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CAPOTI & MELLONE - E i maro'?

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NARDO' - "Caso Maro': anche a Nardò si saluta con entusiasmo il rientro in patria del fuciliere di marina Girone".

Capoti e Mellone: non abbiamo mai smesso di credere nell'innocenza dei nostri soldati.
Nardò, 30 maggio : dal 15 febbraio 2012 attendiamo la verità sulla vicenda che ha visto la morte di due pescatori indiani e l’ingiusta detenzione di due innocenti: Latorre e Girone. Fino ad oggi, infatti, nessun capo di imputazione è stato emesso dalle autorità indiane e numerose perizie tecniche hanno smontato le loro fallaci ipotesi accusatorie nei confronti dei nostri Marò, dimostrando le volontarie lacune delle indagini mosse esclusivamente da interessi di natura politica ed economica. Vittime di questa malagiustizia sono allo stesso modo i pescatori indiani, della cui morte non si conoscono ancora i colpevoli,  e i nostri fucilieri che sono stati ingiustamente detenuti senza uno straccio di prova per oltre 4 anni. Un’ulteriore conferma della natura politica economica alla base della passata detenzione dei Marò è la notizia del ritiro delle commesse indiane a Finmeccanica subito dopo il rientro di Girone in Italia.
“Mi sono fatto una idea chiara sull'innocenza dei due marò - afferma Pippi Mellone - seguendo l'ottimo lavoro di personalità come Toni Capuozzo e Luigi di Stefano ed è per questo che il 26 gennaio 2014 accolsi con molto piacere l'invito di Pierpaolo Giuri a partecipare ad un sit-in nella nostra città per esprimere vicinanza a Salvatore e Massimiliano e per denunciare l'inerzia della classe politica italiana”.
“A seguito di quel sit-in - dichiara il consigliere in quota Libra, Oronzo Capoti – decisi di presentare in Consiglio comunale la proposta di esporre sulla facciata di palazzo Personè uno striscione per dimostrare la vicinanza di tutta la città ai due fucilieri di marina. La mozione fu votata all'unanimità e lo striscione riportante il testo ‘Salviamo i nostri marò’ fu esposto sul torrione del comune. Dopo essere caduto a causa de logorio comportato dalle intemperie lo striscione fu anche sostituito a nostre spese. Nuovamente caduto per il maltempo il Comune non ne decise la sostituzione forse spinto anche dalla propaganda portata avanti da alcuni organi di stampa, voce di una certa sinistra anti-italiana”.
“Dobbiamo purtroppo constatare - continua Capoti – che l'amministrazione Risi, non provvedendo a esporre nuovamente lo striscione, ha continuato a calpestare la volontà espressa dal consiglio comunale inerente un atto che voleva rappresentare un chiaro messaggio di sostegno ai due fucilieri di marina pugliesi. Questo modo di agire è perfettamente in linea con chi al governo in questi quattro anni ha permesso che i nostri Marò restassero prigionieri in terra straniera. Salutiamo con molto entusiasmo - conclude Mellone - l'evolversi della vicenda che pone un importante tassello verso la verità: l’innocenza di Massimiliano e Salvatore”.