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(BUONA E GIUSTA) CONDOTTA - I danni per il territorio, e la costa, sono ora

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NARDO' - Molto, molto timidamente, dalla maggioranza si leva qualche voce a favore della condotta di Torre Inserraglio.

 

Apprezzo e condivido in toto le motivazioni dei cittadini (di Torre Inserraglio in particolare) vivono quotidianamente il problema dello scarico a mare dei reflui depurati ed in battigia, con divieto di balneazione per 1 Km. di costa, a differenza di coloro che con occhi bendati, mistificano la realtà.     

Nelle riunioni del 04 Marzo e 15 Aprile u.s. presso il Ministero dell’Ambiente, tutti i rappresentanti istituzionali invitati e convenuti (Ministero, Regione, Aip, AQP, Consorzio di Bonifica, Comune) dopo attenta ed ampia valutazione riguardanti le problematiche relative alla realizzazione degli interventi sul sistema fognario-depurativo dell’agglomerato di Nardò e Porto Cesareo, hanno condiviso alcuni punti importanti tra i quali ricordiamo:

  1. Potenziamento dell’impianto depurativo di costruzione di Porto Cesareo e Nardò secondo il rispetto dei limiti più severi ( Tab. 4 dell’All. 5 del D.Lgs. 152/06);
  2. Impraticabilità allo sversamento nel Canale Asso in quanto, stante le brevi distanze, è di fatto considerato uno scarico sul suolo (distanza minima < 5000 mt. Per scarichi con portata giornaliera compresa tra 5.000 e 10.000 metri cubi “scarichi sul suolo art. 103 del d.lgs. 152/2006”;
  3. Impossibilità a realizzare la condotta nel Comune di Porto Cesareo in quanto tutta la costa ricade in area marina protetta;
  4. Insostenibile situazione di scarico sulla battigia in località Torre Inserraglio, con divieto per 1 Km. di balneazione, dei reflui depurati dall’impianto di Nardò contrada S. Stefano al Villaggio Resta;
  5. Revisione congiunta del progetto della condotta a mare prevedendo il prolungamento della stessa se ciò dovesse risultare necessario dalla revisione congiunta del progetto, nel rispetto delle biocenosi attraversate e della destinazione balneare delle acque marine interessate;
  6. Scongiurare le procedure di infrazione secondo la direttiva comunitaria 91/271 e conseguente condanna C/565 e C/2010 e le procedure di Commissariamento previste dall’art. 7 c.7 della L. 164/2014

Tutto quanto premesso, nell’agire con responsabilità e senso del dovere a tutela del bene supremo che è la salute pubblica e il benessere dei cittadini, ritengo che l’interesse primario per una comunità sia quello di creare le infrastrutture a servizio del territorio.

Ecco perché, le condotte ovviamente costruite bene e collegate ad un buon impianto di depurazione rappresentano la soluzione migliore.

Il consigliere comunale Daniele Piccione