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IL FUTURO DEI MELLONIANI - Prima questione: una "prof" in giunta

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NARDO' - Chi uscirà, stavolta? L'analisi prolitica nel rinnovato "Diario di bordo" in un momento nevralgico per l'Amministrazione guidata da Pippi Mellone.

Già quattro assessori sono stati allontanati dall’esecutivo, in qualche caso per sistemare questioni sospese con altri gruppi di maggioranza.
Non è stato di certo consensuale il "divorzio" dal padre putativo politico di Pippi Mellone, Graziano De Tuglie, effettuato per accontentare “quel” Pd vicino al governatore della Puglia, Michele Emiliano, tanto simpatico allo staff del sindaco.
Si trattò dell’estromissione più clamorosa perché escluse la vera “anima” della destra storica presente nella coalizione rivoluzionaria di Mellone, sempre vigile nei momenti più importanti dell’ascesa al potere del giovane sindaco, per favorire Mino Natalizio, assessore all'Ambiente “ad honorem” in qualsiasi giunta ma anche prossimo ai poteri forti legati alla Regione che tanto ribrezzo facevano, in passato, ai rivoluzionari.

Ma, a guardare meglio, si tratta solo di ricette che, per ora, stanno funzionando bene secondo la cabina di regia provinciale del governatore di Puglia: prendere uno di sinistra e metterlo accanto ad uno di destra; prendere uno di destra e metterlo accanto ad uno di sinistra. Così come fatto con Delli Noci e Salvemini a Lecce.
Lecce, appunto: il rimescolamento della giunta di Nardò pare propedeutico alla stessa operazione che verrà fatta a giorni a Gallipoli, tutto funzionale a preparare il terreno per le elezioni di primavera nel capoluogo.

Mellone deve sistemare un paio di questioni: eliminare l’evanescente potere riflesso che è rimasto all’ex sindaco Antonio Vaglio (Lega di Salvini) con la presenza in giunta di Stefania Albano, responsabile di deleghe quasi inconsistenti che, comunque, l’assessore ha portato avanti con dedizione. Raffreddare le pretese dell'altra metà della Lega di cui fanno parte Cesare Dell'Angelo Custode e Giuseppe Alemanno. Quest'ultimo, per la verità, non pare molto propenso ad avanzare richieste di visibilità ulteriore e resterebbe tranquillo a fare il consigliere.

Il problema, come presto spiegato, non è lei, la Albano, ma il bilanciamento delle richieste della Lega che ha già presentato il proprio nome in quota “Cesare Dell’Angelo Custode ed Antonio Filograna”. Quest’ultimo, ex assessore di Marcello Risi, ha sposato da tempo la politica leghista ed avrebbe proposto un nome, evidentemente d’intesa con Dell’Angelo, che è al vaglio del sindaco.

Si tratta di una professoressa di scuola superiore abbastanza nota per la sua dinamica attività in seno ad un istituto della città.
Non è corretto fare il nome perché nelle ultime ore le proteste di Antonio Vaglio, per questo turn-over non gradito, si sono fatte continue e tambureggianti. Proprio l'ex sindaco pareva aver investito molto sulla sua "delfina" tanto che, per un periodo, si è parlato di Albano come proposta interessante per future e prestigiose competizioni politiche.

Non è improbabile che il sindaco Pippi Mellone ci stia pensando su, e più di una volta, tenendo a freno il suo proverbiale decisionismo al fine di evitare una nuova, clamorosa, defezione dopo quelle di Giancarlo Marinaci e Paola Mita. La sostituzione era prevista a cavallo del nuovo anno: la proposta c’è stata ma Mellone non ha ancora rotto gli indugi. Una soluzione che, per il momento, potrebbe rasserenare la Lega locale che risente della dicotomia nel partito tra Roberto Marti (ora come tre anni fa molto vicino a Mellone) e Andrea Caroppo.
Vaglio permettendolo, come si è detto.