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LAVORO PER I GIUDICI - Mellone querela. L'opposizione risponde a raffica

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NARDO' - Durissimo botta e riposta tra il sindaco Pippi Mellone e il segretario cittadino del Pd, Salvatore Falconieri. E fioccano le querele. Tutto inizia qualche giorno fa ma ieri il cerchio si è chiuso con il deposito dell’ultimo esposto, avvenuto ieri, da parte dell’esponente Dem.
Ad incominciare è stato il primo cittadino. “Raccontano cose che non esistono – sbotta Mellone – ma è ora di dire basta. Con queste bugie spaventano le persone, i turisti, le imprese. Ho proceduto a sporgere denuncia querela nei confronti dei cinque consiglieri di opposizione e del segretario del Pd locale. Ho provveduto a denunciare il procurato allarme da parte di questi soggetti politicamente disperati alle Autorità competenti. Si tratta di evidente malafede ma questi falliti (politicamente) non ci sorprendono più. Li diffido fin da ora a scendere in piazza per aizzare i cittadini contro qualcosa che non esiste e non è previsto”. Questo è Mellone che, solo qualche giorno fa, faceva riferimento all’impianto di compostaggio previsto in provincia di Lecce. Lo stesso primo cittadino diceva, riferito all’opposizione, che stava “montando polemiche su un impianto (peraltro ecologico e assolutamente necessario) che non si farà a Nardò. Hanno evidenti difficoltà di apprendimento e comprensione dei testi scritti. La notizia è totalmente falsa – concludeva Mellone il suo intervento – e l'impianto di compostaggio si farà a Soleto. Lo sanno anche i bambini”.
Ieri la replica, con un’altra querela, del segretario Pd: “Ho provveduto a depositare presso la Procura della Repubblica di Lecce una denunzia-querela nei confronti del Sindaco Giuseppe Mellone. Egli – continua Falconieri - nei giorni scorsi, ha annunciato sui social e alla carta stampata di avermi denunciato, unitamente ai cinque consiglieri comunali di opposizione, per procurato allarme  e, contemporaneamente, mi ha diffidato “dallo  scendere in piazza per aizzare i cittadini contro qualcosa che non esiste e non è previsto”.  Ritengo che le parole usate dal Sindaco integrino più fattispecie di reato, anche molto gravi, lesive della mia persona, della professione da me svolta e dalla carica politica che ricopro. Sono sempre stato contrario a coinvolgere i Giudici per esaminare le azioni connesse all’espletamento dell’attività politica ma questa volta il Sindaco di Nardò ha superato il limite consentito. Sarà il Giudice a prendere in esame quanto dichiarato e posto in essere dal Sindaco”. Per quel che si sa al momento, anche gli altri soggetti politici implicati nella vicenda, i cinque consiglieri di minoranza (Carlo Falangone, Roberto My, Giancarlo Marinaci, Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione), stanno procedendo singolarmente con esposti autonomi.