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La giornata elettorale parte col botto: a mezzogiorno il doppio dei votanti rispetto al 2011

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NARDO' - 6700 persone sono andate a votare entro mezzogiorno. La percentuale rispetto agli aventi diritto è del 22.73%. Nel 2011 furono solo il 10.22% pari a 2958 elettori votanti.
Un botto che si può spiegare solo in una maniera, forse: quest'anno si vota solo di domenica. Alle 19 siamo al 52,18% pari a 15.383 votanti.
Si annuncia una giornata storica. Intanto ecco un bel pezzo per i patiti di numeri e statistiche. Solo dalla vostra portella del cuore.

E’ tutto pronto, dopo una campagna elettorale lunghissima che ha visto innumerevoli colpi di scena, come mai accaduto dal 1994 (in cui si votò per la prima volta col nuovo sistema elettorale) al 2011.
Dei 31.688 neritini residenti (13.500 famiglie circa) ben 29.480 sono gli elettori.
Un dato che, indirettamente, ci restituisce la fotografia di una città di anziani: solo 2.208 sono i minorenni in città, dai neonati fino ai diciassettenni. Un numero veramente inquietante di una Nardò abbastanza invecchiata. L’età media dei neritini è di 44 anni.

Rispetto al 2011, ultimo appuntamento con le amministrative, ci sono ben 482 elettori in più ma ciò non significa che ci saranno più votanti, cioè persone che andranno fisicamente alle urne.
Il dato dei votanti, infatti, cala ininterrottamente dal 2007 ad oggi: nel 2011 furono 21.854 ma quest’anno, a causa dell’unico giorno dedicato alle elezioni (si vota solo oggi dalle 7 alle 23), gli osservatori politici prevedono che possano recarsi alle urne da 20 a 21mila neritini. In ogni caso parliamo di almeno settemila persone, a rifarci al dato di cinque anni fa, che sono impossibilitate o decidono di non votare. Un numero pari ad un quarto, circa, degli aventi diritto e che dovrebbe far interrogare sul perché accade.

Sempre nel 2011 i quattro candidati alla carica di sindaco si divisero 21.335 voti validi perché vi furono 519 schede non conteggiate tra 444 nulle e 75 bianche. Dunque c’è chi, come forma estrema di protesta, va a votare ma preferisce annullare la scheda, in alcuni casi, o lasciarla totalmente bianca. Sempre gli “esperti” giudicano influenti, in questo genere di consultazioni, le condizioni metereologiche: il bel tempo potrebbe favorire un esodo verso le marine con la congestione nei seggi solo alla rinfrescata.
Se ciò si verificasse, con l’impossibilità di votare il lunedì, porterà alla chiusura reale delle sezione ben oltre l’orario stabilito delle 23, cioè all’esaurimento delle code d’attesa.
Lo schema di quest’anno ricalca, in grandi linee, quello del 2011: tre coalizioni composte da diverse liste (Marcello Risi con sei, Antonio Vaglio con quattro, Pippi Mellone con otto) e la lista unica del Movimento 5 Stelle guidata dal candidato sindaco Massimo De Marco.

Cinque anni fa, al primo turno, si fermarono a poche centinaia di voti l’uno dall’altro i tre candidati più suffragati: Antonella Bruno a 6.651, Marcello Risi a 6.331, Giancarlo De Pascalis a 6.136. Alfredo Ronzino, pentastellato, si fermò più lontano, a 2.217. Il secondo turno poi sancì la vittoria di Risi contro Bruno con più di duemila voti di differenza, 2.144 per la precisione.
Al primo turno, che resta l’appuntamento più immediato, quello per cui si vota oggi, si contano sì i voti alle liste ma, soprattutto, quelli attribuiti ai singoli candidati a sindaco, al fine del conteggio per approdare al turno di ballottaggio. Ecco perché ha un valore strategico molto influente il cosiddetto “voto disgiunto” e cioè la possibilità di dare la propria preferenza ad un candidato sindaco e poi ad una lista non collegata con quel candidato sindaco.