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MAURIZIO LEUZZI - Parla l'ex assessore al Turismo. E c'è anche l'elenco di (quasi) tutti i selfie propagandistici del sindaco

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NARDO' - “La giunta Mellone? Consiglio meno selfie e maggiore impegno progettuale. Più che alla Città si pensa ad aumentare la propria visibilità. Sembra una campagna elettorale senza fine”. E poi: “Vivere il centro storico senza compromettere la sua identità culturale”.
maurizio leuzzi

MAURIZIO LEUZZI - Avvocato dal 1988, 61 anni, è entrato in politica alla fine degli anni ‘90. Nel 2002 il più suffragato tra i consiglieri di quartiere, diviene presidente del Quartiere Castello. Nel 2007 eletto consigliere comunale, responsabile per il PD per l’Urbanistica. Rieletto in Consiglio nel 2011 e nominato assessore per la lista Partecipa, con deleghe all’Urbanistica, Turismo e Centro Storico.

Maurizio Leuzzi, lei passerà alla storia cittadina come l’assessore che è riuscito a chiudere parte del centro storico alle auto, avviando la chiusura totale. Il che non è poco. Perché da tempo è lontano dalla vita politica e dalla scena pubblica?

«Gli anni in cui ho svolto il ruolo da assessore sono stati impegnativi, pieni di tensione emotiva, ma anche gratificanti. Oggi è giusto che i nuovi amministratori lavorino sulla loro idea di riqualificazione e valorizzazione del borgo antico, e di promozione turistica del territorio. Io non sono stato eletto e non ho incarichi di partito, sicchè mi astengo da critiche. Penso che il giudizio su ciò che l’attuale giunta sta facendo per il centro storico e per il turismo debbano darlo i cittadini, e in particolare residenti e commercianti, che maggiormente risentono della qualità delle iniziative turistiche proposte, nonché della cura e del decoro con cui le nostre piazze vengono presentate ai turisti».

A distanza di sei anni dai primi esperimenti di pedonalizzazione della zona monumentale, anche coloro i quali - soprattutto commercianti - le davano del matto, sembrano soddisfatti degli incassi estivi (e non solo) con piazza Salandra e le altre vie brulicanti di neritini e turisti…

«è stato un progetto coraggioso. E non si è trattato solo di chiudere alle auto. Nel 2011 Piazza Salandra era un parcheggio. Anche d’estate, dopo le 21, era deserta. Un solo bar e giovani coppie coi bimbi, i primi ad aver avuto il desiderio di riappropriarsi di tanta bellezza.
Così da un lato ho concentrato tutte le risorse per una promozione del territorio che avesse come quinte teatrali le nostre chiese e le nostre piazze, dall’altro ho previsto agevolazioni su Tari e Tosap per i commercianti che avessero aperto nuovi esercizi, ed incentivi per chi fosse intervenuto sui prospetti degli immobili privati, ridandone il giusto decoro. “Mediterraneo insieme...”, legato ai temi dell’accoglienza e dell’integrazione, da sempre sentiti nella nostra terra, ha portato per cinque anni nel nostro centro storico i suoni e le culture dei paesi che si affacciano sul mediterraneo, con centinaia di persone che per due sere ogni settimana, nell’arco dei mesi estivi, animavano le piazze, ammiravano le nostre chiese.
Gli imprenditori hanno giustamente colto la grossa opportunità che si presentava ed hanno aperto nuovi esercizi, con un buoni risultati. A quel punto si è potuto chiudere il cerchio pedonalizzando Piazza Salandra, e migliorando la vivibilità dell’area circostante con la creazione di una ztl “Area Monumentale” che preservasse la parte più preziosa e sensibile del borgo, che in un secondo step (già previsto nel mio progetto) avrebbe dovuto ricomprendere anche piazza Pio XI e via Gabellone».

