NARDO' - Non poteva che finire così: se stai all'opposizione anche quando vinci le elezioni, 365 giorni all'anno, finisce che devi trovare una collocazione adeguata. Anche Oronzo Capoti attratto dalla novità. I due uomini dell'Udc, in disgrazia con il proprio partito ormai da tempo, hanno deciso di gettare il cuore oltre l'ostacolo portando una sezione del partito di Bossi a Nardò anche se faranno riferimento all'area più "politica" e meno estremista, quella di Maroni.
L'idea appare innovativa perché le istanze della Lega sono da tempo volte a far politica "sana" e populista a prescindere dai particolarismi regionali. Anche la secessione è ormai dimenticata e si pensa ad una Nazione unita e un Partito di riferimento nazionale.
Ad incoraggiare i due è stato il recente atteggiamento della Lega con il Governo Monti: opposizione esclusiva, dura e pura, a differenza dei partiti mollicci e proni. Un comportamento che può essere importato a Nardò dove i due consiglieri comunali sono in rotta costante con l'Udc che ora sarà messo in difficoltà e costretto a rinunciare ad uno dei due assessori tra Flavio Maglio e Giancarlo Marinaci. Calabrese ed Antonazzo, infatti, per non venire meno alla parola d'onore data al sindaco Risi potranno restare in maggioranza ma chiederanno una revisione degli equilibri di giunta.
In tutta questa vicenda c'è un però: Giovanni, che da tempo è mentore e consigliere privilegiato dello stesso Totuccio. Come la prenderà? Lo abbiamo sentito e ci ha riferito che le radici cristiane della Lega sono salde e solide e che presto arriverá una sua riflessione alla stampa per sostener la causa.
Unico dubbio, giustificato, riguarda la lontananza culturale tra la lega settentrionale e il Meridione. Altri episodi di attecchimento al Sud, infatti, non ce ne sono.
Ma Calabrese ed Antonazzo non paiono preoccupati anche perchè i due hanno lontane origini lombarde con avi, rispettivamente, in provincia di Bergamo e Rovigo dove il nome Salvatore (e Totuccio in particolare) è particolarmente diffuso.