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*ESCLUSIVA WEB* Le elezioni dopate del 2016. Parla il candidato Marcello Risi, pronto a guidare l'opposizione in consiglio comunale

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NARDO' - Una settimana di meditazione, riflessione e raccoglimento. Dopo sette giorni Marcello Risi è pronto per tornare in campo. La sua analisi è cruda e realistica. A tratti spietata. L’idea che ci siamo fatti incontrandolo è che rimuginare, adesso, serva a ben poco. Gli obiettivi, infatti, iniziano a delinearsi. E anche i punti di ripartenza. Uno di questi, fondamentale per l’intera area del centrosinistra, è il Partito democratico. Il sospetto di molti è che non ci sia stata piena condivisione nel progetto portato avanti da Marcello Risi. E nel prossimo congresso provinciale si potrebbe giocare una partita chiave per i vertici locali e regionali.

marcello risi 01 webAvvocato Marcello Risi, quali sono gli errori commessi da lei e dalla sua coalizione?
Va detto, innanzitutto, che la coalizione di centrosinistra ha ben meritato. Perdiamo per una manciata di voti, dopo aver chiuso molto avanti il primo turno. E’ stato un confronto in bilico fino alla fine, equilibrato fino all’ultimo. Come quelle finali che si decidono ai rigori. Io ho sbagliato l’ultimo calcio di rigore. La politica a volte va così. Bisogna saper accettare anche le sconfitte che bruciano di più.
Gli avversari hanno avuto il merito di crederci sempre. Noi abbiamo sottovalutato la loro capacità di penetrazione anche in aree che al primo turno avevano votato per noi. Come abbiamo sottovalutato i danni che potevano provocare alla coalizione alcuni nostri candidati assai poco leali con la squadra, con l’anima in ostaggio di condotte poco limpide. Qualcuno ha perfino tradito il vincolo di coalizione tra il primo e il secondo turno. In politica è un peccato mortale.

Nelle due settimane tra il primo turno e il ballottaggio, ci sono azioni che non rifarebbe o rifarebbe meglio?
Non abbiamo molto da rimproverarci. Avremmo dovuto comunicare di più, anche per contrastare lo sciacallaggio mediatico orchestrato dai nostri avversari. L’avvocato Mellone ha premiato con la candidatura quei cittadini che si sono distinti in questi anni per falsità e attacchi beceri alla mia persona e a persone a me vicine. Questo dimostra che tutte le energie dispiegate per offendermi e delegittimarmi rientravano in un progetto organico di diffamazione e calunnia orchestrato dall’attuale sindaco in persona. La sua formazione politica fascista ha favorito un approccio con gli avversari di tipo squadristico, alimentando rabbia e odio sociale.

Quale è il suo rimpianto più grande per la cosa che avrebbe voluto realizzare e non è riuscito a fare.
Almeno due: la piscina e l’avvio del piano di riqualificazione delle periferie. Abbiamo fatto un grande lavoro preparatorio, ma non siamo riusciti a dare concretamente inizio alle opere. Spero che la nuova amministrazione non blocchi i procedimenti e si muova rapidamente in continuità con le nostre scelte.

Nelle sue prime parole ha accentrato ogni responsabilità per l’esito del ballottaggio. Alla luce di alcune solide indiscrezioni chi, in qualche modo, l’ha delusa e da chi si aspettava di più?
Quando una squadra perde le responsabilità principali sono innanzitutto di chi l’ha guidata. Sono stato educato ad essere molto severo con me stesso e provo fastidio per le tendenze a scaricare su altri le ragioni di un insuccesso.
Detto ciò, qualcuno mi ha deluso senz’altro. Fra il primo e il secondo turno persone a me vicine sono scivolate in comportamenti assai incoerenti e non in linea con lo spirito di una coalizione. Deludendomi molto e ferendo la passione e la genuinità di tante ragazze e tanti ragazzi che credono nella bella politica e non possono essere ricambiati con falsità e tradimenti.
Il mio avversario ha fatto ricorso ad armi non convenzionali, fra cui tanto denaro. Si denunciava come “inciucio” la mia legittima richiesta di sostegno alle liste che non erano andate al ballottaggio, si tessevano accordi sottobanco con diversi candidati, compresi candidati delle mie liste, in cambio di posti in giunta o di altre ricompense. Tutto molto brutto. E tutto pateticamente molto vecchio.
L’affermazione della destra porta il marchio di poteri forti e poco limpidi. Ci toccherà vigilare con attenzione. In giro avverto molta preoccupazione. Non era mai accaduto prima che a poche ore dalla chiusura delle urne gran parte della città fosse attraversata da prevalenti sentimenti di inquietudine. Vorrei tanto nelle prossime settimane essere tranquillizzato e smentito. Ma le prime scelte del nuovo sindaco non sono incoraggianti.

La città è divisa a metà. Qual è la direzione da seguire per non tradire i cittadini che hanno votato per lei?
Il centrosinistra non esce a pezzi da queste elezioni. Esce sconfitto, ma in salute. Si è arricchito di tanti giovani che hanno fatto la loro parte con straordinario entusiasmo e con risultati elettorali molto incoraggianti. È pronto per ripartire più forte e più coeso. Sono convinto che tornerà presto a vincere. Con i suoi princìpi, con la sua forza ideale, con la sua anima. Il centrosinistra deve tornare a vincere senza svendere l’anima.

Quale parte dell’elettorato non è riuscito a convincere. E perché.
Ho pagato come in tutta Italia il vento dell’antipolitica che ha favorito quei candidati che sono stati percepiti come candidati antisistema. Non dimentichiamo che questa è la tornata elettorale che ha consegnato ai Cinque Stelle città come Roma e Torino. Dobbiamo riconquistare l’elettorato che ha smarrito la fiducia nel partito democratico e nel centrosinistra al punto da determinare esiti imprevedibili fino a qualche anno addietro. Dobbiamo farlo con umiltà, ma anche con determinazione e con coraggio. Il prossimo congresso del Partito Democratico sarà un’occasione da non mancare.
Dobbiamo rappresentare una speranza concreta per coloro che vivono fra tante difficoltà e ogni giorno temono di non farcela. Il centrosinistra deve ripartire dal dolore degli ultimi. Per trasformarlo in energia in grado di spingere il paese. E’ la missione che abbiamo davanti in questa delicatissima fase politica.