NARDO' - Sono giorni che ci "martelliamo" su come sia possibile interpretare questa campagna elettorale senza un senso.
Siamo ad un mese e mezzo dalle elezioni e abbiamo candidati ancora misconosciuti, manifesti orrendi, slogan senza slogan, puntini di sospensione come se piovesse, sfondi con tristi pareti buone per una fucilazione, giardini sfocati con una foresta indistinta dalla qualche potrebbe sbucare da un momento all'altro Zabu, la tigre con i denti a sciabola.
Senza parlare dei contenuti: "io avrei fatto meglio di te; io ho fatto meglio di te; io farò meglio di te; tu sei un mentecatto; quando arriviamo spacchiamo tutto".
Gli operatori dell'informazione, tra qualche ops... e no comment, sono impegnati a strapazzarsi la giacchetta nel vano tentativo di farsela tirare da qualcuno, ma ormai servono a ben poco: ci sono i social che pullulano di compartimenti a tenuta stagna dove ognuno, chiuso nella sua stanzetta virtuale, se la canta e se la suona. E i candidati possono dare la stura a tutta la loro, artigianale, creatività.
Poi si raggiungono vette ineguagliabili di comicità con tag del tipo #votapermefalloperte che, inconsapevolmente, esprimono a pieno quello che il cittadino comune pensa della politica sodomizzatrice delle aspettative civiche. Ma, il grande Altan, questo concetto lo ha espresso molto meglio di noi. Senza mai disegnare il fallo ma solo un ombrello.
In uno scenario così ognuno è diventato "esperto di qualcosa". Anche di satira, arte nobilissima di far sorridere ad oltranza, senza mai ammazzare nessuno. Nè di risate e nemmeno di pianti.
Tutii brutti segnali per una democrazia compiuta. Forse epocali.
Che ci resta, in questo scenario nemmeno decadente ma, proprio, decaduto? Investire nelle intelligenze. In quei giovani, o evergreen, che possono ancora fare politica, inventare slogan, mettere i puntini giusti al punto giusto facendoci sorridere. Con una satira simpatica ed accettabile, che sappia interessare nuovamente i cittadini alla cosa pubblica ed alle sue amabili turbolenze.
Ce la faremo? Non lo sappiamo, anche perché anche la portella del cuore sta soffrendo molto del grigiore imperante. Intanto sappiate che state per leggere una notizia, la prossima, che rimbalzerà sui social e vi darà la possibilità di vincere premi (in tema, non illudetevi) e divertirvi un po'.
E, allora, "vuoi sorridere? Chiedimi come".