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15 a mellone, 9 alla minoranza. Ecco perché questa suddivisione con *TUTTI I NOMI* dei consiglieri e dei primi dei non eletti

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NARDO' - Risultato assodato, non ci sarà nessun ricorso, lo scrutinio è stato lineare e senza nessuna contestazione. Ma la suddivisione dei seggi riserva già qualche sorpresa veramente inattesa. Alla maggioranza di Pippi Mellone, infatti, saranno assegnate 15 postazioni mentre alla minoranza solo 9.

Perché questa novità rispetto al 2011, quando furono 14 e 10? Nel 2012 un pronunciamento del Consiglio di Stato – l’unico sulla materia mentre i Tar di mezza Italia danno versioni contrastanti e divergenti – stabilisce che in Comuni come quello neritino, con più di 15mila abitanti, la percentuale di 60% e 40% debba essere suddivisa in questo modo anche per dare maggiore forza alla maggioranza che deve governare. Oltretutto lo stesso Ministero dell’Interno ha distribuito una circolare ai presidenti degli uffici elettorali circondariali, che dovranno proclamare gli eletti, ribadendo questa impostazione.

In virtù di ciò Pippi Mellone avrà il “premio di maggioranza” e, dalla sua, quindici consiglieri eletti che sono: Ettore Tollemeto, Antonio Tondo, Maria Grazia Sodero, Giulia Puglia e Gianluca Fedele, tutti dell’ammiraglia di Andare Oltre, la civica “storica” che è, di fatto, il gruppo di Mellone costituito dopo le esperienze partitiche iniziate con “Azione Giovani”. AO ha raggranellato 1607 voti ed il primo dei non eletti è Tony Romano.

Riprendiamoci Nardò, altra civica molto prossima ad AO, porta in Consiglio Andrea Giuranna, Augusto Greco e l’ultimo a “scattare” in base alla nuova ripartizione, Giuseppe Verardi che ha ottenuto 93 voti, quoziente più basso ma utile grazie al risultato della lista, 852 voti, di poco superiore a Forza Nardò (810). Prima dei non eletti è Ilenia Marsella.

Forza Nardò elegge Paola Mita e Giuseppe Alemanno e il primo dei non eletti è Francesco Plantera. La civica Libra elegge una vecchia conoscenza dell’ultimo Consiglio comunale, Oronzo Capoti, e il cestista Fabrizio Durante mentre scalda i motori il primo non eletto, Sergio Manca.

Tre civiche eleggono un solo consigliere a testa: Tutto per Nardò annovera Graziano De Tuglie, “padre politico” del sindaco Mellone, e il secondo in lista è Antonio De Mitri. La “Pippi Mellone sindaco” elegge un ex consigliere comunale degli anni Novanta, Gigi Venneri e il secondo in lista è Walter Greco. La “Grande Nardò” elegge Paolo Arturo Maccagnano e la seconda in lista è Giulia Tedesco.

I primi dei non eletti sono importanti, nell’economia del discorso, perché potrebbero subentrare a chi venisse, eventualmente, chiamato a ricoprire una carica assessorile. Mellone ha anticipato di pensare ad una giunta “mista”, per metà tecnica e per metà politica. In tal caso almeno quattro assessorati affidati a consiglieri eletti porterebbero in Consiglio altrettanti “primi dei non eletti”. Un discorso a parte merita l’unica lista di Mellone che non è andata a risultato: L’Altra Nardò. Allestita dall’ex assessore del 2011 della giunta Risi, Vincenzo Renna, potrebbe essere gratificata proprio con uno degli “esterni” previsti o con una postazione nello staff.

La minoranza è composta da Carlo Falangone de La Puglia in più, Lorenzo Siciliano e Daniele Piccione (Pd), Francesco Polo (Nardò Liberal. A meno che dalla verifica dei voti non emerga Paolo Maccagnano: la questione è aperta), Cesare Dell’Angelo Custode (Obiettivo Comune), Mirella Bianco (Cor), Giancarlo Marinaci (Insieme per Vaglio), dai candidati sindaci Marcello Risi e Antonio Vaglio.