NARDO' - “Finalmente un passo concreto dalla Regione sul riutilizzo in agricoltura delle acque reflue: un passo concreto rispetto all’urgenza di contrastare desertificazione e salinizzazione delle nostre terre.” lo afferma il consigliere regionale M5S Cristian Casili in riferimento al bando ad hoc rivolto agli enti territoriali “lo sottolineo rivendicando, senza enfasi e autoreferenzialismo, un ruolo primario di stimolo sul tema, in Consiglio e in Commissione”.
Il pentastellato ribadisce ancora una volta come risparmiare le acque irrigue significhi innanzitutto non depauperare le falde, sfuggendo alla salinizzazione (causa di devastazione, con suoli che si stanno destrutturando, compattandosi e impermeabilizzandosi, e sempre più vittime di diserbanti e concimi chimici) evitando di buttare in mare acque depurate: “che oggi l'indirizzo della Regione Puglia sia questo è una conquista di alto valore - prosegue Casili - Era ora che le antenne della Regione si orientassero verso la madre di tutte le battaglie: ricaricare le falde con il recupero delle acque reflue urbane opportunamente affinate per usi irrigui e valorizzare l’umido prodotto dai cittadini per farne compost di qualità e restituirlo alle terre. Chiudere i cicli dell'acqua e quello dei rifiuti attraverso l'utilizzo di compost prodotti da piccoli impianti è rivoluzionario.”
Secondo il consigliere cinquestelle, il beneficio ambientale derivante da queste pratiche comporterà la distribuzione di micro e macro elementi nutritivi oltre alla sostanza organica con una crescita di produttività delle nostre terre che hanno raggiunto livelli così bassi da essere ormai dipendenti da concimazione chimica e da continue lavorazioni con un forte impatto ambientale e sul reddito dei nostri agricoltori.
“Inoltre la maggiore qualità strutturale delle nostre terre eviterà pericolosi fenomeni di erosione e rischio idrogeologico. Continuerò a seguire il tema - conclude Casili - con estrema attenzione e sarò vigile rispetto all’obiettivo indicato: beneficiare di 140 milioni di metri cubi di reflui affinati che potrebbero sostituire quasi gratis acqua che oggi si paga dai 50 ai 70 centesimi al metro cubo, con un risparmio potenziale per gli agricoltori pari a 70 milioni di euro l’anno.”