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INTEGRALE - Il direttivo Udc dopo le dimissioni di Maglio. C'è la proposta di una "pacificazione" col Pd

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NARDO' - "La decisione di Flavio Maglio di rassegnare le dimissioni da assessore costituisce un atto politico di grande responsabilità e di fondamentale importanza con il quale ha voluto salvaguardare soprattutto la sua dignità e l’immagine del partito e che ha trovato condivisione assoluta da parte del direttivo sezionale".

L’Udc meritava più rispetto! Rispetto che non c’è stato da parte del Pd neretino nei confronti di un partito che è stato determinante nelle consultazioni amministrative del 2011 per l’elezione a sindaco di Marcello Risi, quando il Pd per le divisioni e lacerazioni al suo interno è risultato ininfluente.

Ad accompagnare la vita di questa amministrazione è stata una serie di errori, scientemente posti in essere dal Sindaco, che ha avuto inizio con l’ingresso in Giunta di rappresentanti dei movimenti nostri avversari, un prosieguo costituito dalla rimodulazione delle deleghe assessorili per ridimensionare il compito degli assessori e, non ultimo, il ritiro delle deleghe agli stessi con il solo scopo di piegarli alla sua volontà.

L’abilità di Risi è stata quella, vestendo i panni del Conte Ugolino, di annientare l’Udc, di ridurlo in brandelli con il solo scopo di renderlo innocuo ai fini dell’attività amministrativa.

In tutto questo il Pd è stato complice poiché l’Udc, nonostante con note scritte avesse chiesto al segretario sezionale del Pd di non procedere in maniera autonoma nelle scelte se non previo accordo con gli alleati della coalizione, in risposta ha dovuto apprendere addirittura dai soli organi di stampa la decisione di ricandidare Marcello Risi come Sindaco.

Da subito abbiamo ritenuto tutto ciò non idoneo nel metodo e nel contenuto, a riprova del fallimento della funzione del Pd che ha abdicato ad esercitare il suo ruolo nel momento in cui ha delegato il sindaco e lo ha autorizzato ad esperire ogni tentativo per la costruzione di una coalizione qualsiasi.

È del tutto evidente che la nostra visione politica risulta inconciliabile con quella del Pd neretino che, nella sua autoreferenzialità e supponenza, crede di poter dettare a tutti le sue condizioni.

Nonostante questo (per quanto ci riguarda) l’Udc neretino non intende discostarsi dalla linea politica tracciata dal partito.

Pertanto riteniamo che sia ancora possibile la ripresa del dialogo con il Pd, sebbene questo non possa prescindere dalla formalizzazione della crisi amministrativa con le dimissioni del Sindaco.

È necessario azzerare tutto ciò che è stato fatto finora ed aprire un tavolo di confronto con tutte le forza politiche che vogliano contribuire alla stesura di una piattaforma politico-programmatica per garantire un buon governo alla nostra città.

Il Direttivo Cittadino UDC