La via dello sviluppo può essere quella di snaturare l’identità cittadina, cacciando i circoli e i nostri anziani dal cuore di Nardò, per farne una sorta di suk e ristorante all’aperto, balli e balletti e rumorosi eventi… La strada da fare sembra ancora lunga per questa città d’arte. Comunque, le azioni di promozione fatte negli ultimi 10-15 anni sembrano dare buoni frutti e Nardò la scorsa estate è stata tra le mete più frequentate. I suoi progetti di valorizzazione del centro storico, di un piano per le marine, gli itinerari per masserie e quelli di enogastronomia, la rete museale, e via di seguito, iniziano a trovare realizzazione…

«Certo, bisogna stare attenti a rivitalizzare e a promuovere il borgo, senza comprometterne l’identità. Ecco perché le iniziative promosse all’interno dell’area monumentale dovrebbero sempre tener conto della vocazione culturale a cui da sempre essa è destinata. E come può allora questa nuova amministrazione, che dice di voler puntare su un turismo di qualità, pensare di organizzare in Piazza Salandra serate da discoteca o tornei di “calcio balilla umano” di fronte al Sedile?

Rispetto agli anni in cui il nostro salotto storico ospitava la testimonianza di giovani tunisini che avevano appena conquistato la libertà nella primavera araba , o il Teatro dell’Opera di Tirana, col folklore e la cultura del paese delle aquile, o rispetto a quando è stato teatro di incontri musicali e letterari sui temi della migrazione, o della performance teatrale dai balconi della piazza tra Michelangelo Pistoletto e Alessandro Bergonzoni , o infine dei concerti del premio oscar Nicola Piovani e dell’ambasciatrice di pace Noa, non mi sembra che con questa nuova amministrazione si siano fatti passi avanti. E' stato infatti in forza di un progetto culturale come “Mediterraneo insieme”, così attuale e legato al tema dell’accoglienza (che testimoniamo con la medaglia d’oro al valor civile e il Museo della Memoria) che attraverso fiere nazionali e internazionali e tour educational (in occasione dei quali abbiamo ospitato decine e decine di giornalisti specializzati) si è potuto promuovere coi buoni risultati che ancora oggi vediamo, il nostro territorio».

Pianificare lo sviluppo turistico vuole dire fare scelte che riguardano il territorio e attraversano tutti i settori economici e produttivi. L’amministrazione comunale a suo avviso ha le idee chiare?

«Non credo. Infatti mi chiedo in che modo i nuovi amministratori ritengano di promuovere Nardò e convincere i turisti a venire a visitarci? Forse promettendo loro di assistere ad un format come Battiti live o al concerto di Noemi , che hanno assorbito la gran parte delle risorse destinate alla promozione turistica? Proponendo una tappa della Notte della Taranta, che da decenni ormai i turisti identificano col territorio della Grecia Salentina? C’è un solo evento nei cartelloni estivi delle ultime tre estati “più belle di sempre” (infarciti di sagre, mercatini, cene sociali e persino tornei di burraco), che parli della nostra storia e della nostra cultura e che ci renda unici e in grado di competere con agli altri paesi del Salento e della Puglia?».

A proposito di amministrazione qual è il suo giudizio sull’operato della giunta Mellone? I neritini, a vedere il gradimento espresso sui Social, stanno dalla parte dell’attuale primo cittadino. Il sindaco vanta un sodalizio con il presidente Emiliano e afferma che qui si farà un centro di ricerca d’eccellenza in campo medico, che ci sarà un punto nascite. E promette impianti sportivi, piste ciclabili, arredo urbano, sviluppo economico… È tutto oro ciò che luccica?

