Politica

Dimissioni dell'assessore Udc. Un primo commento

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NARDO' - Giunge notizia alle ore 16 delle avvenute dimissioni da assessore di Flavio Maglio.

Finalmente un atto e un gesto di alta dignità politica di fronte ad una situazione anomala e irrituale, in considerazione e in risposta alle motivazioni che hanno portato alla revoca delle deleghe a tutti gli assessori.

E’ un gesto politico, anche se tardivo, a tutela e a garanzia della propria dignità personale e di amministratore.

E’ INACCETTABILE CONTINUARE AD ESSERE ASSESSORE senza delega in una situazione simile.

Restare a scaldare la sedia o attendere cioccolatini di benevolenza, non è dignitoso per alcuno.

Meraviglia la insensibilità degli altri componenti la Giunta, indipendentemente dall’essere o meno favorevoli alla ricandidatura, che non abbiano ancora preso cappello e salutato l’istituzione!!!

O tempora, o mores!

Le dimissioni corali degli Assessori avrebbero aperto una palese crisi di identità nella maggioranza, offerto una risposta leale ai problemi posti dal Sindaco, attuato una strada maestra per mettere a fuoco chi rema contro, chi scardina la coesione e chi è favorevole con sette mesi di anticipo alla ricandidatura dell’avv. RISI.

La vicenda, inoltre, avrebbe assunto altro aspetto e cioè una vera e propria crisi politico amministrativa e non una crisi di guida amministrativa in vista del 2016 anche se nobilitata da ragionamenti di conclusione dei progetti messi in cantiere.

Una crisi aperta, peraltro, non dal PD e dal suo segretario politico Giuri, ma dal Sindaco che sin dai primi giorni ha sempre guidato i ritmi e gli eventi amministrativi, tenendo in poco conto gli amici che lo hanno sostenuto e la coalizione della prima ora, scardinandola e allargandola a liste avversarie, spesso incorporandole artificialmente nel PD.

A sette mesi di distanza dal rinnovo del Consiglio si è posto, alla voluta maggioranza bulgara, il problema della coesione prosecutiva, della riconferma della guida amministrativa e di fronte a naturali perplessità e situazioni di bilico, senza consultare le segreterie, viene lanciata la scure della revoca delle deleghe.

Da un coacervo di sigle e di linee politiche si aspettava forse una genuflessione generale immediata o una plateale ovazione per quanto sin qui realizzato, saltando a piè pari i vari momenti di non condivisione e di non allineamento di alcuni in tantissime situazioni?.

Spero che altri Assessori seguano il Maglio, per loro dignità personale, per preservare il loro onore politico, poiché solo a bocce ferme si può fare il punto della situazione reale, epurandola dai tanti equivoci e dalle tante strumentali partecipazioni.

Nardò, 12 ottobre 2015

                                                                                   Giovanni PERO’