Politica

Salto in lungo, l'ex-assessore Vincenzo Renna dalla sinistra verso Pippi Mellone

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NARDO' - "Amministrative 2016 #la fusione di orizzonti". Si apre così la lettera inviata dall'avvocato Vincenzo Renna, assessore nella prima Giunta comunale di Marcello Risi. Candidato nella lista di Sel, Renna è rimasto anima critica della maggioranza di governo prima, durante e dopo il suo mandato. Oggi, dopo una lunga riflessione, riceviamo la sua "dichiarazione di voto". E quello che si intuiva è confermato: Vincenzo Renna sosterrà Pippi Mellone e il polo del cambiamento. Un salto in lungo (o in alto) impegnativo. Dalla sinistra verso l'indefinito. Indefinito perché i ragazzi di Mellone rifiutano qualsiasi tipo di etichetta, "né destra né sinistra" ripetono a loro stessi e anche agli altri, manifestando un senso di non appartenza diffuso tanto quanto le spore dell'anti-politica. Di fatto, per storia ed elementi, la caratterizzazione della coalizione del cambiamento sembra chiaramente di destra. 

 

di VINCENZO RENNA
"Viviamo in una società dove l'esclusione appare il denominatore comune di tutte le politiche sociali. Intere generazioni di ogni ceto e ambiente sociale stanno naufragando nella crisi.

Da una parte vi è un precariato cronico che impedisce l'assunzione piena di responsabilità: vivere liberamente la propria vita, fare progetti, coltivare hobbyes, avere una casa fare dei figli; dall'altra parte i tanti (troppi) casi di espulsione dal mondo del lavoro, che impediscono alle vittime di far fronte alle responsabilità già da tempo assunte davanti alle proprie famiglie.

La frattura sociale tra chi sta in alto e chi precipita, tra i garantiti e gli espulsi è il vero problema che andrà affrontato a Nardò e che questa giunta, di cui pur ho condiviso nella fase iniziale importanti responsabilità non ha saputo affrontare e i risultati purtroppo sono fin troppo evidenti.

Auspico che la politica torni a re-impossessarsi dei dati dell'avvenire, torni a concepire "piani e progetti" lasciando ai "caporali del consenso" l'elaborazione strumentale dei dati immediati e dei bisogni del giorno per giorno, le vuote promesse e la vendita al ribasso di sogni irrealizzabili.

La politica di simboli di partiti pieni di ufficiali senza truppe, degli slogans vuoti evidenzia come, ancora una volta, corriamo il rischio di una campagna elettorale vuota di contenuti, dove il senso delle parole sembra smarrirsi.

E' il significato delle parole, per la verità, sembra smarrito da un pezzo nella nostra città e, soprattutto, nella politica cittadina.

In particolare, le parole ed il loro uso hanno perso dignità di presenza e peso specifico nei comportamenti individuali e collettivi, abilitando i discorsi a comprendere tutto e il contrario di tutto, in una rincorsa all'accumulo, che seppellisce qualsiasi distinzione, annulla le gerarchie di valore, non distingue le responsabilità rispetto alle prese di posizione dei singoli nel tempo. Come dire Banalità dei termini e CONFUSIONE DEI CONCETTI! Appunto!

In questo marasma politico, che risponde ad una tradizione che sembra infliggersi a noi Neretini, alla stregua del canone RAI, la proposta politica del movimento "Andare oltre" di Pippi Mellone appare essere l'unica possibilità di cambiamento vero, reale.

L'ho sempre detto, Nardò ha bisogno di una rivoluzione gentile e non violenta, che possa cambiare il destino segnato di questa città; oppressa tra indicibili interessi di gruppi di potere, che di fatto hanno quasi ipotecato Palazzo Personé e una pigrizia indomita della burocrazia che sembra muoversi le poche volte che ciò accade, solo, per inerzia.

Pippi Mellone ha dimostrato nei fatti seppur dai banchi dell'opposizione di credere nella capacità di riscatto di questa città di guardare al futuro non solo come una prospettiva temporale, ma, soprattutto, una dimensione di avvenire, un qualcosa che va costruito in vista di eventi da far accadere e di storie in cui sia possibile giocare una parte, un ruolo attivo con soddisfazione.

Sono testimone diretto della sua adesione, pur dai banchi dell'opposizione, al mio progetto di efficientamento energetico, all'attività ricognitiva dell'energie rinnovabili; per non parlare della condivisione della battaglia per la costituzione di parte civile del comune nel processo SABR contro i caporali delle angurie, della proposta di agricoltura etica, del registro delle unioni civili, delle politiche sociali per i non abbienti, delle battaglie sulla trasparenza e anticorruzione.

Fatti e non parole che costituiscono la garanzia sulla possibilità di addivenire alla desiderata #fusione di orizzonti: lavoro, ambiente, scuola, welfare uniti da una strategia e da una visione condivisa e partecipata fondata su una parola troppo spesso assente nella nostra amministrazione "competenza".

Ai tanti che non comprenderanno questa scelta, che mi attribuiranno una virata a destra, abusando di una semantica superata ancorata a categorie politiche che come direbbe il grande Salvo Gaber rappresentano l'esibizione del nulla elevato alla seconda, dico di farsene una ragione e continuare a votare le stesse persone e le stesse formazioni politiche che hanno reso Nardò la città che viviamo e di cui banalmente e a parole ci lamentiamo.

La rivoluzione sta arrivando .