NARDO' - "Il gruppo pensi a stabilizzare i lavoratori come impone il decreto" dice il pentastellato.
“Inaccettabile la richiesta di Porsche di derogare le previsioni del Decreto dignità, rompendo il tetto del 30% per l’utilizzo di lavoratori in somministrazione e innalzandolo al 95 per cento. L’azienda continua a trattare il nostro territorio, a differenza di quanto accade negli altri insediamenti del gruppo, come un luogo dove i diritti sono un optional e i lavoratori limoni da spremere. Adesso, con il Decreto dignità, le cose sono cambiate anche per loro e dovranno adeguarsi ai dettami della nuova norma, che punta proprio a ridare dignità ai lavoratori, eliminando il precariato”, commenta Cristian Casili, capogruppo regionale del m5s.
“L’organizzazione del lavoro in tutti i siti del gruppo Audi-Volskwagen, di cui Porsche fa parte, impone l’utilizzo della somministrazione in misura non superiore al 5%. A Nardò invece si chiede una deroga del 95% - incalza Casili - solo così, infatti, Porsche potrebbe mantenere in quota lo stesso numero di interinali che attualmente impiega: nel 2017 si contavano 140 interinali a fronte di 147 dipendenti. È assurdo un comportamento del genere nei confronti di un territorio che ha offerto moltissimo al gruppo. I lavoratori del circuito neretino hanno dato tanto all’azienda, in termini di dedizione e professionalità, pur non avendo garantite le giuste garanzie contrattuali e avendo compromesso anche la propria salute con turni estenuanti. Ora il gruppo tedesco deve dare risposte sugli investimenti occupazionali che intende garantire nel Salento, così come fa nel resto d'Europa. Anche perché Porsche ha ricevuto tanto da questa terra: la pista fu costruita sopra un’area di grande pregio paesaggistico e negli anni ha usufruito di ingenti finanziamenti pubblici regionali, pari a 10 milioni di euro. Adesso i lavoratori meritano rispetto e la giusta considerazione. Il Decreto dignità lo impone”