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Una piattaforma per cercare il petrolio in mare. Ma c'è chi dice no

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NARDO' - Il Governo Renzi (PD,UdC, Ncd ed altri) ha autorizzato la ricerca di petrolio tra il Salento e le coste calabresi, nonostante le regioni meridionali (e tra di esse la Puglia) abbiano presentato diverse richieste di referendum.

Evidentemente i potenti d'ogni latitudine e grado non vedono di buon occhio gli strumenti di partecipazione popolare e preferiscono decidere rapidamente quando in gioco ci sono interessi economici enormi.

Intanto abbiamo appreso dello scandalo sul conflitto di interessi che potrebbe essersi generato tra Ingv (l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), agenzia incaricata della ricerca sui terremoti, e le aziende petrolifere, che finanziano le ricerche. Uno scandalo che la dice lunga su intellettuali e professoroni d'ogni tipo che vengono a galla in taluni momenti.

Ricerche scientifiche indipendenti dimostrano che il pericolo e il rischio di terremoti è molto alto nei territori interessati da trivellazioni. Un rischio che nessun amministratore può accollarsi a cuor leggero in ossequio al principio di precauzione.

Opporsi a questi disastri ambientali è dovere di ogni cittadino e di ogni amministratore. Impedire questi scempi è un atto di legittima difesa come dimostra l'esempio di Erri De Luca.

Il nostro petrolio, lo diciamo chiaramente a Renzi e a tutto il Pd-UdC-Ncd romano e ai loro rappresentanti locali, è il turismo. Non siamo disponibili ad osservare silenti la devastazione del territorio a vantaggio delle multinazionali.

Pippi Mellone
Candidato Sindaco
"Alleanza per il Cambiamento"