Politica

Memoria per il militare che salvava i partigiani. Una richiesta

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NARDO' - "Facendo seguito alla richiesta del Sindaco di Bracciano, che mi ha invitato a rendermi portavoce della stessa presso il nostro Comune, ho appena depositato una richiesta di intitolazione di una via della nostra Città al maresciallo Luigi Zacchino".

Lo dice il consigliere Pd Lorenzo Siciliano che continua:
Durante gli anni cruciali della caduta del fascismo e dunque della Resistenza, Zacchino si schierò con il Governo legittimo e di conseguenza sostenne la causa dei renitenti alla leva della RSI e dei gruppi partigiani, informandoli di possibili rastrellamenti. Uno straccio rosso avvolto alla persiana del corridoio della caserma in cui prestava servizio era il segnale utilizzato per avvisare del pericolo.
Nell'ottobre del 1943, venuto a conoscenza delle intenzioni delle guardie fasciste di arrestare Sante Arancio, comandante del primo gruppo partigiano della zona, riuscì ad avvertirlo consentendogli di mettersi in salvo con la famiglia. Disattendendo gli ordini e poco curandosi delle minacce del prefetto fascista Alceo Ercolani, che incitava a operare l'arresto e la cattura dei giovani renitenti alla leva, in più occasioni assicurò rifornimenti alimentari e munizioni alle formazioni partigiane attestate nella zona di Montauto e del Pelagone.
Dopo il passaggio del fronte provvide, per conto del Comitato di Liberazione Nazionale di Manciano, al fermo e all'interrogatorio di oltre cento fascisti repubblichini per verificarne e certificarne, con lucidità ed equità, le responsabilità negli eventi sanguinari e nelle azioni repressive di cui alcuni, collaborando con i nazisti, si erano resi responsabili.
Si tratta di un nostro concittadino di grande rilievo per la nostra storia locale. Nardò ha il dovere di ricordarne la memoria anche per il suo spiccato coraggio nella lotta al fascismo.