NARDO' - Grandi manovre fanno vibrare l'intero arco dei partiti e dei movimenti, e l’aria si elettrizza. Maggioranza, ma anche minoranza, sono alla difficile prova della tenuta politica. Entrambi gli schieramenti sono tenuti insieme… dall’umidità. Dalla sputazza, direbbero efficacemente i meno colti; dallo scirocco, i salentini. In ogni caso non c’è malta. E le fondamenta scricchiolano.
Il perché è presto detto. Non si tratta di coalizioni omogenee. Quella di Pippi Mellone ha perduto tutta la propulsione originaria. Della promessa rivoluzione, anche dei costumi politici, è rimasto ben poco.
Basti pensare che una quota estremamente “pragmatica” del Pd sta con lui, organica a più non posso con i melloniani che, invece, prendono ampia ispirazione da movimenti di destra. Ma ora, questo argomento trito e ritrito poco importa.
Il simbolo della commistione del populismo di Pippi Mellone con il prendotuttismo di Michele Emiliano è il “Fonte democratico” che, già dal nome, è un favoloso ossimoro. Fronte, come quello della gioventù missina, e democratico come il Pd.
A comporre il gruppo sono l’assessore Mino Natalizio e il consigliere Paolo Maccagnano, e migliori interpreti di questa pantomima politica non potevano esserci.
Solo che… ora che faranno, a ridosso delle prossime regionali?
Pare che siano tra due fuochi, anzi tre.
Pippi Mellone, infatti, pretenderebbe un successone della sua candidata, che si chiami Giulia Puglia o Peppina Calabria poco importa. E’ candidata sua, e deve, possibilmente (ma LVI lo pretende, ribadiamo) essere eletta consigliere regionale. Mellone non può permettersi nessuna figuraccia col suo amico di Bari. Ne va di tutto il suo futuro politico. Solo così, per altro, libererebbe una poltrona nella giunta neritina per far spazio ad un altro personaggio del suo giglio magico legato ad Andare Oltre.
Natalizio, come si sa, siede in giunta ed è fortemente tutelato dalla vicepresidente regionale Loredana Capone. Una candidata decisa a non lasciare nemmeno uno spillo per strada. Così dall’ineffabile duo Natalizio & Maccagnano, la Capone avrebbe già chiesto, anzi preteso, di trovare a Nardò un migliaio di voti per se stessa.
E sono i primi due fuochi.
Poi non va dimenticato lo “zio”, Alberto Tedesco, che è ormai attivissimo nel tentativo di tornare in corsa dopo qualche intoppo. La sua lista potrebbe essere la sorpresa delle prossime regionali e vedrebbe insieme socialisti, vendoliani e qualche ambientalista smarrito. Anche in questo caso il potente senatore ed ex assessore regionale busserebbe alle porte di Nardò, anzi lo avrebbe già fatto reclamando una importante presenza neritina nella sua lista. E Natalizio, imparentato con tutto il potenziale elettorato di Tedesco, vedrebbe così accendersi il terzo fuoco. (Fine prima puntata)