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"Caro segretario Marcello De Pace, non ti accorgi che sei a capo di un partito che non esiste pi\u00f9?"

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NARDO' - "Caro segretario, leggo le tue esternazioni pubbliche relative al comportamento del consigliere comunale Calabrese e le tue considerazioni sullo stato del Partito a Nardò". Una nota politica molto gustosa e succulenta.

 

Premesso che Calabrese sa difendersi da solo, e questo lo dico per fugare ogni ombra di  intesa malevolmente  interpretabile, per invitarti amichevolmente a riflettere prima di uscire in escandescenti affermazioni e contraddizioni che nulla hanno a che fare con l’interpretazione personale che dai dei fatti.
Scusami la franchezza ma non posso tacere o ignorare che da tempo Tu personalmente con qualche amico abbiate concluso un patto ad escludendum del Calabrese, la cosa è così arcinota e pubblica dal momento che non a caso siete andati in dieci a Muro per chiedere interventi disciplinari plurimi  senza alcun dialogo e senza aver mai segnalato il senso del vostro disappunto agli  interessati.

Delicatezza e amicizia leale avrebbero invece consigliato colloquio e spiegazioni nell’interesse dell’UDC.
Ma sei salito in cattedra, fatto processi sommari, hai avversato presenze territoriali utili  al Partito e sei uscito in sproloqui senza costrutto dando del Partito una immagine decadente e avviluppato su se stesso.
Da un po’  stai ringhiando, dimostrando sempre più  la tua debolezza, incapacità di dialogo, di soluzione del problema, superficialità e contraddizione.

Dall’alto della cattedra sostieni la raggiunta, mai venuta meno, coesione e compattezza del partito e poi contraddittoriamente espliciti che solo due consiglieri UDC, a titolo diverso hanno disertano il Consiglio Comunale (e le ragioni degli altri assenti?).

Rifacendoti ai Padri del Partito hai minacciato “ chi non è in linea è fuori e deve dichiararsi indipendente” dimenticando che esistono organismi statutari per arrivare a tanto, e che prima di addebitare alcunché  bisogna essere personalmente in linea con le proprie mansioni e incarico.
Critichi  il Calabrese per ciò che sostiene a proposito dei  debiti fuori bilancio  salvo poi a dichiarare  nello stesso enunciato riprendendo la tesi che vanno perseguite le responsabilità dei politici, degli amministratori che hanno consolidato tali debiti.

Sostieni che la verifica amministrativa non esiste ma aspetti che  il Consigliere Antonazzo rientri nel “reggimento” (sic!) UDC per dire che tutto è fantasia e chimera.
Ti fai catilinario di moralità nei confronti del Calabrese (revisionando la sua storia politico amministrativa sempre critica nei confronti della maggioranza sia di destra che di sinistra) e non dichiari i tuoi trascorsi   altrettanto simili.
Su suggerimento di qualcuno, fatto proprio,  vuoi cacciare Calabrese dal Partito senza avere la stessa sfrontatezza  e linearità nei confronti di chi ti ha denigrato personalmente in lungo e in largo per la città e per la Provincia, né di fronte a tanta denigrazione, peraltro,  hai  avuto il  pudore di dimetterti.

Il tuo evidentemente è un nuovo modello di essere Segretario!

Non ti rendi conto che il Partito non esiste in Città, che Il Consigliere Provinciale Siciliano si è staccato rifondando il movimento politico, e non una associazione culturale,  “Città Nuova”, che le linee programmatiche approvate in Consiglio comunale  non sono mai state oggetto di discussione e di approvazione politica, che sugli argomenti importanti come il Parco di Portoselvaggio, il Piano delle coste e tantissimi altri temi non hanno mai avuto accesso all’interno del Partito,  ma solo la condivisione  di qualche tuo intimo.

Caro Segretario, dimmi se questa è una conduzione  di  Partito nel quale riconoscersi!
Il Partito è di tutti coloro  che si riconoscono  negli ideali e nei valori, iscritti e non, certamente non dei furbi,  delle conventicole, dei pochi, di coloro che mettono  veti  stupidi e personali  a chi vuole dare una mano alla causa comune.
Il compito di un Segretario è quello di mediare, di mettere insieme, di dialogare, di unificare,  di far partecipare democraticamente tutti su ogni argomento  a valenza politico amministrativa e non quello di  lanciare anatemi stupidi o consentire arrembaggi compiacenti oppure fare dichiarazioni alla stampa senza riscontrare fatti, situazioni  e verità.

L’UDC di Nardò in questo momento storico, non solo ai miei occhi (forse strabici) ma agli occhi di tanta gente è solo un organo oligarchico fine a se stesso, chiuso, poco visibile e trasparente!
Dalle dichiarazioni rilasciate emerge una sola preoccupazione: la stabilità dei due assessori che peraltro sino a questo momento nessuno ha mai messo in discussione in gruppo o nel partito.

In futuro e nell’immediato, verifica i contenuti delle critiche che nascono e si sviluppano, approfondisci gli argomenti, analizza le ragioni o le cause, discuti collegialmente in gruppo, nel partito e nelle assemblee, intervieni per chiarire e pacificare, non  andare a senso unico o su intransigenza di qualche  falco o di coloro che si servono del partito anziché servire.

In politica  gli argomenti vanno discussi in direzione col gruppo consiliare o in Assemblea, le proposte del Partito o degli Assessori o dei Consiglieri vanno presentate ed elaborate prima all’interno collegialmente e poi messe in onda, delle decisioni assunte poi si verbalizza il risultato le cui indicazioni vanno da tutti rispettate e non modificate per sopravvenuti interessi di qualcuno, le indicazioni amministrative non possono essere di compiacimento ma scelte per preparazione, efficienza, professionalità indiscussa ed efficacia di ritorno sociopolitico.

Il Risorgimento della Città,  auspicato dal Sindaco Risi, può essere solo raggiunto in armonia, nella condivisione degli sforzi e degli impegni, nella solidarietà col popolo, nel rispetto delle idee e non con gli ostracismi  personali interni.
Il Consigliere Calabrese ha espresso e continua ad esprimere  il suo disagio nei confronti della conduzione di un  partito che non dialoga, che presenta situazione  preconfezionate da alcuni, che non discute, che modifica nei fatti le decisioni prese, non delibera  mai seriamente alcunché pur avendo lo stesso sin dal primo incontro dichiarato  di mettere da parte qualsiasi attrito o rancore personale verso qualcuno ma di essere sempre disponibile e pronto a lavorare collegialmente per il BENE della Città, dei suoi concittadini e dell’UDC.

La sua grande disponibilità viene ripagata con la denigrazione sulla stampa, con le conventicole  disciplinari, con  la esclusione dal conoscere le decisioni vere del Partito, con la definizione di essere uno scomodo  rompiscatole.
Il Calabrese forse sbaglierà il modo di esprimersi ma certamente ha ragione sui fatti, sulle modalità, sulle cose che si realizzano, sulle cose che sostiene.
Egli è in linea col PARTITO UDC, qualche altro dovrebbe invece rendersi conto che continuando a gestire il Partito  in questo  modo non si è in linea, anzi si propaganda il malessere anziché intervenire per comprendere e risolvere.
Spero che questa mia sia interpretata nel modo corretto come invito a riflettere per migliorare l’andamento delle cose, per creare unità, coesione, collegialità  e coerenza nei comportamenti e nelle decisioni politico amministrative.

Con la correttezza di sempre.
Giovanni Però