NARDO' - Sul riutilizzo dei reflui fognari la Regione ha tergiversato troppo, il risultato è stato il commissariamento sulle opere di collettamento, fognatura e depurazione ancora incompiute. Le procedure europee di infrazione gravano sulla Regione dal lontano 2012.
Si è perso troppo tempo, nonostante gli allarmi che lanciai in alcuni interventi in commissione e in aula nel 2015. Da tempo in Regione sono stato promotore del totale riuso delle acque reflue, della realizzazione di buffer ecologici e riutilizzo dei bacini di lagunaggio, del recupero delle cave dismesse per il riutilizzo delle acque affinate da destinare a vari usi, tra cui il verde pubblico o quello agricolo, considerato che il Salento è un territorio ad alto rischio salinizzazione e desertificazione. Le acque reflue sono una grande risorsa per il nostro territorio e non possiamo permetterci di sversarle in mare con condotte sottomarine. Purtroppo adesso, con il commissariamento, il rischio che questo accada diventa nuovamente concreto, soprattutto nei territori di Nardò e Porto Cesareo.
La questione si complica e il Presidente Michele Emiliano deve fare chiarezza su un tema fondamentale per il territorio, sia dal punto di vista igienico – sanitario, sia ambientale e agricolo. L’altro ieri il presidente, riguardo il sistema depurativo di Sava e Manduria, ha definito un modello di depurazione che parta da un totale e completo riuso di queste acque. Ma è possibile che in questa Regione si debba attendere ogni volta che il Ministero o Bruxelles ci intimino il rispetto delle leggi costringendoci ad agire in emergenza? Inoltre, sul recupero dei bacini per contenere le acque reflue da destinare a vari usi, esiste già un mio emendamento e le risorse finanziarie per lo studio sono già disponibili dall'anno scorso. Tuttavia ancora non è stato indetto nessun bando.
Allora qual è la vera intenzione del governo regionale su questo tema? Esiste un vero interesse per un ciclo virtuoso delle acque?
Per adesso solo ritardi, noncuranza e interventi tardivi fanno credere che non ci sia un impegno concreto ma solo belle parole e rimpalli istituzionali, in attesa di ricevere una modifica delle norme da parte del ministero e della commissione europea sul riutilizzo delle acque affinate ai fini del ripascimento delle falde. Ma Nardó, Porto Cesareo e tutti i comuni pugliesi interessati non possono più attendere. Si proceda quanto prima a calendarizzare le opere sulla rete fognaria e sui depuratori, rispettando gli impegni assunti con i comitati e i cittadini che non vogliono le condotte sottomarine e che chiedono sia salvaguardato il mare e l'ambiente.
Cristian Casili
Cons. regionale Mov. 5 Stelle