NARDO' - Il governatore della Puglia che i neritini hanno votato all'epoca del primo mandato (3mila voti in più rispetto a Fitto) avrebbe risposto in questo modo ai ricatti, perché di questo si tratta, del Pd: con una pernacchia, e poi si sarebbe dimesso. Invece il presidente "di oggi" ha acconsentito alla "mediazione" - così è stata chiamata - ed ha salvato una manciata di ospedali affondandone altri, tra cui quello di Nardò. Rosso di vergogna dovresti essere, Vendola. Vergogna. E chi te lo dice ti ha votato e fatto votare anche in alcune delle famiglie più conservatrici di Nardò. Una notarella a margine: si salva l'ospedale di Fasano, feudo (ne è stato anche sindaco) di Nicola Latorre, potentissimo senato del Partito Democratico. Serve dire altro? Non crediamo. Solo che ci piacerebbe vedere, in un impeto di orgoglio, la presa di distanza (magari con la confluenza, per i consiglieri, in un gruppo indipendente. Non vogliamo troppo orgoglio) della consigliera di Sel, Antonietta Coppola, del presidente del Consiglio comunale del Pd, Antonio Tiene, e dell'assessore vendoliano, Vincenzo Renna. Non ci pare proprio che sia chiedere troppo. (Redazione PdM)
Tutto il ricatto minuto per minuto così come raccontato oggi dall'ottimo Giuseppe Armenise della Gazzetta del Mezzogiorno.
Scintille nel corso della riunione della giunta regionale che in tarda serata ha varato il provvedimento contenente il ridimensionamento del servizio ospedaliero regionale in funzione di quanto concordato
tra Regione e ministero della Salute con il cosiddetto piano di rientro.
A un certo punto si è persino sfiorata lacrisi di governo. Da una parte il presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, deciso ad andare avanti con il piano della prima ora, dall’altro il Pd, forte delle rassicurazioni che lo stesso Vendola avrebbe dato sul salvataggio di alcune strutture ospedaliere come quelle di Trani
e Fasano, rassicurazioni che ad un certo punto sembravano poter venire meno.
A quanto si è appreso, dai vertici del Partito democratico pugliese è partito l’ordine ai propri assessori: «Non votate quell’ipotesi, per nessun motivo». E qui, secondo le indiscrezioni, Vendola avrebbe tentato una prova di forza, intenzionato a confermare la propria ipotesi di piano di rientro e a portarla all’attenzione dell’aula, sottoponendola al voto di fiducia. La rottura era nell’aria, ma poi è stata imboccata la strada della mediazione e si è arrivati ad alcuni aggiustamenti anche se non tutti nel senso indicato dal partito di maggioranza relativo all’interno della coalizione che sostiene Vendola.
In sostanza, gli ospedali di Fasano e Trani restano in piedi. Per compensare questo mancato taglio si è proceduto con una sostanziale ricognizione dei posti letto Asl per Asl, sacrificando alla fine alcuni
reparti e alcuni punti nascita come ad esempio quelli di Ostuni e Manfredonia.
La città del foggiano, tuttavia, viene compensata con l’aggiunta di alcuni reparti ospedalieri. Recuperato anche l’ospedale di Grottaglie e salvato, sia pure temporaneamente, l’ospedale di Gravina, almeno
finché, alla fine di quest’anno, non verrà aperto l’ospedale della Murgia.
«Nel complesso - si legge in una nota della giunta regionale - solo la provincia di Taranto vede aumentati, anche se in modo contenuto, i posti letto, soprattutto per quel che riguarda oncologia e pneumologia.
Dieci, in tutto i punti nascita, la cui asticella è stata fissata a 500 parti l’anno.
Uniche eccezioni Scorrano, leggermente sotto questa cifra e Canosa, che chiuderà malgrado ben al di sopra dei 500 parti. «Con l’approvazione di questa delibera - è il commento dell’assessore Ettore Attolini, si chiude la parte “regressiva” del Piano di rientro. Arriva ora quella del rilancio della medicina territoriale, delle
risposte concrete al bisogno di salute della gente».
«Abbiamo cercato - è il commento di Vendola - di mettere in equilibrio il sistema, sperando di non addolorare i cittadini, ma soprattutto sperando di non ferire il diritto alla salute che è la cosa più
importante da salvaguardare. Tutto questo, lo voglio ripetere perchè i pugliesi lo sappiano, avendo approvato il regolamento. Nelle prossime ore possiamo stabilire le piante organiche e far partire i concorsi
per assumere medici e infermieri. Il nostro obiettivo fondamentale è guadagnare le risorse che consentano al sistema Puglia di traguardare una fase difficile e finalmente camminare verso obiettivi di miglioramento del sistema sanitario.
L’obiettivo che ci era imposto era quello di tagliare 2400 posti letto, di fare cioè una cura dimagrante impressionante – ha aggiunto Vendola - noi abbiamo fatto in un anno quello che la regione Toscana ha
fatto in dieci anni. Due gli ospedali sulla via della riconversione: Nardò e Conversano.
La distribuzione dei tagli degli 800 posti letto è stata equa, fatta Asl per Asl.
Sono stati chiusi i punti nascita con meno di 500 parti all’anno. Uniche due eccezioni, Scorrano che aveva pochi parti al di sotto di questa cifra ma che invece serviva un territorio che aveva necessità, e Canosa
che, al contrario, insisteva in una Asl con molti punti nascita al di sopra della cifra indicata dal Ministero».