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Siciliano dalla ricetta facile, "distratto e disinformato". Oppure preveggente? Una risposta alle sue esternazioni

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NARDO' - Sostanzialmente il consigliere provinciale Giovanni Siciliano si è accorto che il cinema Moderno è in stato di abbandono proprio mentre iniziano (per la verità sono incominciati il sette maggio) i lavori per la bonifica dell'immobile. Diciamo che è stato "tempestivo" nel sollecitare la soluzione del problema (che esiste da anni) proprio mentre questo si stava risolvendo. Quando si dice avere la sfera di cristallo...

QUI L'AFFONDO DI SICILIANO

ECCO LA NOTA DI MAURIZIO LEUZZI, ASSESSORE CON DELEGA AL CENTRO STORICO

Mi spiace constatare la poca attenzione e considerazione da parte del consigliere Siciliano verso il lavoro svolto dagli altri. Ho presentato già da tempo a Sindaco, giunta e consiglieri, i miei progetti riguardo la chiusura graduale del centro storico ed un primo intervento di recupero di immobili privati che si affacciano su alcune strade e piazze principali del centro storico.
Quest’ultimo progetto finalizzato ad assicurare il necessario decoro ad alcuni immobili fatiscenti, ed una più concreta attuazione del piano colore. Ma è evidente che il consigliere Siciliano non ne abbia tenuto conto, o non sia stato informato dai consiglieri e assessori del suo partito.

Anche per il problema specifico del Cinema Moderno, già da mesi ho sollecitato la proprietà ad intervenire. Acquisiti alcuni preventivi nei mesi di gennaio e febbraio c.a., il sette maggio la proprietà (che sta anche verificando lo stato e la natura dei materiali utilizzati per la copertura) ha sottoscritto con una ditta specializzata il contratto per la bonifica dell’immobile, i cui lavori sono già iniziati da quella data.

Riguardo poi la sua “ricetta”, secondo cui la chiusura dovrebbe essere sempre più limitata a giorni e orari stabiliti, ho l’impressione che da buon politico navigato, il Consigliere Siciliano prediliga quelle soluzioni che mirano innanzitutto a non scontentare nessuno, ma che inevitabilmente sono anche quelle meno efficaci, e che rimandano sine die la tanto attesa (dalla stragrande maggioranza dei cittadini) chiusura del borgo.
Ed invece, se si ragionasse meno da politici sensibili al consenso elettorale, e più da amministratori attenti solo all’utilità per la collettività, si potrebbero prendere decisioni più coraggiose e risolutive. Perché personalmente credo che un buon amministratore dovrebbe preferire di essere semmai criticato per le scelte che convintamente porta avanti, e non per le decisioni che non riesce a prendere!