PORTO CESAREO - Parla il sindaco Salvatore Albano: "A giorni riprenderanno, dopo la pausa estiva, i lavori della condotta fognaria nell'abitato di Porto Cesareo e le dichiarazioni del Sindaco di Nardò cadono come doccia fredda su un territorio che non è solo quello di Porto Cesareo, ma anche di Nardò, con le sue marine, le sue periferie. Ma naturalmente le promesse elettorali contano di più dell'interesse di un territorio".
Parlare di riutilizzo totale dei reflui in agricoltura indica la scarsa conoscenza di un problema ormai annoso che ha oramai delle regole certe indicate e ribadite da direttive Europee, Ministeriali e Regionali.
Eppure, nonostante Protocolli di Intesa sottoscritti, lavori appaltati, progetti esecutivi già in parte deliberati, come quello del collettamento della rete fognaria di Porto Cesareo alla rete fognaria di Nardò, non si è ancora capito che l'unica strada possibile è quella già tracciata.
Lo scarico a mare è l'unica via da seguire, la possibilità del riutilizzo delle acque reflue in agricoltura non è che una utile possibilità che dovremmo perseguire in seguito, ma non può sostituire lo scarico in mare. E questo non lo dico solo io, ma le dire direttive ministeriali.
Porto Cesareo è una bomba ecologica ad orologeria, ma nemmeno Nardò è un bel vedere con il suo scarico a riva, con un depuratore obsoleto e con un chilometro di costa non balneabile. Per non parlare delle marine come S. Isidoro, con il suo villaggio turistico, che non hanno rete fognaria o altre zone interne.
Ho già avuto un colloquio telefonico con l'Ass. Regionale ai LL.PP. GIANNINI e chiesto un incontro con il Presidente Emiliano. Ritengo che oramai sia solo una questione politica che soltanto la Regione potrà risolvere solo se agirà con risolutezza.
C'è una infrazione comunitaria europea ed ognuno si prenderà le proprie responsabilità.
Io andrò avanti portando il problema in tutte le sede legali, amministrative e non, per poter definire questa faccenda una volta per tutte.