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DIECI ERRORI PER ME - Posson bastare

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NARDO' - L’accoglienza dei migranti stagionali. Tutti gli errori (dieci) di Mellone.

Nardò. In questi giorni i meravigliosi ragazzi del gruppo Scout Nardò 2 stanno montando le tende destinate ad accogliere i lavoratori migranti stagionali nel campo comunale di Arene-Serrazze, a poche centinaia di metri dall’uscita della Città in direzione Lecce. E’ il terzo anno consecutivo che questo avviene. Il comune di Nardò si avvale dell’opera gratuita e generosa di questi ragazzi fin dal 2014. Sono giovani educati alla solidarietà, al lavoro silenzioso, al fare bene agli altri. Sono una delle ricchezze della nostra comunità. Ne andiamo orgogliosi. Sono il simbolo dell’altruismo che si fa virtù.

Quest’anno l’allestimento del campo avviene con sensibile ritardo rispetto agli ultimi anni: mancano tredici giorni alla fine di luglio e i lavoratori migranti sono tutti ammassati nel ghetto sorto spontaneamente nella zona. Eppure il campo era stato affittato dal comune (dall’amministrazione uscente) prima della campagna elettorale e quindi è da mesi disponibile.

I dieci errori di Mellone.

1. Il tempo si è perso perché la nuova amministrazione, inseguendo slogan a effetto, ha lanciato l’idea (rimasta lettera morta) di sostituire le tende con dei container dotati di molto confort. Sono anche state diffuse delle foto dei container e si è detto che Coldiretti si sarebbe accollato l’intera spesa. Qui qualcuno di sicuro ha bleffato. A parte due container per i servizi gli altri sono arrivati solo in foto. Perché tutto questo? Che bisogno c’era di annunciare strutture che non sarebbero mai arrivate?

2. La nuova amministrazione comunale, poco trasparente in tutta la gestione del servizio, tace sui costi a carico del comune. La ragione è semplice: avendo sempre sostenuto che il comune negli anni passati ha speso troppo, preferisce tenere nascoste le spese attuali. Quando le conosceremo crollerà la favola delle spese a carico dei datori di lavoro.

3. Il sindaco Mellone naviga a vista. Il risultato è che non ci saranno servizi offerti negli anni passati: niente servizio autobus per la mensa Caritas, niente corsi di alfabetizzazione in loco, niente mediatori culturali. Qui c’è tutto il segno di una politica contraria ai principi dell’accoglienza. I danni non possono essere riparati dai selfie o dalle ordinanze spot. Senza quei servizi i lavoratori migranti si sentono indifesi e più deboli. Con tutti i rischi connessi alla mancata integrazione.

4. L’ironia sull’abbattimento di una struttura fatiscente pericolosamente occupata da decine di lavoratori senza dimora e inconsapevoli dei gravi rischi che correvano è la spia del cinismo e dell’assoluta mancanza di scrupoli dell’attuale maggioranza. Disposi la demolizione di quel rudere (una vecchia falegnameria) perché era destinato a crollare da un giorno all’altro. Le tragedie vanno evitate con responsabilità e, quando occorre, coraggio.

5. Non sappiamo ancora quando il campo del comune potrà concretamente accogliere i lavoratori. Speriamo almeno entro il mese di luglio. E non sappiamo neppure quando sarà prevista la chiusura. Per quanto tempo le istituzioni saranno in grado di sostenerne i costi una volta terminata la stagione delle raccolte? Chi ci andrà a dimorare ha il diritto di saperlo. I lavoratori migranti stagionali presenti a Nardò hanno un livello culturale medio-alto (oltre il 60% ha conseguito il diploma o la laurea o un titolo post laurea), molti sono coniugati con figli (oltre il 30%).

6. Il sindaco Mellone non spiega cosa intende fare del ghetto sorto nella zona. Ci vivono almeno duecento persone. Il livello igienico è  raccapricciante.

7. La lotta al caporalato è pericolosamente passata in secondo piano. I caporali (generalmente stranieri) sguazzano negli spazi lasciati liberi dalle istituzioni, volgendo a loro vantaggio tutti gli errori e le contraddizioni di chi oggi governa Nardò.

8. Le attività finalizzate a contrastare quelle attività nelle quali germina il caporalato (mense abusive, trasporto, intermediazione, gestione dei posti letto, ingaggio irregolare) sembrano essere state sospese. In passato la amministrazione da me guidata chiese e ottenne l’uso specifico di elicotteri delle forze dell’ordine per colpire i fenomeni più illegali.  

9. A parte la propaganda non si incide sulle questioni centrali. Il comune, come è accaduto con sistematicità in questi anni, resti parti attiva sul fronte delle politiche per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il testo unico sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori indica tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la tutela dei lavoratori”, compresi i lavoratori esposti a rischi particolari: come coloro che in piena estate, a temperature altissime, sono impiegati nella raccolta delle angurie o dei pomodori. La legge vigente impone di adottare misure di prevenzione speciali: L’azione del comune di Nardò (al di là degli spot) deve continuare ad essere fondamentale. Naturalmente di concerto con regione, Asl e ispettorato del lavoro. Altrimenti si fanno solo chiacchiere.

10. Infine, l’ordinanza del sindaco che vieta il lavoro nei campi dalle 12 alle 16 (fino alla fine di agosto). Se l’obiettivo non è meramente propagandistico (come temiamo), va almeno nelle finalità generali, condiviso.  L’atto, a dire il vero, come la gran parte di quelli prodotti dalla nuova amministrazione, contiene diversi errori tecnici e diverse contraddizioni. Chi riterrà, li farà valere nelle sedi competenti. Colpisce che la sanzione per chi viola l’ordinanza si applichi indifferentemente a datori di lavoro e poveri lavoratori. Sarà più facile cavarsela, paradossalmente, per molti caporali. Sul punto la scelta del sindaco Mellone è proprio incomprensibile. Se la sua intenzione non è questa, come prova a sostenere, intervenga subito con le dovute correzioni del testo. Altrimenti i primi ad essere puniti saranno proprio i lavoratori migranti.

Marcello Risi