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LEUZZI - L'intervista completa sulla sua idea di candidarsi a sindaco di Nardò

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NARDO' - L'ex delegato ndella giunta Risi, illuminato assessore al Turismo ed al centro storico, spiega la sua idea di proposta di candidatura lanciata dal basso. Maurizio Leuzzi ci svela così come spera entrare nella competizione elettorale del 2021 e conquistare la poltrona di primo cittadino.
maurizio leuzzi bn

 

Come mai questo progetto così innovativo e anche temerario?

Il progetto a cui sto lavorando per una proposta di candidatura lanciata dal basso, trova giustificazione nella considerazione e nell’apprezzamento che tante persone, ancora in questi anni, mi hanno dimostrato per il lavoro svolto durante il mio mandato, riconoscendosi in quella che è la mia visione di una Nardò città d’arte e di accoglienza, vocata ad un turismo di qualità. Una città di cultura, che deve fare della sua storia e del suo patrimonio architettonico il punto di forza, del suo centro storico il suo salotto in cui si incrociano le culture del Mediterraneo, con un’anima ambientalista, attenta alle criticità del suo territorio, che miri ad una maggiore ecosostenibilità, che salvaguardi la qualità della vita e la promuova al pari delle nostre bellezze naturalistiche, con un’anima solidale, sia verso i suoi concittadini più bisognosi, sia verso quei migranti che stagionalmente ritornano a lavorare nella nostra terra… di “accoglienza”.

Ma è un progetto che nasce anche dalla constatazione che parte della classe politica attuale ripropone dinamiche in cui non mi riconosco più, e sembra restia a mettere in discussione metodi superati, riluttante ad arricchirsi di nuove idee e nuovi punti di vista, che invece assicurerebbero un naturale ricambio di idee e di persone.

Qual è il messaggio che vuole mandare al tavolo di quella coalizione?

Questo progetto trae spunto dalla consapevolezza che oggi il candidato vincente non è il mio amico, e neppure quel “nome” che per le più svariate ragioni sta bene alla maggior parte dei partecipanti ad una coalizione (come spesso succede), ma è quel candidato che riscuote gradimento nell’elettorato libero da condizionamenti, che sceglie secondo coscienza di votare la persona che stima e nella cui visione di città si riconosce, elettorato che spesso condiziona l’esito finale.

Da ciò la mia idea di esplorare una strada alternativa al tavolo del centro sx allargato. E’ una strada in salita, ma penso che ritornare a coinvolgere chi oggi si sente lontano dal mondo della politica sia comunque fondamentale, e può rivelarsi un importante valore aggiunto.

A chi si rivolge?

Ho pensato di sollecitare proprio tale parte di elettorato libero, fatto di persone qualificate che hanno a cuore le sorti del proprio paese, incoraggiandole a PARTECIPARE attivamente alla vita amministrativa cittadina, così da non lasciare ulteriori spazi e responsabilità ai nuovi mostri della politica, che interpretano il loro ruolo di amministratori solo in funzione della conquista e della gestione del potere. E attraverso la loro PARTECIPAZIONE al progetto, tutte quelle persone qualificate e libere che intendono tornare ad occuparsi del loro paese, pur non essendo organiche a partiti o liste civiche, potranno avere voce e possibilità di indicare un loro candidato. E a queste persone io ho dato la mia disponibilià.

Improvvisiamo indicando un priorità in tempi di Covid.

Supportare immediatamente e con forza il comparto turistico, che è quello in maggiore difficoltà in questo momento. Istituire immediatamente un tavolo tecnico al quale partecipino titolari di strutture ricettive, ristoranti, stabilimenti, bar. Stabilire una strategia comune di prezzi, servizi e offerte (es. pacchetti scontati per famiglie). Consentire l’occupazione di maggiori spazi all’aperto e sostenere economicamente le soluzioni tecniche per il distanziamento. Prevedere incentivi economici e sgravi fiscali. Attrezzare una stagione estiva di elevato spessore culturale, con eventi che per la loro qualità e tipologia rendano possibile assicurare al pubblico il necessario distanziamento.

Ha parlato di ecosostenibilità, ed è di questi giorni la notizia che gli incentivi nazionali per l’acquisto di biciclette escluderebbe i comuni al di sotto di 50mila abitanti, come Nardò. Cosa ne pensa?

Ovviamente da neretino mi dispiace, ma non posso non evidenziare che l’attuale amministrazione, che ha fatto della ciclabile (di cui personalmente non discuto l’utilità ma il percorso all’interno del paese) una sua bandiera, non ha investito nulla sia nella promozione culturale dell’uso della bicicletta (al quale uso i neretini non sono avvezzi), sia per eventuali incentivi sull’acquisto delle biciclette. Un‘inutile rotatoria in meno, ed oggi avremmo i soldi per sostenere questa buona pratica, senza lamentarci di quello che non fanno gli altri per Nardò.