Politica

*FOTO* - Finalmente il cavalcaferrovia tra Nardò e Galatone. Il sindaco Pippi Mellone votò contro l'opera tanto attesa

Stampa

NARDO'/GALATONE/PROVINCIA DI LECCE - C’è una storia lunga quasi vent’anni al centro della quale troviamo un tratto di strada che oggi verrà consegnato ai cittadini. Ci sono due comuni, Nardò e Galatone, che da oggi saranno più vicini, senza più barriere temporanee, quelle dell’attraversamento ferroviario. Finalmente sarà inaugurato il "ponte" sulla ferrovia. Tempo di lettura: circa 3 minuti

Ci sono persone che hanno preso per mano quest’opera per tirarla fuori dalla palude della burocrazia e che oggi non ci sono più. E poi ci sono persone che dopo aver provato a bloccare il tanto atteso ponte oggi saranno in prima fila per meglio comparire nelle foto ricordo. Proprio questi ultimi meritano forse un piccolo approfondimento. Una lente d’ingrandimento su alcuni passaggi che hanno portato al taglio del nastro odierno e che probabilmente non servirà ai moderni pretoriani, capaci di servire il volere del sindaco-padrone senza mai alcuna esitazione: sempre pronti a cliccare mi piace, sempre lesti nel condividere. Senza anima politica ma con lo stipendio sicuro da assessore e i gettoni di presenza da consigliere.

Di fronte all’incredibile percorso del cavalcaferrovia tra Nardò e Galatone, il viaggio di ritorno di Ulisse sembra quasi una passeggiata di salute. Nel 2002, l’onorevole Rino Dell’Anna riuscì a ottenere un finanziamento di oltre 3 milioni di euro. Roberto Baggio giocava ancora a calcio ma non venne convocato per i mondiali in Korea e Giappone da Giovanni Trapattoni. L’Italia venne eliminata agli ottavi.

Dopo una serie di lungaggini burocratiche che vi risparmiamo per non ubriacarvi di numeri, codici alfanumerici, riferimenti normativi, ricorsi al Tar e delibere approvate si è arrivati all’affidamento e avvio dei lavori. Qualcuno non ci credeva più. Altri invece sì, come Walter Gabellone e tutti i soci dell’associazione "Alla conquista della vita", da sempre attenti alle tematiche di viabilità e sicurezza stradale. 
Gli enti territoriali coinvolti sono stati tre: comune di Nardò, comune di Galatone e provincia di Lecce. Manco a farlo apposta i problemi principali sono arrivati dal territorio di Nardò. Livelli di memorabilità non indifferenti sono stati raggiunti quando un istituto finanziario ha deciso di ricorrere al Tar contro l’esproprio di 350 metri quadrati di un piazzale antistante un capannone inutilizzato da diversi anni. 350 metri quadrati, la metà di un’area di rigore. 

alto cosiIn uno dei passaggi decisivi, il voto finale del consiglio comunale di Nardò, l’allora consigliere Pippi Mellone votò contro la delibera di che prevedeva "la realizzazione degli interventi di ammodernamento della ex strada statale 174 - Nardò Galatone per il miglioramento della sicurezza stradale, della percorribilità e della continuità del collegamento assicurata dalla realizzazione del previsto cavalcaferrovia".

Dopo il voto favorevole del comune di Nardò datato 18 febbraio 2014, la Giunta provinciale, presieduta da Antonio Gabellone, posò l’ultimo tassello amministrativo con la delibera numero 50 del 26 marzo 2014. Il progetto definitivo fu finalmente approvato.

Vent’anni di una tipica storia all’italiana potevano concludersi con il giusto riconoscimento di tutti i protagonisti. E invece no. Sulla pagina personale del sindaco Pippi Mellone sono comparse una decina di righe dove lo stesso sindaco ha rivendicato il merito dell’opera ultimata, ringraziato l’attuale presidente della provincia Stefano Minerva (eletto nell’ottobre del 2018) e Antonio Tondo, consigliere provinciale dal 2017, e lanciato le solite accuse contro la vecchia politica.

Riassumendo: Pippi Mellone ha votato contro il cavalcaferrovia, Stefano Minerva non ricopriva alcun ruolo quando la provincia di Lecce ha approvato il progetto definitivo e lo stesso vale per Antonio Tondo. Sembra incredibile ma è andata davvero così (ecco la DELIBERA). Secondo voi oggi avrà la faccia tosta di andare a prendersi i meriti? Possibile, la sua costante esigenza di raccattare consenso personale glielo impone.

Credergli inizia a diventare un atto di fede. Un sindaco che pubblica una serie di notizie inesatte (per non dire false) e pretende di essere creduto rappresenta il trionfo dell’arroganza al potere. Senza la minima traccia di vergogna e senza rendere conto a nessuno si nascondono fatti nudi e crudi, documenti ufficiali con date e numeri.
Sino a quando gli riuscirà questa assurda impresa?