NARDO' - "Il sindaco operaio si sponsorizza sui social per fare incetta di like, immortalato nel trasloco degli uffici comunali: è questa la nuova frontiera della comunicazione istituzionale nerItina".
La smania da selfie compulsivo ha irrimediabilmente contagiato il sindaco e la sua giunta, puntando tutto su slogan e apparenza, piuttosto che sui fatti e sulla sostanza.
Bastano poche ore di riflessione per capire che un’idea apparentemente condivisibile in linea di principio come quella del trasferimento di uffici pubblici nei locali dell'ex tribunale, si rivela uno scoop buono solo nei propositi, nel consolidamento della propria immagine sui social network e nell’affermazione del brand “Mellone” anche fuori dai confini territoriali. Il trasloco, infatti, ha suscitato le perplessità e in alcuni casi lo sdegno di decine di insegnanti e centinaia di genitori i cui figli frequentano la scuola primaria e dell’infanzia di via Marzano, che attendono di conoscere la sede sostitutiva del proprio istituto, dichiarato inagibile.
Vane si sono rivelate le speranze di un trasferimento dell’istituto proprio nella struttura che, in questi giorni, l'amministrazione Mellone-Capoti ha destinato ad uffici comunali, l'unica sede pronta, in buone condizioni, per spostare lì fin da subito i bambini e gli insegnanti per la loro sicurezza, che dovrebbe essere una priorità inderogabile rispetto a tutte le altre.
Scoprire infine che la fretta di immortalarsi nel nobile atto del trasloco abbia preceduto perfino la verifica sulla capienza della struttura, che pare addirittura piccola per contenere tutti gli uffici che si vorrebbero trasferire, ci è sembrata una gag esilarante, quasi grottesca. Ma qui c’è ben poco da ridere. Fretta ingiustificata, smania di apparire, superficialità: la cittadinanza non può permettersi il lusso di abituarsi a questi quotidiani comportamenti dettati dalla sete di visibilità. Quanto potrà andare avanti così questa farsa a discapito dell’efficienza e dell’efficacia della macchina amministrativa? Ci auguriamo che l’ardua sentenza non spetti ai posteri.
Nardò Bene Comune