NARDO' - "Al peggio non c’è mai limite. Ce lo insegna il Salvini “de noi artri”, che ancora una volta porta Nardò alla ribalta per la violenza verbale, per l’ignoranza e l’arroganza con cui la governa".
Un sindaco come Mellone che, in perfetto stile populista e in mancanza di un programma realizzabile o di un'idea di paese da portare avanti, riesce solo a farsi interprete della rabbia del suo elettorato, da utilizzare ai danni dell’avversario politico di turno. Un sindaco che si rivolge ai propri sostenitori solo attraverso slogans, come fossero una schiera di ultras da aizzare contro chiunque la pensi diversamente.
Un sindaco simpatizzante di casa pound che governa questo Comune con altrettanta rozzezza e rabbia, continuando ad avere in giunta, disinvoltamente, sia la Lega che un assessore diretta espressione di Emiliano.
Insomma, mai come in questa occasione ritornano di attualità la comprensione, il dialogo, l’integrazione sempre più negati e calpestati, come pure i temi della “trasparenza nell’uso che la politica fa dei social network”, o ancor di più della “esclusione della violenza dai toni e contenuti della politica”, di cui le Sardine hanno saputo farsi interpreti.
Forse è il caso di organizzare anche a Nardò qualcosa che porti in piazza il malessere che tanta gente sta vivendo a causa di un’amministrazione e di un sindaco mai così violento e mai di così basso profilo e incapace di interpretare le aspettative e i sentimenti della sua comunità.
E magari potrebbe tornare utile partecipare anche noi al raduno delle Sardine del 19 a Lecce, e rappresentare già in quella sede il disagio dei tanti moderati di centro sinistra di Nardò, che non sopportano più questo modo violento di fare politica e tantomeno le assurde ambiguità nel governo cittadino.