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TAC SALENTO - Fondi immobilizzati. L'onorevole neritina ha aperto il confronto

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NARDO' - “L’impegno per il settore Tac Salento è stato intrapreso da diversi mesi e prosegue speditamente in sinergia con il Ministro delle politiche per il Sud, Barbara Lezzi. Finalmente, ha iniziato a dare frutti importanti anche grazie allo sblocco dei fondi del Pit 9”. Lo dichiara in una nota la deputata salentina Soave Alemanno del Movimento 5 Stelle Camera. 
“I fondi erano immobilizzati da anni a causa dell’inerzia della classe politica che ci ha preceduti, fin da subito ho dato il mio contributo per aprire un tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico nel quale si affrontasse concretamente la possibilità di far ripartire il settore TAC con aiuti economici che gli imprenditori stessi avevano perso la speranza di poter ricevere. I fondi sbloccati ammontano a 18,6 milioni di euro per il bando sul rilancio del settore TAC (Tessile-abbigliamento-calzaturiero)”, spiega Alemanno.
“Questi contributi economici - prosegue Soave Alemanno - sono gestiti da Invitalia, che valuta i progetti, eroga le agevolazioni e monitora l'avanzamento dei programmi di investimento, questi finanziamenti derivano dalla ormai obsoleta legge 181/89. Si tratta di una legge che prevede incentivi per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale o di settore, finanzia iniziative locali imprenditoriali per rivitalizzare il sistema economico locale e creare nuova occupazione, attraverso progetti di ampliamento, ristrutturazione e delocalizzazione, finanzia programmi di investimento produttivo o programmi per la tutela ambientale, completati eventualmente da progetti per innovare l’organizzazione. Gli investimenti devono prevedere spese per almeno 1,5 milioni di euro e le agevolazioni finanziarie possono coprire fino al 75% dell’investimento ammissibile”.
E aggiunge: "La stessa Invitalia, che ha pubblicato un bando per gli imprenditori, per poter beneficiare di questo aiuto economico e concedere finanziamenti per programmi di investimento produttivo, tutela ambientale e innovazione dell’organizzazione aziendale”.
“Se questi fondi non dovessero essere pienamente utilizzati, si sprecherebbe una risorsa importante per l’imprenditoria locale e per il territorio. E, tuttavia, le “clausole” di partecipazione, stanno limitando la partecipazione degli imprenditori al bando”, chiarisce la deputata salentina.
“Per questo motivo ho chiesto al Mise ed al Ministero per il Sud di intervenire all’interno del Decreto Legge Crescita con un articolo che potrebbe darci la possibilità di gestire nuovamente i soldi che derivano dalla legge 181/89 anche dopo che il bando sarà scaduto. L’articolo in questione ha la finalità di garantire la piena accessibilità agli interventi per l’incentivazione delle attività imprenditoriali e il contenimento degli oneri amministrativi. Il Mise potrebbe così procedere con propri decreti alla revisione della disciplina attuativa degli strumenti di competenza con riferimento alle aree di crisi industriali agevolate dalla legge 181/89”.
“Lo ritengo un ottimo risultato - conclude Soave Alemanno - perché bisogna sempre tenere a mente quali siano gli obiettivi da raggiungere quando si parla di fondi pubblici e di aiuti economici. Utilizzare il buon senso e non perdere mai la visione di insieme del lavoro e allo stesso tempo dell’imprenditoria che questo lavoro lo gestisce, per me sono una priorità. Sono soddisfatta di questo risultato, che fa ottenere ottime conseguenze al mio Salento e a tutte le realtà industriali italiane che rientrano in questa legge”.