO' - Come promesso qualche lancio fa siamo in grado di commentare una notizia delicatissima che presupponeva, ieri sera, la replica o il commento del sindaco Marcello Risi. Le accuse lanciate dal comitato Spes Civium con alcuni manifesti murali, infatti, sono gravi e vanno oltre la normale dialettica politica. Appariva normale, anzi doveroso, attendere una replica del primo cittadino che è arrivata. In allegato il manifesto integrale.

SPES CIVIUM scrive nel manifesto...

Abbiamo scoperto che all'ordine del giorno del Consiglio comunale del tre febbraio scorso è stata prima inserita e poi ritirata in extremis la richiesta di riqualificazione urbanistica dei terreni posti dietro l'ospedale che prevedeva che questi diventassero edificatori per edilizia privata impedendo, così, la possibilità di essere utilizzati per ampliare l'ospedale.
Abbiamo scoperto che il sindaco è l'avvocato di fiducia dei proprietari di quei terreni, vitali per le sorti dell'ospedale cittadino.
Stiamo cominciando a convincerci che il sindaco e la quasi totalità dei consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, pensano soltanto ai propri interessi politici e non agli interessi dei cittadini di Nardò.
La loro adesione alle iniziative ed alle pressant proposte del Comitato civico sembrano false ed opportunistiche, legate solo al timore di perdere il loro consenso elettorale.

MARCELLO RISI risponde che...

Una rozza caduta di stile quella del Comitato “Spes Civium”. Squallide allusioni ad un presunto conflitto di interesse legato alla mia attività professionale di avvocato.

Le accuse sono false e mosse in malafede. Dal giorno della mia elezione a Sindaco il mio studio legale non si occupa più di procedimenti legati all’attività del Comune.

Ho richiesto a legali di mia fiducia di intraprendere le idonee iniziative a mia tutela.

“Una rozza caduta di stile quella del Comitato “Spes Civium” nato, all’origine, con l’obiettivo concreto di operare a favore del nostro Ospedale e poi, via via, scivolato in una incomprensibile deriva di polemica distruttiva, segnata da demagogia a basso costo.

L’Amministrazione comunale è impegnata a impedire la chiusura dell’Ospedale e ad aumentarne l’offerta sanitaria perché la nostra Comunità ha diritto ad una tutela della salute effettiva, in linea con le esigenze dei nostri concittadini.

La battaglia contro la chiusura del nostro Ospedale non è persa, abbiamo il dovere di insistere sino in fondo poiché sono in gioco interessi prioritari della nostra popolazione.

Tutti comprendono che le barricate, da sole, non sono sufficienti. Accanto ai cortei e alle manifestazioni va imbastita un’ efficace azione politica che in questi anni è mancata ed il cui peso, oggi, ricade, in primo luogo, sul Sindaco.

Avverto tutte le mie responsabilità e non verrà meno il mio impegno a favore del nostro ospedale.

La caparbietà con la quale l’Amministrazione comunale e tutte le forze politiche presenti in Consiglio, senza distinzione di colore, stanno portando avanti la battaglia, mi è costata più di qualche “incomprensione” con i vertici politici della Regione Puglia.

E’ un prezzo che ho ben messo in conto quando mi sono candidato alla carica di Sindaco della Città e l’ho fatto anche per difendere il nostro Ospedale.

In un manifesto affisso sui muri della città e ripreso dai mezzi di informazione si fanno rozze e squallide allusioni ad un presunto conflitto di interesse legato alla mia attività professionale di avvocato.

Le accuse sono false e vengono mosse in malafede.

Dal giorno della mia elezione a Sindaco il mio studio legale non si occupa più di procedimenti legati all’attività del Comune.

Scelta doverosa di ogni sindaco chiamato a svolgere rilevanti funzioni amministrative.

Poiché ritengo pesantemente lesa la mia dignità e la mia immagine di uomo politico ho richiesto a legali di mia fiducia di intraprendere le idonee iniziative a mia tutela.

La nostra Città, segnata da secoli di civiltà, non può essere sfregiata dall’inciviltà di un dibattito che punta ad imbarbarire il clima anziché a tenere realmente in conto le esigenze della Comunità.”

manifesto spes