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Come rimpiangere i tempi (lunghi) dei giornali di carta: Siciliano risponde (ancora...) a Però

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NARDO' - Nonostante credo che Giovanni Però pecchi di un errore di forma abbastanza grave, nell'attribuire azioni mai compiute, alla mia persona, la risposta ai suoi sproloqui sorge spontanea per due ragioni: in primis per chiarire ai cittadini aspetti fondamentali e veritieri del mio cammino politico e per rinfrescare la memoria al suddetto Però.

 

Appare, tuttavia, indissolubile la sua voglia di rientrare a far parte della scena politica cittadina. Voglia, purtroppo per egli, che è rimasta tale dal 1995. Però, parla di "breve trascorso" nel Popolo della Libertà e francamente credo abbia uno strano concetto del tempo dato che egli ha ricoperto l'incarico di coordinatore di Forza Italia dal 2007 al 2009 e poi del Pdl dal 2009 al 2011; anno in cui ha "preferito" traslocare nell'Udc, forse, perchè i suoi giochi per ritornare a galla non erano riusciti alla perfezione. Non ricordo, tuttavia, di essere mai stato candidato DUE volte al Consiglio Provinciale con Forza Italia, come Però afferma. Sono stato si, candidato una volta con FI, raggiungendo le 2200 preferenze che, purtroppo, non mi permisero di entrare in Consiglio.

La scelta della candidatura nel partito di Forza Italia era scaturita dal possibile, e subito dopo svanito, input che questo neo movimento poteva dare al nostro Paese. Un'altra bugia bella e buona ha luogo nel momento in cui Giovanni Però afferma che la mia persona è stata dirigente della Democrazia Cristiana. Affermazione completamente falsa, dato che il sottoscritto ha militato nelle fila dell Dc senza mai aver ricoperto incarichi di partito. Non ricordo, tuttavia, di aver mai fatto affiggere dei manifesti a mia firma, ove affermavo che il nostro nosocomio non sarebbe mai stato chiuso.

Non me ne sarei mai preso la responsabilità di tali affermazioni. Ho lottato per salvaguadare il nostro ospedale con tutti i mezzi possibili, senza, tuttavia, aver mai detto che il nostro ospedale sarebbe rimasto aperto. La mia, come quella del Sindaco e dell'Amministrazione Comunale, era una battaglia per garantire ai cittadini di Nardò il diritto alla salute. Non potevo di certo affermare simili castronerie, come quelle che il Però, sostiene che la mia persona abbia non detto, ma addirittura scritto su dei manifesti. 

Non comprendo, altresì, quale "male" dovrei provare nel leggere che Vendola ed i suoi compagni vendono fumo e parole. Sono stato uno dei primi a sostenere che (subito dopo l'emanazione della delibera che sanciva la definitiva chiusura del nostro nosocomio) la giunta regionale si era presa gioco dei neretini in primis, del Sindaco ed Amministrazione poi.  I suoi sproloqui, le sue offese gratuite e le sue bugie, caratterizzano, dunque, una evidente difficoltà che egli vive in questo momento politico. Difficoltà che non è data, a mio modesto avviso, dalla crisi partitica, ma da un suo spasmodico e roboante desiderio di risalire la china. Ciò che più fa male in politica viene proprio da questi tipi di atteggiamenti. Atteggiamenti che negano la realtà e che vogliono a tutti i costi far prevalere una tesi che gli elettori e i partiti hanno bocciato.

Giovanni Però, dunque, è un treno all'impazzata che si definisce, tra le righe, "vergine" alla politica, attaccando partiti e liste civiche che, a suo dire, sono caratterizzate da una "mediocrità imperante". Un nuovo Beppe Grillo, in pratica, che cavalca l'onda della cattiva e vecchia politica sotto la "maschera" di un centro studi, senza assumersi responsabilità della sua attività politica negli anni passati. Anni in cui il nostro ospedale subì il colpo di grazia. Certo, non voglio addossare al Però colpe per ciò che riguarda la chiusura del nostro nosocomio. Intendo solo ricordargli, ancora una volta, che egli aveva un certo potere decisionale negli anni '70, dato che ha ricoperto sia la carica di Sindaco di Nardò, sia la carica di Assessore Provinciale, grazie a quei partiti che egli definisce, oggi, forti ed in grado di selezionare e compensare i vari interessi collettivi. Quei partiti, caro Però, che tu difendi a spada tratta se ne sono infischiati del nostro nosocomio, negli anni passati. Quei partiti, all'interno dei quali, TU avevi un certo potere decisionale, dato che ti permisero di ricoprire i ruoli politici di Sindaco e Assessore Provinciale. Ruoli che non hanno lasciato alcuna traccia. 

Sono costretto, per dovere di verità, a chiarire altri aspetti della tua folle risposta. Non ho assolutamente difeso ne Mario Pendinelli ne Aurelio Gianfreda, dato che ad essi non era pervenuto alcun attacco. Ho solo chiarito ai lettori chi realmente ha salvato l'ospedale di Scorrano attraverso i propri sforzi. Dunque, se di scuse ne devi porgere ai sopracitati politici, per averli tirati in causa, porgile a tuo nome, facendo, magari, nel contempo, un bagno di umiltà nell'oceano del rispetto. Rispetto che non hai dimostrato non solo nei miei confronti, ma soparttutto nei confronti dei cittadini in primis e della politica poi, che più volte ha tentato di farti comprendere il tuo tramonto politico. Tramonto che, tuttavia, non vuoi accettare, forse perchè le poltrone che hai occupato erano abbastanza comode. 

Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale