NARDO' - Marcello Risi, sindaco uscente, candidato con la coalizione di centrosinistra e, di professione, fa l’avvocato. Poi c’è Antonio Vaglio, già per tre volte sindaco della città, che concorre con il polo dei moderati, coalizione di centrodestra, ed è veterinario. Massimo De Marco, ingegnere, è schierato dalla lista unica del Movimento 5 Stelle. Infine Pippi Mellone, anch’egli avvocato, candidato dall’alleanza per il cambiamento.
Questo è l’ordine con i quale i fantastici quattro compariranno sulla scheda elettorale ma quale sarà la classifica “reale”, dopo le elezioni del 5 giugno? Chi dei quattro andrà all’ambito turno di ballottaggio, il secondo passaggio che è l’anticamera dell’elezione? Per capire di più del loro modo di interpretare la politica e le sue dinamiche, Gazzetta de Mezzogiorno e Quotidiano di Puglia hanno rivolto ai candidati nove domande in tutto. Scopriamo insieme le risposte.
Marcello Risi
D. MONUMENTO ALLA MEMORIA – Nell’anno 2116 i neritini le dedicano (a scelta) una via, una piazza, un busto in municipio, un luogo della città, un sito Internet tridimensionale. Che luogo preferirebbe? Che cosa ci sarà scritto sull’epigrafe? Con quale motivazione i cittadini le hanno tributato questo omaggio? Perché è un “tributo” meritato?
R. Non sono molto attratto dai monumenti celebrativi. Mi piacerebbe, tuttavia, essere ricordato come un sindaco onesto, che ha dato un forte contributo alla crescita della città e che lo ha fatto partendo da un principio: nessuno deve rimanere indietro. La politica, quando si scorda degli ultimi, scava la fossa a tutta la comunità. E’ l’insegnamento più grande che mi porto dentro dopo molti anni di militanza: una società veramente giusta è quella che offre a tutti pari opportunità e pari occasioni. E’ un insegnamento che dobbiamo tenere sempre a mente: quando incontro bambini o ragazzi di famiglie in forti difficoltà mi tornano alla mente le parole con le quali generosi e vecchi militanti della sinistra hanno accompagnato la mia formazione politica. Ero ancora un ragazzo, mi consideravano uno promettente. E mi ripetevano: la nostra missione è governare facendo in modo che tutti si sentano inclusi. Erano spinti da fortissimi princìpi. Avvertivano l’uguaglianza, intesa come pari opportunità, come valore fondante del paese. Molti di loro non ci sono più. Oggi faccio il sindaco. Se da lassù mi seguono, vorrei tanti non deluderli.
D. FUTURI POSSIBILI – Ci descriva un sistema pratico, perlomeno verosimile, per far sì che 100 neritini all’anno – circa 500 in cinque anni di mandato - trovino da lavorare o migliorino la propria condizione lavorativa restando nella loro città e contribuendo allo sviluppo dell’economia locale.
R. Nei cinque anni di governo della mia amministrazione la città è ripartita con nuovi servizi e nuove attività che hanno comportato la creazione di nuovi posti di lavoro. Nel settore pubblico grazie a tutti i servizi collegati alla persona e all’assistenza alle famiglie e ai ceti disagiati, alle tante opere pubbliche realizzate in tempi record, al servizio dei parcheggi a pagamento, all’indotto derivato dalla creazione di nuovi stabilimenti balneari, alla manutenzione del verde urbano e degli immobili comunali.
Il boom turistico sarà accompagnato da nuovi posti di lavoro che rappresenteranno occasione di impiego. E, secondo molti investitori, a Nardò è cambiata l’aria e ora davvero conviene investirvi: pensiamo alla Porsche, che ha rilevato la pista di Boncore, alla società che sta per riaprire l’Hotel Riviera, all’imprenditore che ha scelto Nardò per realizzare una piscina. Agricoltura e tessile rappresentano settori che possono ancora dare moltissimo. Dobbiamo continuare su questa strada: se facciamo un conto siamo ben oltre cento nuovi posti di lavoro all’anno. E di questi tempi è un risultato straordinario.
D. DIMMI COSA PENSI E TI DIRO’ CHI SEI – Esistono ancora le ideologie? Ha senso, di questi tempi e in una cittadina di 30mila abitanti, riconoscersi in un “sistema di idee” che orienta un gruppo sociale? Quali sono i suoi, di orientamenti ideologici? “Come la pensa” il candidato, insomma, politicamente parlando?
R. La mia storia politica è ben nota. Avevo quattordici anni quando mi iscrissi al movimento giovanile della sinistra cittadina. Da allora ne sono passati trentacinque. Il centrosinistra è la mia famiglia politica. Un leader deve avere una identità limpida e deve fare della coerenza un tratto ineliminabile del proprio impegno. I cittadini sono liberi di scegliere di volta in volta con chi schierarsi, ma i leader non possono passare da uno schieramento all’altro con disinvoltura. Chi fa così uccide la bella politica.
D. FATTI UN FILM – Lei è protagonista (o comparsa, o comprimario) in un libro, o in un film, o in una fiction, o in un fumetto, o in una canzone, o in uno spettacolo. Parliamo di opere edite, pubbliche e quindi note alla gente. Che personaggio interpreta, che ruolo occupa il candidato sindaco in questa opera letteraria e perché?
R. Nel meraviglioso film di Giuseppe Tornatore “Nuovo Cinema Paradiso” c’è un ragazzo che segue con curiosità e passione i cambiamenti del suo mondo, senza smarrire l’innocenza, la gioia della scoperta e i suoi sogni più cari. Mi piacerebbe ogni tanto essere quel ragazzo lì. Siamo tutti un po’ bambini dentro e non dobbiamo mai perdere la forza di inseguire i sogni. Oggi mi sforzo di inseguire i sogni della nostra bellissima città. A volte sembra dura e difficile. Ma fare il sindaco di Nardò è stato il regalo più bello di tanti anni di militanza politica. La sera rientro a casa molto tardi. I miei due figli, Federica che ha quasi quindici anni e Gabriele, tredici fra qualche mese, spesso stanno già dormendo. Li saluto in silenzio, senza svegliarli. E penso a tutti i bambini e a tutti i ragazzi della città che a quell’ora stanno dormendo. E mi dico: sono un buon sindaco solo se ogni giorno faccio qualcosa per il loro futuro, per le loro speranze, per i loro sogni.
D. Marcello Risi, candidato sindaco del Centrosinistra, sindaco uscente e che si ripropone alla guida della città per i prossimi cinque anni. Cosa l’ha spinta a ricandidarsi, dopo i primi cinque anni da sindaco?
R. Nardò ha compiuto negli ultimi cinque anni un balzo che la colloca oggi fra le più apprezzate e conosciute località della Puglia. Il territorio ha registrato una crescita turistica record grazie al centro storico che ha subito una meravigliosa metamorfosi, a Porto Selvaggio, alle località marine. Grandi opere pubbliche, come il Chiostro dei Carmelitani e la nuova Area mercatale, hanno cambiato il volto della città. Sono migliorati i servizi, con la raccolta differenziata dei rifiuti, la mensa scolastica alle scuole elementari, i servizi di assistenza per anziani e soggetti con disagio. Al “Sambiasi” sono tornate a lavorare equipe chirurgiche; molte produzioni cinematografiche nazionali e internazionali hanno girato a Nardò film di successo. Ho ereditato una città in ginocchio e sull’orlo del fallimento, con debiti per milioni e milioni di euro senza copertura. Sono stati cinque anni di duro lavoro. Ma ne è valsa la pena. Nardò non è mai stata così bella. I miei avversari vorrebbero riportarla indietro e cancellare tutti i successi di questi anni. Ma i cittadini non lo permetteranno. Ho deciso di ricandidarmi perché Nardò ha ancora tanta strada da fare. Lo sviluppo di questa città non si deve fermare.
D. Dopo il lavoro svolto nei cinque anni appena trascorsi, quali sono, secondo lei, le priorità per Nardò e qual è la sua idea di sviluppo per la città?
R. Dobbiamo colmare i ritardi nell’impiantistica sportiva, avviare un grande piano di riqualificazione delle periferie e delle frazioni, lottare contro le povertà e il disagio che emargina, rivoluzionare la macchina amministrativa che ha fatto diversi passi in avanti, ma contiene ancora criticità sulle quali intervenire con urgenza. Vogliamo una città per tutti. Nessuno deve sentirsi solo. Sappiamo che non è semplice, che le attese sono tante, le richieste di aiuto crescono. Ma la politica quando si scorda degli ultimi scava la fossa a tutta la comunità.
D. Quella in corso è una brutta campagna elettorale, secondo alcuni. Secondo lei, perché sta mancando il confronto sui programmi e invece sembra prevalere lo scontro? Che cosa si sente di dire ai suoi colleghi candidati sindaco?
R. Ciascun candidato fa la campagna elettorale secondo il suo stile. I cittadini giudicano e scelgono il sindaco anche tenendo in conto le modalità del confronto. Il candidato di Forza Italia esprime effettivamente una politica rozza e volgare che disturba gran parte dell’elettorato. Spera di prendere voti denigrando, insultando e raccontando bugie. Non mi sembra una scelta saggia la sua.
D. Perché i neritini dovrebbero scegliere lei come sindaco?
R. Chi vota per la nostra coalizione non vota soltanto per Marcello Risi. Vota soprattutto per una grande squadra di governo. Una squadra composta da giovani e da candidati più esperti che hanno già dato grande prova di affidabilità. Chi vota per me vota per la migliore squadra che c’è in campo. Chi vota per me vota perché la Città continui a crescere, perché Nardò si affermi sempre più come centro di un Salento che sorprende il mondo. Chi vota per me vota per una Città giusta e gentile. Chi vota per me vota per Nardò.
D. In caso di vittoria, quale sarà il tuo primo provvedimento da sindaco?
R. La prima riunione della nuova giunta avrà all’ordine del giorno la nuova scuola di via Marzano. Ripartire dalla scuola mi sembra la scelta migliore.
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Antonio Vaglio
D. MONUMENTO ALLA MEMORIA – Nell’anno 2116 i neritini le dedicano (a scelta) una via, una piazza, un busto in municipio, un luogo della città, un sito Internet tridimensionale. Che luogo preferirebbe? Che cosa ci sarà scritto sull’epigrafe? Con quale motivazione i cittadini le hanno tributato questo omaggio? Perché è un “tributo” meritato?
R. Essere ricordato a cent’anni dalla morte sarebbe motivo di vanto, e se potessi sceglierei una piazza delle marine. Senza dubbio vorrei essere ricordato come il sindaco che è stato capace di far diventare Nardò la regina delle località salentine per il turismo di qualità.
Tanto, tantissimo è stato fatto in questi anni, e la nostra Città è salita più volte alla ribalta anche internazionale. Penso alla Medaglia d’oro al valore civile o alle 5 Vele di Legambiente, un prestigioso riconoscimento che nel 2007 nessuno si sarebbe aspettato. Per 3 anni consecutivi siamo stati in cima alla classifica. Di strada da fare ne abbiamo tanta, anche perché il nostro è un programma ambizioso.
D. FUTURI POSSIBILI – Ci descriva un sistema pratico, perlomeno verosimile, per far sì che 100 neritini all’anno – circa 500 in cinque anni di mandato - trovino da lavorare o migliorino la propria condizione lavorativa restando nella loro città e contribuendo allo sviluppo dell’economia locale.
R. Quello di 500 posti di lavoro è un obiettivo raggiungibile, anzi mi sentirei di poter sperare di più. Intendo puntare sul turismo quale fonte principale del nostro benessere, ma anche dare un forte sostegno al manifatturiero. L’Amministrazione Comunale non può sostituirsi agli imprenditori, ma deve essere al loro fianco. Se degli investitori perdono più di dieci anni per cercare di realizzare un progetto, significa che c’è qualcosa che non va nel sistema.
Non è solo questo. Abbiamo aziende che danno lustro al territorio e che operano tra mille difficoltà logistiche, e l’impegno di un buon amministratore è proprio quello di essere accanto a chi crea occasioni di lavoro.
Anche il settore dell’agricoltura è importantissimo, e pure lì i problemi da risolvere sono tanti. Ma nulla è insormontabile, ed il dialogo con gli operatori del settore è il primo passo.
Sono fiducioso. Nardò negli ultimi vent’anni è cambiata e lo ha fatto in meglio. Dalle marine al centro storico, passando per le tante località che formano il feudo neritino.
D. DIMMI COSA PENSI E TI DIRO’ CHI SEI – Esistono ancora le ideologie? Ha senso, di questi tempi e in una cittadina di 30mila abitanti, riconoscersi in un “sistema di idee” che orienta un gruppo sociale? Quali sono i suoi, di orientamenti ideologici? “Come la pensa” il candidato, insomma, politicamente parlando?
R. La crisi delle ideologie è iniziata negli anni ’70 ed oggi mi sento di affermare che sono definitivamente tramontate. Ma questo non è un male, anzi. Basta superare gli stereotipi. A livello di amministrazione cittadina questo è obbligatorio. Solo dal dialogo e dal confronto nascono le buone idee. Se si è capaci di fare proposte concrete, senza cercare sempre e solo la rissa, si può ben amministrare.
Governare una Città come Nardò non è per niente facile, i problemi sono innumerevoli e nessuno ha la bacchetta magica. Ecco allora che è bene chiarire ai cittadini quali sono i programmi che si intendono realizzare e farlo senza dire bugie, come pure in passato è accaduto.
Il nostro programma è chiaro: abbassare subito le tasse e facilitare chi vuole investire. Il resto viene da sé.
D. FATTI UN FILM – Lei è protagonista (o comparsa, o comprimario) in un libro, o in un film, o in una fiction, o in un fumetto, o in una canzone, o in uno spettacolo. Parliamo di opere edite, pubbliche e quindi note alla gente. Che personaggio interpreta, che ruolo occupa il candidato sindaco in questa opera letteraria e perché?
R. C’è veramente l’imbarazzo della scelta. Sicuramente mi vedrei bene nei panni di un moderno Robin Hood. Oggi non si tratta di rubare ai ricchi per dare ai poveri, ma di essere capace di dire no ai poteri forti quando i loro interessi non corrispondono a quelli della Città.
L’ho fatto in passato e non esiterei a farlo di nuovo. Ho camminato sempre a testa alta, guardando negli occhi i miei interlocutori, e continuerò così. Se ho commesso qualche errore, questo è stato fatto sempre in buona fede, anche perché è meglio rischiare di commettere qualche errore piuttosto che stare fermi a guardare. Ecco sicuramente non vestirei mai i panni di chi aspetta Godot.
Sono decine e decine le opere pubbliche che portano la mia firma, ma sono altrettante, e forse più ambiziose, quelle che intendo portare avanti, se i neritini mi daranno ancora la loro fiducia.
D. Antonio Vaglio, candidato del Polo dei Moderati, già 3 volte sindaco di Nardò, la prima nel 1994. Perché chiedere nuovamente il voto ai neritini?
R. Ho un programma da portare a termine per proseguire il cammino iniziato tanto tempo fa e che punta dritto allo sviluppo della città. Si tratta di raccogliere i frutti del tanto lavoro fatto, e di gettare le basi per nuovi ed importanti traguardi.
L’ultima amministrazione ha dimostrato solo di saper aumentare le tasse, cercando tra l’altro puerili scuse, quali la presenza di debiti fuori bilancio (che caratterizzano tutte le amministrazioni, nessuna esclusa) per nascondere il proprio fallimento. Nardò ha bisogno di una persona di esperienza, capace di dare agli Uffici le giuste direttive, di dare vita a progetti importanti e che non si limiti all’ordinaria amministrazione.
Nardò ha bisogno di un governo capace, non ha certo bisogno di dilettanti allo sbaraglio che sanno solo urlare e protestare, né di chi solo per spirito di partito è disposto a sacrificare le legittime aspettative dei propri cittadini.
D. La sua è una lunga esperienza politica e amministrativa: quali sono le priorità di una città grande e complicata come Nardò e qual è la sua idea di sviluppo per la città?
R. Il lavoro per i giovani prima di tutto, ma anche sviluppo turistico in grado di generare benessere diffuso. E le due cose, a mio giudizio, vanno di pari passo. Bisogna puntare al turismo di qualità e non mancano di certo le bellezze del territorio da offrire, ma anche al rilancio del tessile che a Nardò vanta già punte di eccellenza.
D. Quella in corso è una campagna elettorale aspra, difficile, secondo alcuni, una brutta campagna elettorale. Perché, secondo lei, sta mancando il confronto sui programmi e invece sembra prevalere lo scontro? Che cosa si sente di dire ai suoi colleghi candidati sindaco?
R. In realtà non è molto diversa dalle altre. Ritengo che tutti i candidati sindaco siano persone degne di rappresentare la Città, ognuno con le sue proposte e con una squadra per realizzarle. Se credibili o meno non spetta a me giudicare.
D. Perché i neritini dovrebbero scegliere lei come sindaco?
R. Sono una persona di provata esperienza, che ha già dimostrato di non amare i compromessi. Quando necessario, ci siamo opposti a chiunque pur di difendere la Città.
E poi sono anche il sindaco che ha dato il via a decine e decine di opere pubbliche e che sa come utilizzare i fondi comunitari, come far crescere la città senza aumentare le tasse.
D. In caso di vittoria, quale sarà il tuo primo provvedimento da sindaco?
R. Proprio mettere mani alle tasse. Un carico fiscale impressionante grava sui neritini e, a mio giudizio, questi soldi potevano tranquillamente rimanere nelle tasche dei cittadini. Sarebbe bastata qualche manifestazione in meno o una maggiore attenzione alle spese.
All’aumento delle tasse ricorre chi non è capace di amministrare, perché è facile portare le aliquote al massimo, più difficile è impegnare gli uffici a trovare le soluzioni, che pure ci sono, per non gravare sui neritini.
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Massimo De Marco
D. MONUMENTO ALLA MEMORIA – Nell’anno 2116 i neritini le dedicano (a scelta) una via, una piazza, un busto in municipio, un luogo della città, un sito Internet tridimensionale. Che luogo preferirebbe? Che cosa ci sarà scritto sull’epigrafe? Con quale motivazione i cittadini le hanno tributato questo omaggio? Perché è un “tributo” meritato?
R. Più che ricordare il mio nome, preferirei si ricordasse il nome di tutti i ragazzi dello splendido gruppo di cui faccio parte. Soltanto con una grande squadra, affiatata, compatta e competente si può sperare di dare nuova linfa alla nostra città. Il nostro è, dunque, un disegno ambizioso, in discontinuità assoluta con quanto fatto fino ad ora. Sarebbero tante le cose per cui ci piacerebbe essere ricordati. Se proprio dovessi scegliere qualcosa a cui dare il mio nome, preferirei fosse un parco attrezzato dove possano giocare i bambini, passeggiare le famiglie e incontrarsi i giovani. Mi piacerebbe essere ricordato per aver servito al meglio la comunità e per aver riportato Nardò alla grandezza che gli compete secondo la sua storia e la sua cultura.
D. DIMMI COSA PENSI E TI DIRO’ CHI SEI – Esistono ancora le ideologie? Ha senso, di questi tempi e in una cittadina di 30mila abitanti, riconoscersi in un “sistema di idee” che orienta un gruppo sociale? Quali sono i suoi, di orientamenti ideologici? “Come la pensa” il candidato, insomma, politicamente parlando?
R. Non credo esistano più le ideologie in politica. Credo sia un paravento dietro il quale agiscono ormai esclusivamente dei gruppi di interesse economico. D'altronde questo è palese nel fatto che è cessato l'effetto di aggregazione che le ideologie avevano su gruppi di cittadini. Ormai la gente è totalmente disaffezionata alla politica proprio perché essa ha perduto significato e indirizzo. Per il Movimento 5 Stelle è diverso. Noi non abbiamo come guida un ideologia, l'unico sentiero che cerchiamo di seguire nella nostra azione politica è quello dell'onestà e dell'etica. Poi nei campi pratici dell'azione amministrativa quello che conta per noi non sono le ideologie ma le idee, che sono un concetto ben diverso.
D. FUTURI POSSIBILI – Ci descriva un sistema pratico, perlomeno verosimile, per far sì che 100 neritini all’anno – circa 500 in cinque anni di mandato - trovino da lavorare o migliorino la propria condizione lavorativa restando nella loro città e contribuendo allo sviluppo dell’economia locale.
R. L'unico modo per produrre uno sviluppo della comunità con conseguente creazione di posti di lavoro è assecondare le naturali vocazioni del territorio. I progetti che ne snaturino le caratteristiche non ci appartengono e, anzi, sul medio lungo periodo sarebbero dannosi. Nel nostro programma sono previste misure precise per la creazione di posti di lavoro. Penso a incentivare la coltivazione delle terre comunali agricole fertili, attraverso il conferimento gratuito a giovani, ai progetti di agricoltura sociale volti alla formazione, a borse di lavoro e tirocini per soggetti a bassa contrattualità, destinati all’inserimento lavorativo, ai corsi di artigianato per la trasmissione di antiche tecniche attraverso protocolli d’intesa con scuole locali, alla creazione di una "scuola dei mestieri" per poter dotare i giovani degli strumenti e le conoscenze per il lavoro. Già solo con queste misure i posti saranno più di 500 in 5 anni. La politica non deve creare posti di lavoro ma creare le condizioni virtuose affinché si sviluppino.
D. FATTI UN FILM – Lei è protagonista (o comparsa, o comprimario) in un libro, o in un film, o in una fiction, o in un fumetto, o in una canzone, o in uno spettacolo. Parliamo di opere edite, pubbliche e quindi note alla gente. Che personaggio interpreta, che ruolo occupa il candidato sindaco in questa opera letteraria e perché?
R. Amo e rileggo con piacere, quando posso, "Il cammino di Santiago" di Paulo Coelho. In questo momento mi rivedo molto nel protagonista Paulo. Anche io come lui sto affrontando una serie di prove ed esercizi, sono costretto a schivare molti pericoli. Ma, nonostante tutte le avversità, è il cammino stesso che ci insegna la maniera migliore di arrivare e ci arricchisce mentre lo percorriamo. Ecco, io come Paulo sono lungo il Cammino, arduo, difficile, impervio costellato di ostacoli che solo con grande impegno e abnegazione posso superare. L'arrivo, inutile dirlo, è la rinascita del mio paese di cui spero di essere protagonista con un azione di governo incisiva e decisa.
D. Massimo De Marco, perché ha deciso di candidarsi a sindaco di Nardò con il Movimento 5 Stelle?
R. Il gruppo di Nardò, con cui collaboro da tempo, ha deciso di promuovere la mia candidatura riconoscendomi le doti necessarie per fare bene come amministratore. Credo sia stata determinante l’esperienza pluriennale come dirigente nella pubblica amministrazione per far maturare la mia candidatura. Gli attivisti hanno riconosciuto come fondamentali queste qualità per incidere da subito nella macchina amministrativa. Naturalmente sono grato ed entusiasta per avere la possibilità di dare una mano alla mia città.
D. Quali sono, secondo lei, le priorità di una città grande e complicata come Nardò e qual è la sua idea di sviluppo per la città, secondo comune della provincia dopo il capoluogo?
R. Le priorità sono molteplici. Abbiamo un tasso di disoccupazione pauroso ed i nostri giovani sono costretti ad abbandonare la nostra terra per poter cercare un lavoro altrove. Abbiamo emergenze ambientali ed urbanistiche impellenti. Si dovrà partire da una seria revisione dei conti pubblici per recuperare le risorse economiche. Si può scommettere sull’agricoltura, sul turismo di qualità e sulla cultura. Poi penso alla stesura del nuovo Pug e all’istituzione di un Ufficio per la programmazione dei finanziamenti comunitari.
D. Quella in corso è una campagna elettorale aspra, difficile; secondo alcuni, una brutta campagna elettorale. Perché, secondo lei, sta mancando il confronto sui programmi e invece sembra prevalere lo scontro? Che cosa si sente di dire ai suoi colleghi candidati sindaco?
R. Spietata credo sia la parola giusta. Quando lo scontro politico viene soppiantato dalle beghe personali e dalle risse da osteria vince il gossip e perde Nardò. Noi stiamo parlando ai cittadini con i programmi. Con gli altri non ci si può confrontare perché per loro, al momento, i programmi non hanno alcuna importanza. Basta vedere il “mercato delle vacche” innescatosi pochi giorni prima della presentazione delle liste. Agli altri candidati sindaci dico soltanto che non amo fare polemica, quindi mi terrò fuori dai loro teatrini.
D. Perché i neritini dovrebbero scegliere lei come sindaco?
R. Per la mia credibilità e affidabilità. Diffidate da chi, in campagna elettorale, promette “mari e monti”. Il fatto di presentare un’unica lista e un’unica squadra di lavoro, forte e di qualità, ci permette di non avere a che fare con spartizioni e giochi di potere necessari per chi, invece, ha tante liste e porta in sé tante anime diverse e con interessi diversi. Il M5S ha sempre fatto quanto promesso, basta pensare, per restare più vicini a casa nostra, ai progetti finanziati con le restituzione degli emolumenti dei nostri consiglieri regionali.
D. In caso di vittoria, quale sarà il tuo primo provvedimento da sindaco?
R. La prima cosa da fare sarà mettere a posto i conti pubblici e ridurre gli sprechi in modo da abbassare le tasse e cominciare a spingere per lo sviluppo della città. In questo la mia esperienza da dirigente di un Ente locale mi sarà di aiuto, in quanto mi permetterà di sapere dove mettere le mani con velocità ed efficacia. La nostra azione di governo sarà armonica e incentrata sul risparmio e sull’investimento. Sarà una Nardò nuova e finalmente adeguata alla grandezza culturale e storica del popolo che la abita.
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Pippi Mellone
D. MONUMENTO ALLA MEMORIA – Nell’anno 2116 i neritini le dedicano (a scelta) una via, una piazza, un busto in municipio, un luogo della città, un sito Internet tridimensionale. Che luogo preferirebbe? Che cosa ci sarà scritto sull’epigrafe? Con quale motivazione i cittadini le hanno tributato questo omaggio? Perché è un “tributo” meritato?
R. Desidererei senz'altro Torre Inserraglio: è Il luogo dei giorni felici con la mia famiglia ed il luogo dell'impegno ambientale di questi anni. Se vincesse Vaglio o Risi, che hanno firmato per lo scarico della fogna a mare, potremmo dimenticarci per sempre il recupero di quell'area. La mia coalizione, invece, rappresenta il mondo ambientalista che si è opposto a questo scempio. E, siccome vinceremo noi, sull'epigrafe si leggerà: “abbiamo vinto noi, con voi”.
D. DIMMI COSA PENSI E TI DIRO’ CHI SEI – Esistono ancora le ideologie? Ha senso, di questi tempi e in una cittadina di 30mila abitanti, riconoscersi in un “sistema di idee” che orienta un gruppo sociale? Quali sono i suoi, di orientamenti ideologici? “Come la pensa” il candidato, insomma, politicamente parlando?
R. Io ho una formazione politica profonda. La mia è una coalizione politica che ha archiviato le ideologie ed ha superato il corrotto sistema dei partiti. Nella nostra città, ad esempio, le coalizioni Risi e Vaglio sono dei cartelli elettorali, attraverso i quali i gruppi di potere garantiscono la propria permanenza nel sistema delle scelte politiche, degli appalti, dell'assegnazione dei lavori. Una vergogna! Addirittura, se guardiamo al caso Italia Unica, abbiamo un partito dell'estrema destra bancaria alleata con Risi. Mentre la destra “post fascista” si è accasata nella liste di Vaglio.
Gli elettori di sinistra invece non sono rappresentati. Probabilmente voteranno per noi: abbiamo una proposta politica innovativa, che parla il linguaggio dei fatti e delle persone. Parlando di destra e sinistra, invece, le sanguisughe politiche hanno divorato la nazione e la Città. Pensi che il sottobosco risiano, tra i vari insulti che mi riservano, mi indica come “Watermelon Man” dimenticando, per incapacità di leggere la realtà, che proprio sul “Water Melon”, l'anguria, è nata la prima convergenza tra associazioni e gruppi politici di sinistra e di destra, tutti scandalizzati dal comportamento dei governi cittadini. Governi che, in vent'anni, hanno consentito lo sviluppo del caporalato e lo sfruttamento della schiavitù. L'amministrazione Risi, peraltro, ha disertato l'obbligo morale di rappresentare la città nei processi ed ha anche speso 4000 euro al giorno per gli immigrati, favorendo le aziende che sfruttano i lavoratori.
Stesso discorso sui temi ambientali: discarica d'amianto, arsenico a Castellino, scarico della fogna in mare.
D. FUTURI POSSIBILI – Ci descriva un sistema pratico, perlomeno verosimile, per far sì che 100 neritini all’anno – circa 500 in cinque anni di mandato - trovino da lavorare o migliorino la propria condizione lavorativa restando nella loro città e contribuendo allo sviluppo dell’economia locale.
R. Cinquecento? Una stima al ribasso... l'ultimo sindaco ne promise duemila ma poi non ha fatto nulla! Noi, invece, abbiamo un poderoso programma di sostegno ai giovani professionisti, alle imprese e al no-profit. Promuoveremo la creazione di posti di lavoro attraverso cooworking, incubatori d'impresa creative e d'innovazione, riorganizzazione della zona industriale, sostegno del macrosettore agricolo e turismo, per il quale il nostro territorio ha una vocazione naturale.
D. FATTI UN FILM – Lei è protagonista (o comparsa, o comprimario) in un libro, o in un film, o in una fiction, o in un fumetto, o in una canzone, o in uno spettacolo. Parliamo di opere edite, pubbliche e quindi note alla gente. Che personaggio interpreta, che ruolo occupa il candidato sindaco in questa opera letteraria e perché?
R. Citerò il mio film preferito: “la meglio gioventù”, un film che affronta la trasformazione della società italiana e l'idea della liberazione di quei prigionieri di stato, che sono stati i reclusi nei manicomi. O, ancora, la violenza del potere contro i territori e le popolazione. Nel film è affrontata l'idea dell'inquinamento industriale. Nel nostro caso le fonti d'inquinamento sono altre... ed anche l'epilogo sarà diverso: libereremo il territorio dai colonialisti e dagli speculatori che vengono a Nardò per distruggere, avvelenare ed arricchirsi, con la collaborazione della vecchia politica “esperta”.
D. Pippi Mellone, candidato sindaco dell’Alleanza per il Cambiamento. Il candidato più giovane. Perché ha deciso di candidarsi e, tra l’altro, con una coalizione composta da liste civiche?
R. La mia candidatura nasce da un progetto politico fondato su bisogni concreti e valori condivisi: Ambiente, Solidarietà, Trasparenza, Sviluppo sostenibile. Rappresento la città, che non mangia le briciole del governo cittadino. Sono giovane, tanto che i potentati che dominano Nardò, mi accusano di questo. Ridicoli! Mi accusa di inesperienza chi ha aumentato le tasse al massimo, non è mai riuscito ad incassare una lira dalla discarica e non ha voluto riscuotere gli oneri urbanistici dal villaggio di Torre Inserraglio; chi ha portato a Nardò la San Giorgio e ha concesso il monopolio delle luci del cimitero alla ditta Borgia.
D. Quali sono, secondo lei, le priorità per Nardò e qual è la sua idea di sviluppo per la città, secondo comune della provincia dopo il capoluogo?
R. Innanzitutto, bloccare lo scellerato progetto “Aqp-Vaglio-Risi” dello scarico a mare delle fogne cesarine e la messa in sicurezza di Castellino. Quindi lo sviluppo: voglio una città produttiva e solidale. Taglierò sprechi e tasse. Lancerò un piano strategico pluriennale, per rimettere in moto l'economia, dall'edilizia all'agricoltura di qualità e solidale, alle imprese non inquinanti, all'innovazione, all'industria turistica e culturale. Nardò assumerà la leadership in quest'area del Salento. Le linee guida allo studio in Regione, infatti, tendono tutte in questa direzione: occorre fare rete con gli altri comuni per accedere ai finanziamenti.
D. Quella in corso è una campagna elettorale aspra, difficile, secondo alcuni, una brutta campagna elettorale. Perché, secondo lei, sta mancando il confronto sui programmi e invece sembra prevalere lo scontro? Che cosa si sente di dire ai suoi colleghi candidati sindaco?
R. Questa campagna elettorale è bellissima: abbiamo coinvolto duecento cittadini fin'ora lontani dalla politica! Probabilmente è brutta per il “mostro a tre teste” che non ha nulla da dire. Risi e Vaglio, sono uomini espressione della stessa esperienza politica: uno vicesindaco dell'altro. Di cosa possono parlare? L'avete visto il programma di Risi? È l'elenco delle incompiute. Sono trent'anni che governano e, per portare a compimento qualche opera, ci hanno trasformati nel comune più tartassato d'Italia: “più tasse e zero servizi”! A loro ho già detto tutto in 15 anni di impegno politico. A De Marco, invece, dico: “siete un gruppo positivo ed è un peccato bruciare il vostro impegno in una corsa solitaria”.
D. Perché i neritini dovrebbero scegliere lei come sindaco? Si sente pronto a governare una città grande e complicata come Nardò?
R. I neretini non sono soddisfatti da chi ha governato fino ad ora. Noi siamo il cambiamento assoluto ed io sono prontissimo a governare.
D. In caso di vittoria, quale sarà il tuo primo provvedimento da sindaco?
R. Applicherò subito il metodo “Emiliano Sindaco” per affrontare l'emergenza sicurezza, dalla recrudescenza della criminalità fino al dramma discarica.