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IL SAPIDO COMMENTO - Arriva (tremate) da Bruxelles

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NARDO' - "Carissimi, vi segnalo dei possibili refusi nel comunicato stampa che annuncia con "enorme entusiasmo" la composizione della lista di Andare Oltre alle comunali".

Il comunicato parla di "Ingegneri, avvocati, commercialisti, impiegati e operai: lo specchio della Nardò migliore".
A parte l'ordine in cui vengono elencate queste classi professionali che rievoca una antipatica gerarchizzazione sociale (un refuso?) notiamo che: il plurale assegnato a "ingegneri" è forse un refuso, essendoci un solo ingegnere in lista; il plurale assegnato a "commercialisti" è, forse, pure quello un refuso, essendoci in lista un singolo commercialista.
Ci sono più dipendenti statali e studenti (quelli Sì, al plurale) che ingegneri e commercialisti (singolari): ma allora perché dare tanto risalto a ingegneri e commercialisti, che tra l'altro sono rappresentati in egual misura di parrucchiere e casalinghe?
Siamo tutti d'accordo che i titoli di studio e la professione svolta non debbano essere garanzie di qualità della persona, e che questi nel mondo moderno non debbano essere presi come metri di giudizio... ...ma se poi questi titoli e professioni vengono usati come simboli di qualità e addirittura pompati artificialmente, la sensazione che ne risulta è di un mondo post-contadino ancora intimorito dalla figura del "dottore", e forse anche di un malcelato senso di inadeguatezza tipico del parvenu impacciato nel vestito della domenica. Tutte immagini e sensazioni obsolete che non vorremmo vedere in chi vuole rappresentare il nuovo.
O no?
Raffaele Bruno (Bruxelles)