Politica

La maggioranza è impegnata tra beghe interne, vacanze romane e figurine. Giancarlo De Pascalis fa per tutti: ecco la proposta di deliberazione contro il "tubo"

Stampa

NARDO' - E' lungo e molto tecnico ma ne vale la pena e rivela la sussidiarietà che si sta verificando in Consiglio comunale: se la maggioranza è in affanno c'è la minoranza che, sui temi importanti, interviene. Va bene così, per il bene di questa benedetta città. 

 

Il sottoscritto Donato Giancarlo De Pascalis, in qualità di Consigliere Comunale indipendente, dopo aver ascoltato quanto riferito nel Consiglio Comunale Monotematico e Aperto dello scorso 1° marzo 2012, da esponenti del Consiglio Comunale di Nardò, delle Associazioni di Categoria, del Comitato “NO TUB” e del “Comitato per la Difesa del Paesaggio” di Nardò, a sostegno dei quali migliaia di concittadini, e non solo, hanno apposto la loro firma, considerate le conclusioni del Signor Sindaco di Nardò, avv. Marcello Risi, e della intera Assise Comunale che nella fase conclusiva del Consiglio stesso condividevano e sottoscrivevano un documento unitario e unanime da inviare in forma ufficiale agli Enti preposti, al fine di bloccare i progetti in essere per predisporre i dovuti atti in funzione di soluzioni alternative, considerato che ad oggi non è stato predisposto nulla da parte dell’esecutivo,

CHIEDE
di voler sottoporre alla votazione del prossimo Consiglio Comunale utile la presente Proposta di DELIBERAZIONE, al fine di far pervenire alle autorità competenti della REGIONE PUGLIA e degli altri Enti, la disapprovazione per le decisioni intraprese dalla A.Q.P. in merito alla realizzazione della Condotta Sottomarina nell’area marina prospiciente il Parco di Portoselvaggio – Palude del Capitano di Nardò , come enunciato nella Legge Regionale n.13/2001 definita quale “OPERE PER LA NORMALIZZAZIONE DELLA FOGNATURA NERA, L'ADEGUAMENTO DELL'IMPIANTO DI DEPURAZIONE E LA COSTRUZIONE DEL COLLETTORE EMISSARIO A SERVIZIO DELL'ABITATO DI PORTO CESAREO” nonché per la CONDOTTA SOTTOMARINA DI TORRE INSERRAGLIO, come di seguito descritto.

I sottoscritti CONSIGLIERI COMUNALI, PREMESSO:
• che con l’Accordo di Programma del 14/01/2010, il Sindaco di Nardò, Antonio Vaglio, ed il Sindaco di Porto Cesareo, Vito Foscarini, progettavano autonomamente la realizzazione di n. 2 condotte sottomarine per lo smaltimento delle acque dei rispettivi depuratori, a tanto indotti dalla Regione che prometteva il finanziamento delle opere a condizione che si realizzasse un’unica condotta comune ai due depuratori. Nell’occasione si stabilì di adottare il progetto della condotta sottomarina redatto dal Comune di Nardò per una lunghezza di 2.400 metri lineari;
• che l’accordo non ebbe seguito poiché la Regione intese finanziare l’AQP S.p.A. per la progettazione di una condotta sottomarina di 1.100 metri lineari in prosecuzione dello scarico esistente in località Torre Inserraglio; nonché un collettore a terra di oltre 6 Km. nell’area del Parco di Portoselvaggio – Palude del Capitano, che convogliasse ed immettesse nella detta condotta sottomarina anche i reflui di Porto Cesareo, attraversando – se pur lungo un tratto stradale – un territorio sensibile dal punto di vista geologico, idrogeologico e archeologico;
• che il progetto proposto dall’A.Q.P. spa disattende sia l’accordo di programma raggiunto tra i due Comuni limitrofi, sia il progetto a suo tempo redatto dal Comune di Nardò, con inaccettabile ridimensionamento della lunghezza della condotta sottomarina a poco più di un chilometro che ne limita l’efficacia con tutte le conseguenze negative legate al suo funzionamento;
• che in tal senso la Regione Puglia ha inteso anche variare il Piano di Tutela delle Acque ed ha avviato le procedure di affidamento dei lavori senza la partecipazione del Comune di Nardò, posto che il Sindaco Vaglio con nota Prot. 30795 del 28/8/2008 si era limitato a dichiarare la propria disponibilità a sottoscrivere un accordo di programma (mai raggiunto);

CONSIDERATO:
• che il Consiglio Comunale di Nardò non condivide un simile programma che giudica inadeguato e devastante per i siti sensibili interessati nel territorio cittadino, in quanto sversare in mare significa persistere in una cultura che rinuncia alla centralità del recupero e del riutilizzo di una risorsa preziosa: l’acqua;
• che il Consiglio Comunale ritiene altresì indispensabile potenziare gli impianti di depurazione e di affinamento per privilegiare un sistema che prevede il recupero ed il riutilizzo delle acque depurate. L’acqua è risorsa troppo preziosa per essere sprecata, e l’ambiente marino su cui tanto si punta quale risorsa turistica, è più che mai essenziale per l’economia del territorio. Soprattutto nel nostro Salento, in cui la situazione è resa ancor più complessa dalla precarietà delle reti di distribuzione del potabile e dell’irriguo oltre che dall’insufficienza dei sistemi fognanti troppo spesso inesistenti come nelle marine di Nardò;
• che per le suddette ragioni il Consiglio Comunale è consapevole che la strada indicata dall’AQP e dalla Regione Puglia non è assolutamente risolutiva dei problemi, ed è in contrapposizione alle ragionevoli attese di moderni impianti di depurazione e del riutilizzo delle acque depurate;Tutto ciò premesso e brevemente considerato,

