A Nardò e Copertino il presidente Michele Emiliano rischia di prendere soltanto i voti di chi è di fede melloniana. Con la "volatilità" che questo significa da sempre.
Al Segretario nazionale
Al Segretario regionale
Al Presidente dell’assemblea regionale
Alla Direzione regionale
Oggetto: dimissioni dalla Direzione regionale PD Puglia
Con questa lettera comunico ufficialmente le mie dimissioni dalla Direzione regionale del Partito Democratico di Puglia. Un organismo che nel corso di questi anni non ha mai funzionato secondo quanto il nostro statuto prevede, che ha svolto una funzione pressoché inutile rispetto all’incisività sull’agenda politica del governo regionale, che si è ridotto a riunirsi alla presenza di circa dieci componenti. Le assemblee di un qualsiasi circolo dell’amicizia, al confronto, sono bagni di folla.
Ma i motivi delle mie dimissioni non sono solo questi. E non sono condivisi solo dalla mia persona, ma anche dal segretario e dal direttivo del circolo della mia Città. In questi quattro anni la Puglia non è rimasta ferma al palo, è tornata indietro di vent’anni! Sanità al collasso, con ospedali chiusi ed una legge per snellire le liste di attesa affossata, favorendo i privati; agricoltura abbandonata, con la Xylella che avanza e distrugge paesaggi e aziende agricole, e per il cui contrasto ci si affida a chi intende farlo con la calce, un PSR bloccato per l’incapacità di un assessore che, dopo aver votato la Lega di Salvini, si è fatto in modo che si dimettesse da solo e non come buon senso, rispetto degli elettori e minima logica avrebbero voluto, cacciato un istante dopo; trasporti da dopoguerra, con Ferrovie del Sud Est che continua a tenere in pessimo stato le sue stazioni, non coordina gli orari delle fermate con le basilari esigenze dei cittadini e vede interi vagoni vuoti per innumerevoli viaggi, il tutto sulle spalle dei contribuenti pugliesi. Per non parlare dell’associazionismo, delle start up di ragazzi e ragazze sotto i trent’anni relegati nell’oblio dell’anonimato dopo una stagione che ci ha impiegato dieci anni per fare della Puglia la Regione dei “bollenti spiriti”.
Sul tema della coerenza politica un velo pietoso non basta. Michele Emiliano e Claudio Stefanazzi sono coloro che in questi 4 anni hanno fatto il bello e cattivo tempo su tutto: composizione della Giunta regionale, con assessori deboli e del tutto ininfluenti sul miglioramento della vita dei pugliesi e la salvaguardia di questa terra, nomine continue nelle agenzie regionali, sostegni ed ammiccamenti solo a candidati sindaci della destra in tutti i Comuni che sono andati al voto. Un sistema che ha badato a gestire potere e poltrone. Del governo della Puglia non si hanno notizie da quattro anni.
Cosa dovrei restare a fare nella direzione di un partito che permette tutto questo? Quale contributo dovrei portare ad una segreteria regionale che altro non è che la segreteria distaccata di Michele Emiliano? Cosa c’entro io, iscritto al PD, di sinistra, che ha conosciuto la stagione dei dieci anni della Puglia migliore, quella che ha tirato fuori dall’anonimato questa Regione, regalando ai giovani Pugliesi tante emozioni, con chi va orgogliosamente a braccetto con i Sindaci di casapound e nomina a Presidente della principale agenzia regionale il capo del centro destra barese? Nulla. Io non c’entro e non c’entrerò mai nulla con questa robaccia. Perché per me la Politica è innanzitutto una cosa: rispetto della propria dignità. Ed io, la mia dignità, non me la faccio calpestare sol perché, come dice qualcuno, anche nella presunta aria contraria alla candidatura di Emiliano, “è sempre bene non sbilanciarsi troppo”. Io non mi sbilancio. Di questa barzelletta ne faccio a meno!
Lorenzo Siciliano
Consigliere Comunale della Città di Nardò
Responsabile enti locali PD Lecce