NARDO' - Gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo: "vogliamo un pronunciamento chiaro di Emiliano sulla questione".
Ora basta. Bisogna che Emiliano si pronunci personalmente sulla questione della gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo, così come ha fatto per altri territori (Sava - Manduria, Fasano, ecc.). In queste ore abbiamo letto dichiarazioni discordanti tra gli amministratori di Nardò e quelli di Porto Cesareo, sull'esito dell'incontro di ieri a Bari. Unica sola certezza il riuso dei reflui in agricoltura, così come del resto era contemplato nel protocollo d'intesa. Sulla realizzazione della condotta (che dovrebbe recapitare a mare i reflui non utilizzati in agricoltura), invece, ancora non si capisce quale sia la posizione ufficiale di AQP e Regione.
Certo, se il Governatore di Puglia dovesse essere coerente con quanto dichiarato negli ultimi mesi con riferimento alla destinazione finale dei reflui, non ci dovrebbe essere nessuna condotta, ma semmai uno scarico di soccorso alternativo per il refluo che non si riesce ad utilizzare per usi agricoli, civili o industriali. Tale soluzione potrebbe portare alla realizzazione di trincee drenanti (per la verità in passato già proposta, ma ritenuta non percorribile da Regione e AQP). È chiaro, però, che questo tipo di recapito finale, per le sue caratteristiche tecniche, difficilmente potrebbe smaltire insieme i reflui di Nardò e Porto Cesareo.
Pertanto, ognuno degli impianti di depurazione a servizio dei due Comuni dovrebbe avere un autonomo sistema di recapito finale dei reflui. Per concludere, se Emiliano non è intenzionato a far decidere ad un Commissario le sorti della realizzazione della condotta (il che, a mio avviso, significherebbe lavarsene le mani), dia ai suoi Dirigenti e a quelli dell'AQP precise direttive che vadano nella direzione alternativa allo scarico a mare, altrimenti sarebbe chiaro a tutti che per lui il discorso di Nardò non vale quanto quello di Manduria e Fasano...
Mino Natalizio - Direzione Provinciale PD