DELIBERANO
• di revocare la Deliberazione di C.C. del 28 Dicembre 2009, con cui il Consiglio Comunale delegava l'allora sindaco Antonio Vaglio, a firmare l'accordo di programma con Porto Cesareo per consentire il collettamento di quest'ultimo Comune al recapito finale a mare di Torre Inserraglio, attraverso una condotta di due miglia, in cambio della realizzazione della fognatura nella marina di sant’Isidoro. Questo renderebbe di fatto nullo l'accordo siglato dai sindaci di Nardò e Porto Cesareo il 14 Gennaio 2010.
• di chiedere alla Regione Puglia di adottare soluzioni alternative con sistemi moderni di smaltimento dei reflui e rispettosi dell’ambiente, e con investimenti per impianti di depurazione di ultima generazione, puntando sull'innovazione tecnologica finalizzata al risparmio e al riutilizzo della risorsa acqua.
• di chiedere altresì alla Regione Puglia ed all’AQP spa di sospendere la realizzazione delle opere programmate e di promuovere adeguate ed approfondite indagini e studi di fattibilità per il potenziamento dell'impianto di depurazione di Nardò, in modo da trasformarlo in IMPIANTO DI AFFINAMENTO, come previsto dalla “Tabella 4” dell’Allegato 5 del D.Lgs. 152/2006 (acque extra affinate per usi agricoli).

In questo modo i reflui depurati di Nardò potranno essere utilizzati attraverso la rete idrica del Consorzio di Bonifica dell'Arneo, già efficiente, per usi irrigui. Questo consentirebbe allo stesso Ente di non impoverire la falda emungendo dai pozzi, e oltretutto un collegamento tra depuratore e condotta idrica del Consorzio di Bonifica dell'Arneo sarebbe facilmente realizzabile visto che il percorso di, quest'ultima passa a pochi metri dall'impianto di depurazione.
Durante il periodo invernale poi, quando non vi è la necessità di irrigare i campi, si potrebbero realizzare delle VASCHE PER LO STOCCAGGIO delle acque extra affinate da utilizzare nel periodo estivo. In caso di "troppo pieno" quando cioè tali vasche sono sature (circostanza che potrebbe avvenire durante il solo periodo invernale nel caso di intense precipitazioni), si potrà ricorrere all'attuale scarico a mare di Torre Inserraglio che, in tal caso, diventerebbe "di soccorso".

E, comunque, manderebbe in mare acque extra affinate e nel solo periodo invernale.Il Consiglio Comunale di Nardò ritiene che la “questione ambientale” costituisce per i cittadini di Nardò ma ancor di più, per le generazioni future il più grande problema di vita verso il quale tutti devono sentire il dovere di porsi con la massima attenzione per la riscoperta di una nuova “coscienza”. Atteggiamenti di superficialità o di indifferenza appaiono ormai incompatibili con una responsabile politica di governo del territorio.
Basti solo pensare che nel Meridione d’Italia esiste una superficie di estensione superiore a 35 mila km quadrati, afflitta da assoluti fenomeni di degrado del suolo e dell’acqua. In tale contesto “drammatico” esiste una sempre più diffusa sovrapposizione tra gli ambiti occupati dalle attività antropiche ed i sistemi naturali, questi ultimi sempre più esposti, direttamente od indirettamente sino al limite del collasso, a causa degli effetti deleteri delle interazioni uomo-ambiente. Pertanto appare improcrastinabile l’impegno per un uso sostenibile della risorsa acqua dal punto di vista ambientale e sociale, poichè l’acqua, al pari del suolo, è una risorsa finita e vulnerabile.
E’ per questo che la legislazione europea e la stessa legislazione regionale pugliese recepiscono la necessità di proteggere le risorse idriche disponibili ottimizzandone la gestione e promuovendo la depurazione delle acque reflue ed il loro recupero.Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il Consiglio Comunale di Nardò

ESPRIME
la sua ferma contrarietà alla realizzazione del progetto di “collettamento dei reflui depurati presso l’impianto di Porto Cesareo a valle dell’impianto di depurazione di Nardò attraverso la prevista devastante condotta a terra di oltre sei km allocata in un’area protetta e sensibile dal punto di vista geologico, idrogeologico ed archeologico, nell’ambito del Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano”. Esprime altresì la sua contrarietà al “sistema di smaltimento a mare dei reflui rivenienti dall’impianto di depurazione di Nardò mediante condotta sottomarina”.
Esprime infine la sua contrarietà alla modifica in tal senso del Piano di Tutela delle Acque sul quale il Comune di Nardò non si è mai potuto esprimere.

DISPONE DI INVIARE
il presente ordine del giorno al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e alla Direzione Generale della A.Q.P. s.p.a. di BARI.