Politica

Da Cantone a Motta: il consigliere Casili riprende l'allarme lanciato dallo Stato

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NARDO' - “La politica intervenga con maggiore trasparenza e controllo nella gestione di un comparto essenziale come quello del trattamento e smaltimento dei rifiuti pugliesi, al fine di non abbandonarlo definitivamente ai clan.”

Così il vicepresidente della commissione Ambiente Cristian Casili interviene in seguito al grido di allarme lanciato da Cantone e Motta: ““La straordinaria complessità del sistema dei rifiuti pugliesi si traduce infatti in una filiera incompleta e a tratti a un colabrodo è l’elemento che più di altri consente le infiltrazioni della criminalità organizzata.”

Il consigliere pentastellato punta il dito ancora una volta contro una classe dirigente incapace di dare risposte tangibili e strutturali a nodi gravissimi, non più qualificabili come “emergenze”, che “non si possono risolvere semplicemente attraverso la creazione di un’ulteriore, imbarazzante agenzia ‘di scopo’”.

“Per vigilare nel dettaglio sul funzionamento dell'intero sistema - prosegue Casili - sarà preziosa la Commissione d'inchiesta sui fenomeni mafiosi fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle che lavorerà a stretto contatto con Anac ma è indispensabile che la politica produca piani organici e non solo toppe abbandonando i contratti di proroga, gli interessi di cortile a livello comunale che fungono da calamita per gli appetiti della criminalità, e le norme "risolutive" che porteranno in realtà solo a un'infinità di contenziosi (si pensi alle contraddizione della norma sul sistema di unificazione dei servizi). E’ vitale - conclude - che la Regione non si limiti ad una funzione “notarile” facendo sistematicamente ricorso a commissari “ad hoc”, ma che si rimbocchi le maniche e volti pagina per scacciare concretamente ogni forma di opacità in tutta la filiera.”