«Non credo esista una patente di buon amministratore che i vecchi o i nuovi possano vantare in esclusiva. Ma c’è sicuramente una indispensabile visione di città che ogni amministratore dovrebbe avere ben chiara, in modo da poter svolgere con profitto il proprio lavoro. E dovrebbe essere una visione il più possibile condivisa dalla maggior parte dei cittadini. Giacchè il paese non è cosa del sindaco o della maggioranza di turno, ma è un patrimonio di tutti. Ebbene questa amministrazione non ha ancora depositato le linee programmatiche. Sicchè a noi cittadini non è dato sapere quale sia la strada che Mellone ha tracciato per migliorare le condizioni di vita dei cittadini o per assicurare nuovo sviluppo all’economia di questo paese.
Allora provo a farmene un’idea sulla base di selfie e manifesti che in questi due anni e mezzo hanno imperversato.
Mellone, che si ritrae con uno scatolone di faldoni in mano peri convincere gli elettori di essere l’artefice del trasferimento degli uffici comunali negli immobili del centro storico, invece ristrutturati e resi idonei a tale scopo dalla precedente amministrazione.
Mellone, che con in mano una cassa d’acqua si vanta della carità fatta nei confronti di una signora anziana e bisognosa, o che affigge la foto del proprio assegno versato per solidarietà ad un’associazione (che fa capo a chi?).
Mellone, che alla guida di un pesante mezzo si vanta di spalare la neve a costo zero, salvo poi scoprire che la ditta che ha fatto il lavoro è stata (giustamente) pagata.
Mellone, che con il casco da cantiere in testa si vanta di aver ristrutturato il palazzetto, quando invece progetto, tecnici e risorse erano già stati assicurati dalla precedente amm.ne.
Mellone, che dopo averci afflitto in campagna elettorale con lo slogan: non vogliamo a Nardò la “merda di Porto Cesareo”, tra i suoi primi provvedimenti ha sottoscritto l’accordo con Porto Cesareo per il collettamento dei sistemi fognari dei due paesi.
Mellone, che si vanta di aver ridotto la Tari, omettendo di dire che ha eliminato anche tanti servizi, ad esempio quelli mirati alla pulizia e maggior decoro del centro storico (voluti dalla precedente amm.ne).
Mellone che prima delle elezioni scriveva “zero consumo del territorio”, e tra i suoi primi atti approva la lottizzazione della Sarparea, così come gli viene presentata in forza dell’accordo regione - privato, senza avere il coraggio di mettere bocca e migliorare in nulla quel progetto così invasivo. “Il PUG è urgentissimo per lo sviluppo dell’economia”, tuonava contro di me (che intanto avevo approvato l’atto di indirizzo e avviato le procedure per la selezione di professionisti altamente qualificati), e dopo due anni questa amministrazione non ha neppure aperto i faldoni delle procedure.

Sul fronte della sanità annuncia con spavalderia l’apertura di nuove e importanti strutture, di cui solo lui sembra essere a conoscenza.
Eppure a sentire molti, o a leggere i social, Mellone sta facendo tanto.

Ma mi chiedo, da tutta questa attività, qual è stato il ritorno per la nostra comunità, in che modo vi è stato un concreto miglioramento delle nostre condizioni di vita?
Perché il sospetto è che le scelte e tutto il lavoro di Mellone siano unicamente finalizzati ad aumentare la propria visibilità, in funzione di un maggiore consenso elettorale (anche fuori Nardò), in vista di una sfolgorante carriera politica. Ed è per questo che invece di concentrarsi sulle priorità del paese, è sempre in costante campagna elettorale».

E l’opposizione? Sembra incapace di arginare lo strapotere dell’attuale maggioranza. È una resa incondizionata, come uscire da questo stallo?

«Contro questo tipo di maggioranze oggi le opposizioni sono in difficoltà ovunque. Nel caso di Nardò poi vi sono particolari problemi, dal momento che siamo governati da una maggioranza che non ha alcun rispetto per gli avversari politici, e che con un comportamento inqualificabile e senza precedenti addirittura non permette alla commissione controllo e garanzia di svolgere le sue funzioni. E questo la dice lunga sulla buona fede degli attuali amministratori nei confronti degli stessi cittadini, i quali hanno invece il diritto di essere governati con correttezza e trasparenza. Certo quello dell’opposizione è un ruolo difficile da svolgere, e forse siamo anche arrivati un po’ impreparati. Ma sono fiducioso che le cose miglioreranno».