NARDO' - L'assessore melloniana Maria Grazia Sodero si candida con i leghisti per raggiungere la Camera dei deputati. Cristian Casili spiega che si tratta di una scelta contro i meridionali.
“Qualche settimana fa ho definito il partito Andare Oltre e suoi principali esponenti, Pippi Mellone e Alessandro Delli Noci, finti rivoluzionari con metodi da vecchia politica. Non mi sbagliavo. Adesso sono ufficialmente usciti allo scoperto. La candidatura con la Lega Nord di Grazia Sodero, fedelissima di Mellone e assessore ai servizi sociali del Comune di Nardò, è la dimostrazione definitiva di una mentalità politica camaleontica, opportunista, disposta a schierarsi al miglior offerente ora di destra ora a di sinistra. Una scelta che fa ritornare alla mente gli esponenti della prima repubblica, cui si rimprovera proprio di avere svilito e mortificato la politica italiana privando di senso le categorie della destra e della sinistra”, commenta Cristian Casili, consigliere regionale del M5S e Vicepresidente della V Commissione Regionale.
“Fino a ieri Mellone strizzava l’occhio a Emiliano e alla sua giunta regionale di centrosinistra - prosegue il consigliere regionale - adesso si schiera con una forza politica di destra che ha sempre irriso e politicamente danneggiato il Sud. Il manifesto politico di Andare Oltre e di Mellone di qualche settimana fa professa appartenenza al territorio, salvo poi schierarsi al fianco di una forza antimeridionalista per eccellenza. Una fazione politica, la Lega Nord, alla quale appartengono esponenti politici che solo fino a qualche mese fa divulgavano cartine dell’Italia che terminavano al Centro; che gridavano “forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili”.
Adesso Mellone è al loro fianco. Una perdita di credibilità definitiva, una dimostrazione di concepire la politica non al servizio del territorio e del cittadino ma dello schieramento politico che, a seconda dell’occasione, è in grado di garantire voti. Poco importa, per Mellone e i suoi, se questi voti andranno a una corrente da sempre interessata ad affossare il Meridione. Un modo di concepire la politica che, oltre a insultare l’intelligenza degli elettori, la trasforma in un grande mercato delle vacche dove la propria identità territoriale e politica è svenduta all’offerente di turno. Nardó vive il periodo politico più buio e confuso della sua storia, in questo scenario il M5S si pone come unico interlocutore serio ed affidabile”.