NARDO' - Il coordinatore di Partecipa apre una frattura nella maggioranza schierandosi contro il protocollo d'intesa alla firma con la Regione.
A MARGINE DEL PROTOCOLLO D’INTESA SULLA CONDOTTA FOGNARIA A TORRE INSERRAGLIO
di Riccardo Leuzzi
Ci risiamo con un altro protocollo d’intesa.
Eppoi d’intesa con chi? Con Vendola o con Emiliano?
Perché rinunciare ad un negoziato con la nuova Giunta regionale che si spera ecologicamente più responsabile e meno asservita all’AQP?
Chi ci mette fretta? Coloro che hanno già appaltato i lavori fregandosene del territorio e fidando sulla copertura politica non solo della Regione ma anche del Comune di Nardò?
Ed il Comune di Nardò dovrebbe reggere il moccolo smentendo tutti i precedenti deliberati del Consiglio Comunale per una soluzione che sappiamo tutti essere ingiusta e compiacente solo verso la Regione e l’AQP?
Possibile che si debba subire l’ennesimo ricatto mascherato da protocollo d’intesa col contentino di vaghe promesse che nessuno manterrà?
Possibile che si debba svendere la dignità di una comunità che pure ha avanzato controproposte responsabili e ragionevoli, venendo incontro anche alle esigenze di Porto Cesareo?
L’ho già detto in occasione della vicenda sanità a Nardò, quando il Sindaco alla chetichella ebbe a sottoscrivere la definitiva rinuncia al nostro Ospedale per qualcosa che ancora non c’è: i protocolli d’intesa servono alla Regione solo per copertura politica alle sue “convenienze” acquisendo l’assenso dell’Ente danneggiato.
La fognatura alle nostre marine non deve essere negoziata, ma doverosamente realizzata a prescindere, perché non si può pretendere di fare politica del paesaggio e dell’ambiente, vanto del governo Vendola, senza assicurare i servizi essenziali primo tra tutti la fognatura in zone altamente turistiche.
Qual è la sede ministeriale ove sarebbero state rigettate le proposte del Comune di Nardò? Quali le motivazioni e quali le leggi vigenti che lo impedirebbero? Quelle stesse leggi che consentono ai comuni di mezzo Salento di sversare i loro liquami non depurati (perché nessun depuratore di Puglia ha mai funzionato) nel canale Asso, facendone una cloaca a cielo aperto che attraversa Nardò nell’indifferenza anche della politica cittadina?
E’ ora di dire basta. Se saremo condannati a subire, nonostante le altolocate amicizie politiche dei nostri amministratori, ancora una volta appena onorate con abbondanza di voti e di candidature utili solo a chi ci tradisce, e senza mai alcun ritorno per la Città, vuol dire che subiremo l’ennesima ingiustizia. Ma l’avremo subita e non concordata. Non avremo dato il nostro assenso ad uno scempio che i nostri figli ci rinfacceranno anche per non aver saputo prendere le distanze da una classe politica cittadina insipiente ed imbelle.
Intanto siamo chiamati a combattere la nostra battaglia sul tavolo del nuovo governo regionale.
Si convochi dunque un nuovo consiglio monotematico e si invitino tutti gli eletti alla Regione, ad iniziare dal Presidente, che sono venuti a Nardò a chiedere e ad ottenere consensi, perché è il momento di capire chi abbiamo votato.
Si archivi quindi ogni ipotesi di protocollo d’intesa a perdere come quella oggi in discussione, e si provi a fare vera politica nell’interesse della città!