NARDO'/GALATONE - Il riferimento al sistema fiscale, imperante in Italia, è divenuto argomento di contesa politica e di roboanti promesse.
In periodo elettorale si strombazza ai quattro venti che la fiscalità dovrà essere significativamente alleggerita partendo, tra l’altro, dalla concezione economicistica che la riduzione della stessa provoca un naturale, sicuro sviluppo. All’oggi, invece, tutte le belle parole, anche da parte di chi ha imposto tributi, i più impensabili, sono rimaste tali. Il livello del sistema impositivo nazionale mantiene, infatti, la sua conclamata esosità, la quale, si dice, forse sarà intaccata, con un leggero ribasso, nei prossimi anni. Può darsi che ciò accada.
Ma, in attesa che questo sogno si avveri, non si può star tranquilli se consideriamo che le addizionali decise, entro certi limiti dai Comuni, dalle Province, ancora parzialmente in vita, e dalle Regioni stanno facendo saltare i dati dell’intera imposizione fiscale, in quanto gravano su vari aspetti e settori della vita quotidiana. Per esempio: sul consumo di energia elettrica, sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sull’Irpef, sulla trascrizione di veicoli, sulle assicurazioni e su una selva di sigle a non finire.
Sta quindi divenendo consequenziale, e lo sarà ancor di più a pieno regime, che l’atteso eventuale abbassamento della tassazione nazionale verrà annullato e sorpassato alla grande dal rincaro e dall’introduzione di addizionali e di gabelle locali con oneri fissi e crescenti, che metteranno a dura prova la capacità finanziaria dei cittadini interessati e delle aziende.
In pratica, è in atto, anche in prospettiva, una avanzante crescita fiscale in senso globale e plurimo, che l’invocato federalismo renderà più esteso con gravi scompensi territoriali e con un ulteriore danno soprattutto a carico del Sud e delle sue secolari arretratezze. Insomma bussa alle porte un “rosario” di tasse dalle mille poste. Lo capiranno per primi gli Enti locali almeno sul piano della spesa effimera e del tuttismo che generano sprechi? (Giuseppe D'Oria)