NARDO' - La civica Libra di Oronzo Capoti, quasi al completo, fa la sua scelta a soli quattro giorni dalla chiusura ufficiale delle liste e lascia per strada il Polo dei moderati di Antonio Vaglio.
L'altroieri pomeriggio, alla presentazione dell’affiancamento nella sede della civica (NB: la prossima volta fate sedere le signore!) profumavano ancora d’inchiostro i nuovi manifesti con gli stessi faccioni (di Capoti, di Livio Ronzino, di Aldo Leuzzi, di Sergio Manca, di Roberto Russo e tanti altri) ma con lo striscione modificato: invece di Vaglio il candidato sindaco, ovviamente non solo sui manifesti, ora è Pippi Mellone. “Coperti” con nonchalance anche i dissapori e gli scontri avvenuti negli ultimi tempi tra la coalizione rivoluzionaria e Capoti: impossibile dimenticare la feroce battaglia di Andare Oltre contro le candidature da parte di dipendenti pubblici e dei loro parenti, a maggior ragione quelli delle Asl di cui Capoti fa fieramente parte.
Interessanti, invece, le motivazioni che hanno spinto la Libra ad una traumatica diaspora dal gruppo di Mino Frasca ed Antonio Vaglio: le aspirazioni di rinnovamento della Libra, di idee ed uomini, sarebbero state continuamente castrate da quello che Russo ha definito un “fortissimo conservatorismo”.
Poi una costante incomunicabilità: sia Russo che Capoti hanno confermato che nel polo dei moderati non s’è mai capito chi comandasse, chi prendesse le decisioni, chi coordinasse la campagna elettorale. Né chi, né dove, né quando e né come. Una sorta di caos, insomma, del quale si sono lamentati, in verità, altri componenti della coalizione moderata. Altrettanto evidente appare che la Libra mal sopportasse la presenza di personaggi sgraditi, evidentemente, nello “staff” o nella cabina di regia di Vaglio. Concetto ribadito più volte sia da Russo che da Capoti.
Un percorso improntato al rinnovamento di persone, idee e programmi che, evidentemente, tardava a concretizzarsi. Così Capoti, in primis, ha preferito riunirsi con un compagno di strenue battaglie consiliari sui banchi dell'opposizione. Perché, a fare oggi un bilancio, insieme a Totuccio Calabrese (e senza contare i franchi tiratori sofferti da Risi) sono stati gli unici a fare opposizione dura e pura senza paura. Così anche lo slogan estremo è servito.
Ovviamente c’è anche un calcolo, sotto il tappeto. La Libra nella coalizione di Vaglio rischiava di essere l’ultima a livello di preferenze. Con Mellone potrebbe essere anche la prima. A parità di possibilità di approdo al ballottaggio e di vittoria (solo adesso, ovviamente) la Libra avrebbe un peso specifico infinitamente superiore.
Mellone, ovviamente, gongola: la Libra gli dà il settimo simbolo sulla scheda e, soprattutto, quei 600/800 voti che sottratti ad un diretto concorrente valgono doppio. Ora le distanze sono veramente minime e Mellone può ambire al ballottaggio grazie ad una variabile importante: il voto disgiunto che potrebbe gratificarlo più di altri candidati a sindaco. Altro particolare non di poco conto: candidati della Libra, storicamente legati a personalità autorevoli di CoR e del centrodestra, sono rimasti al loro posto in lista. Segno che Mellone evidentemente non dispiace come “investimento” per il centrodestra provinciale.
Dalle parti di Vaglio, rimasto con tre liste, però non si smobilita: un summit notturno svoltosi tra domenica e lunedì ha permesso all’ex sindaco di incassare la fiducia incondizionata di Gabellone, Marti e Congedo. Fitto, non presente, avrebbe garantito un sostegno importante. Era quello che mancava e che Capoti lamenta.
“E' senza compiacimento – dice Antonio Vaglio - che prendo atto della decisione del consigliere Capoti e degli amici della Libra di lasciare il Polo dei Moderati per affiancare l’avversario di ieri. Tranquillamente auguro loro buon lavoro. In politica queste cose accadono, ma una coalizione può funzionare solo quando tutte le componenti cercano di essere propositive senza porre freni o veti. Non ci siamo guardati indietro ieri, non lo faremo oggi. Insieme agli amici che mi sostengono lavoriamo per proporre alla città un governo serio – continua Vaglio - una proposta concreta, una inversione di rotta rispetto al recente passato soprattutto in tema di tasse e di azione amministrativa. Nardò ha bisogno di persone capaci e di comprovata esperienza in grado di dialogare con le realtà vicine e di proporre modelli di sviluppo sostenibili. Questa la nostra ricetta, per questo chiederemo sostegno agli elettori. Saranno i neritini a decidere chi merita di governare e chi invece andrà all’opposizione. Noi ci presentiamo con le tante opere pubbliche già realizzate e con la voglia di portare avanti nuovi progetti. Ci affidiamo serenamente al giudizio dei neritini, e a loro spetterà premiare o meno i nostri sforzi”.