NARDO' - Anche il centrosinistra piazza la sua pedina. Ed è Stefano Minerva, sindaco di Gallipoli. Sarà lui il candidato del Pd e dell'intera coalizione per la corsa alla presidenza della Provincia. Ma ora gli scenari diventano davvero interessanti. A partire dal "nostro" sindaco Mellone: il patto con il presidente della Regione sarà talmente forte da reggere ad un terremoto del genere?
Non è più Mellone in cima ai pensieri del presidente. Emiliano, infatti, al momento della scelta sa bene chi è il suo "pupillo" che non gioca con leghe ed estrema destra.
Si dice, infatti, che il feeling tra Minerva-Emiliano e Mellone non sia più idilliaco come un tempo. Le esibizioni muscolari del nostro Pippi, infatti, sono imbarazzanti pe chi chiederà i voti per lo schieramento di Emiliano: non va alle celebrazioni del XXV aprile ma è sempre presentissimo ad ogni alitare di Casapound. Vedi due sere fa all'inaugurazione della sede neritina.
Come ha preso, poi, il centrosinistra "emilianista", le continue trattative (a favore di se stesso) di Mellone con la sponsorizzazione della Lega? E le successive sponsorizzazioni dello stesso Mellone a favore di un candidato della Lega?
Domande a cui solo Emiliano e Minerva potrebbero dare una risposta. Il segretario provinciale del Pd, Ippazio Morciano, e l'intera base del centrosinistra non ha mai avuto dubbi, infatti, sulla impresentabilità di Mellone agli elettori progressisti.
Ed ora? Tutto diventa possibile: una pace tardiva tra Mellone ed Emiliano a favore del "fratello" Stefano Minerva? Può essere.
Ma può starci anche un clamoroso colpo di testa di Mellone che, in questi momenti, sta raccogliendo le firme per la presentazione di una candidatura. Una, abbiamo scritto. E non è detto che sia quella del prossimo candidato presidente del centrodestra perché potrebbe essere la sua. Ma anche qui l'impresa è ardua: chi firma sta dichiarando guerra al centrodestra unito che, per la verità, liberatosi di Mellone ora non ha trovato ancora la quadra intorno ad un nome. Ed è meglio che si sbrighi.
Infine la valutazione "diabolika": Mellone ed Emiliano sono d'accordo perché il sindaco di Nardò, con la sua candidatura, spacchi e distrugga il centrodestra. Minerva avrebbe l'autostrada davanti, Mellone si vendicherebbe del centrodestra che non l'ha voluto, i fittiani e gli azzurri si renderebbero conto (per l'ennesima volta: pensate al servizietto che Mellone ha confezionato loro a Nardò alle scorse amministrative) dei rischi che si accollano quando lo invitano ad un tavolo unitario di coalizione. Ma Mellone gioca solo per sé, lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Chi lo vuole in squadra e pensa di poterlo allenare sappia che avrà sempre problemi di "spogliatoio". Fino a rischiare di perdere la finale.