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CONDOTTA - Natalizio tenta di "correggere" l'estremismo di Mellone. Impresa possibile?

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NARDO' - Delibera sulla gestione dei reflui: Mellone apra al contributo delle minoranze.

La proposta di delibera sulla revoca del protocollo d'intesa sulla gestione dei reflui depurati dell'agglomerato di Nardò e Porto Cesareo, sottoscritto dalla precedente amministrazione, che verrà portata all'attenzione del Consiglio Comunale nei prossimi giorni, a mio avviso potrebbe essere votata anche dalla minoranza, o almeno da parte di essa, se opportunamente modificata.

Infatti, la parte deliberativa dell'atto in questione, oltre che a confermare l'interesse del Comune di Nardò al riuso integrale dei reflui per usi agricoli, industriali e civili, parla anche di revoca della delibera di approvazione del protocollo d'intesa sulla gestione dei reflui depurati poi sottoscritto nel Settembre 2015.

Sarebbe necessario, a mio giudizio, non buttare completamente nel cestino il protocollo d'intesa, ma chiedere ad Emiliano di sospenderlo laddove prevede lo scarico in mare delle acque reflue, la condotta sottomarina e il collettamento della rete fognaria di Porto Cesareo alla rete di Nardò.

Emiliano non potrebbe rifiutare, perché tanto sarebbe in linea con la sua volontà (e del Governo Regionale) di modificare il Piano di Tutela delle Acque nella direzione di non scaricare più a mare. Tutto questo, anche perché, come comunicato dallo stesso Ministero dell'Ambiente appena qualche settimana fa, la Commissione Europea ha in avanzato stato di elaborazione, a cura di un apposito gruppo di lavoro tecnico - scientifico, una linea guida tecnica contenente i criteri per il riutilizzo delle acque reflue depurate che riguarda i "Requisiti minimi di qualità per il riuso delle acquea fini irrigui e di ricarica della falda", e che dovrebbe essere licenziata entro l'anno. È appena il caso di ricordare, infatti, che ad oggi il riutilizzo delle acque reflue adeguatamente depurate per il ravvenamento delle falde è vietato dalla normativa Europea e Nazionale.

Trovare un recapito finale diverso dal mare è quantomai necessario, perché impiegare tutto il refluo prodotto (anche dal solo agglomerato di Nardò) per usi agricoli, civili ed industriali è pressoché impossibile, pertanto qualsiasi soluzione progettuale praticabile in tal senso necessita comunque di un recapito finale delle acque in surplus.

Inoltre, va anche ricordato che quel protocollo prevede, tra l'altro, un investimento di 8.000.000 di euro per l'infrastruttura portante della fogna nelle nostre marine fino a Torre Squillace.

Sono fiducioso che  Mellone e la sua maggioranza sapranno aprirsi al contributo della minoranza e condividere una delibera importante per il futuro del territorio.

Mino Natalizio