NARDO' - Il consigliere provinciale dell'Udc fa tre premesse e poi si interroga sulla proposta di Spes Civium di ricostruire l'ospedale.
Premesso che riconosco pubblicamente che l'azione del comitato "Spes Civium" a tutela dell'Ospedale di Nardò è lodevole.
Premesso che nutro ben poche speranze sulla riapertura dell'ospedale.
Premesso che condivido che la politica cittadina, sia essa di sinistra, destra o centro abbia fatto ben poco per difendere il nostro nosocomio, ritengo, tuttavia, di dover informare chi non ne è a conoscenza che la politica locale spesso, su importanti argomenti riguardanti scelte determinanti, subisce obtorto collo, le imposizioni verticistiche della politica regionale e/o nazionale, quindi metto convintamente sotto accusa l'azione politica, soprattutto delle ultime due Amministrazioni Regionali, quella attuale compresa, per non aver mosso un dito in nostra difesa.
Non è assolutamente tutto ciò un volersi esimere da responsabilità che non sono assolutamente ne del Comune di Nardò ne della Provincia di Lecce.
Tutto ciò premesso, respingo assolutamente le insinuazioni di responsabilità nei confronti del Sindaco Risi, che ritengo persona impegnatissima nella tutela dei suoi concittadini.
Pertanto le insinuazioni le ritengo assolutamente strumentali e credo che sia arrivata anche l'ora di chiedersi, quale necessità ci sia, se veramente si vuol salvare l'ospedale "Sambiasi" di presentare progetti alternativi all'attuale struttura, la quale, così come è, è già fin troppo idonea all'accoglimento di nuovi reparti, atteso che le opere di adeguamento e ristrutturazione risalgono a poco più di due anni or sono.
Se l'ospedale di Nardò dovrà essere salvato non è necessario aggiungere neanche un mattone in più rispetto a quelli che già ci sono.
Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale